PARUSIA INTERMEDIA

 

Sul vuoto dogmatico della Parusia intermedia,

e sul dovere di riempirlo.

 

 

 

 

 

 

ARGOMENTO

 

Quante sono le Parusie previste dal Piano divino di Salvezza? Esso prevede che Gesù vinca la morte a tre riprese, con tre interventi personali (detti Parusie).

Prima Parusia: È la prima vittoria di Gesù sulla morte. Cristo-Redentore muore crocifisso e risorge glorioso dopo tre giorni. È il “concepimento” del Regno messianico. [1] 

Seconda Parusia: È la seconda vittoria di Gesù sulla morte. Cristo-Re instaura sulla Terra il suo Regno messianico. È la “nascita” di detto Regno.  

Terza Parusia: È la terza vittoria di Gesù sulla morte. Cristo-Giudice decide la fine del suo Regno messianico, e presiede al Giudizio universale. [2] 

Ne deriva che i momenti fondamentali del “Piano divino di Salvezza” sono tre:

1) – Concepimento del Regno messianico (Questo concepimento è avvenuto due mila anni fa).

2) – Nascita del Regno messianico. (Questa nascita avverrà nei tempi attuali).

3) – Fine del Regno messianico. (Questa fine avverrà dopo il Millennio attuale). [3]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Johannes De Parvulis [4]

 

E-mail: parvulis@parvulis.com

 

 

 

 

 

 

 

Questo libro è disponibile presso la ditta:

Edizioni Gamba

24049, Verdello (Bergamo) – Via Camozzi, 10-12

Telefono 035.4829515 – Fax 035.4829595

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INDICE GENERALE

 

 

Introduzione.

Messa a punto sul linguaggio (18 domande + 18 risposte).

– I –

Messianismo.

1 - Messianismo: quello retto e quello distorto.

2 - Messianismo e Nuovo Testamento.

3 - Il Messianismo agli albori del Cristianesimo.

– II –

Millenarismo.

1 - Il Millenarismo presso i primi Padri della Chiesa.

2 - S. Agostino: il grande equivoco sul Millenarismo biblico.

3 - Le diverse forme di millenarismo corrotto.

– III –

Parusia intermedia e Mondo nuovo.

1 - Parusia intermedia: vuoto dogmatico.

2 - Il Millenarismo condannato dalla Chiesa. (J. De Parvulis).

3 - Voci mistiche annunzianti un Mondo nuovo.

 

– IV –

Certezza del Mondo nuovo.

1 - Il ripristino del Paradiso terrestre. (J. De Parvulis).

2 - Il diritto di governare il Mondo. (J. De Parvulis).

3 - Il Regno messianico annunciato dall’ODS.

– V –

Fenomeni connessi alla Parusia intermedia.

1 - Introduzione.

2 - Sulla Fine dei tempi. (Garabandal).

3 - Sul Giudizio interiore.

4 - Sulla Pentecoste universale.

5 - Sui Tre Giorni di oscurità.

6 - Sulla Prima Risurrezione.

7 - Sul Rapimento degli eletti.

appendicI

1 - Dell'anti-Cristo nel suo tempo.

2 - Parusia intermedia e Millennio felice: rassegna dei passi biblici che parlano di questo argomento.

Conclusione      

Bibliografia



Introduzione

 

Stiamo per entrare in un'Era nuova, che sarà di pace. Gesù ritorna sulla Terra per instaurare il suo Regno messianico. Il suo ritorno sarà preceduto dall'apostasia di molti e da una serie di disordini apocalittici. Apostasia e disordini cesseranno, consumati dalla generale Purificazione che precederà di poco l'apoteosi del ritorno di Gesù. (Apostasia + Apocalisse + Apoteosi).   

Esistono oggi parecchie profezie ricche di informazioni sui prossimi avvenimenti mondiali e sulla Venuta intermedia di Gesù. Con questo libro desidero far conoscere tali profezie, rivelando la loro base teologica e il loro grado di conformità con le Scritture sacre (la Bibbia).

Fino a pochi anni fa mancavano sul tema della Venuta intermedia di Gesù sia gli studi di approfondimento sia la terminologia teologica per poter discuterne. Verso il 1990, Padre Martino Penasa ha coniato l’espressione “Venuta intermedia di Gesù”, o “Parusia intermedia”. [5] Dopo qualche anno Mgr Aldo Gregori [6] ha ripreso l’argomento facendone una sintesi. Nell’ultimo decennio sono apparsi altri libri sul tema della Parusia intermedia e la conseguente instaurazione del Regno di Dio sulla Terra, ma nulla di tutto questo sarebbe stato fatto senza l’ausilio dei Profeti cristiani contemporanei. Questi profeti hanno aperto la strada. Sono loro che ci permettono di capire i testi biblici che riguardano la Parusia intermedia e le verità ad essa collegate.

In questo libro, il metodo usato per l’approfondi-mento dei vari temi è quello suggerito dal CCC, [7] dove si dice che l’approfondimento del “deposito della fede” avviene con l’assistenza dello Spirito Santo, in tre maniere: 1) Tramite lo studio della Bibbia e della Tradizione della Chiesa. 2) Tramite il Magistero della Chiesa. 3) Tramite le esperienze spirituali dei credenti (soprattutto quelli che per il bene della Chiesa hanno ricevuto carismi straordinari, come apparizioni, messaggi, locuzioni interiori, ecc…).

Un esempio di esperienze spirituali straordinarie è quello di Medjugorje, dove i veggenti dicono che la Madonna promette al mondo un tempo di pace. [8] Un altro esempio importante è quello della mistica Luisa Piccarreta. Tramite Luisa Piccarreta [9] il Cielo ci avverte che è imminente il Regno del Divin Volere (alias Regno messianico). Gesù l’ha promesso al mondo in occasione della sua prima Venuta, e la sua Chiesa lo invoca da due mila anni con la preghiera del Padre Nostro. Ora è giunto il momento della sua nascita. Essa avverrà fra poco, in concomitanza con la Parusia intermedia. [10]

“Fedes ex auditu”: La Fede ci arriva tramite le parole che ascoltiamo. Nell’annunciare la Parusia intermedia di Gesù questo libro intende offrire ad ognuno la possibilità di prepararsi ad accogliere il Padrone della Vigna che ci fu affidata. Egli ritorna per riprendere possesso della Vigna e di quanto gli appartiene, come dice il Vangelo nella relativa parabola. [11]


MESSA A PUNTO DEssa a punto suL LINGUAGGIO

(usato e da usare).

 

Sappiamo che per discutere di un problema allo scopo di risolverlo è necessario usare una terminologia chiara, precisa il più possibile. Se la terminologia è approssimativa c'è pericolo di confusione. Abbiamo quindi pensato di iniziare questo lavoro con alcune domande-risposte capaci di mettere ordine e chiarezza nel linguaggio che dobbiamo utilizzare. Questo dovrebbe semplificare i dialoghi, sia il nostro con i lettori, sia quelli dei lettori tra di loro, ed eliminare i malintesi che nascono quando i termini della dogmatica e della teologia sono usati in maniera superficiale o ambigua.

1 - La Venuta intermedia di Gesù è forse un’eresia?

Chi crede nella “Venuta intermedia di Gesù” (detta pure “Parusia intermedia”) non è eretico. I Padri della Chiesa credevano in essa, e quelli dei primi tre secoli la predicavano. Anche la Bibbia parla di essa, benché in modo velato.

Se il linguaggio biblico in certi casi è velato (o sembra tale), la cosa è voluta o permessa da Dio. La Bibbia si lascia leggere dall’inizio alla fine, ma certi suoi passi non si lasciano penetrare a fondo prima del tempo stabilito. Quando però questo tempo arriva è necessario farsi trovare pronti ad accoglierlo, altrimenti c’è il rischio di arrivar tardi alla sala delle nozze, e di trovare la porta chiusa.

Alla fine del suo libro “La Venuta intermedia di Gesù” Mgr Gregori scrive: [12] “Nessuno ci deve tacciare di visionari o di illusi senza prima essere riuscito a confutare i nostri argomenti”. Per contestare una posizione teologica occorrono motivi validi, non pregiudizi. Se mancassero i fondamenti biblici alla tesi della Venuta intermedia di Gesù, questa sarebbe già stata condannata dal Magistero, o da qualche autorità, ma visto che nessuno l’ha mai condannata, l’ottusità di certi oppositori diventa sinonomo d'ignoranza. 

Uno degli scopi di questo libro è di aiutare coloro che cercano la verità, e fanno questo per amore, ad evitare ogni tipo di confusione sulla Venuta intermedia di Gesù, e sul conseguente “Regno messianico” (alias: “Millennio felice”, alias: Regno di Dio in Terra).

2 - La Venuta intermedia di Gesù ha fondamenti biblici?

Sì, molti, e questo libro ha per scopo di rivelarli. Uno di questi è presente nel testo di Ap 20, 1-6, quello che parla del “Millennio felice”. Visto che nello studio dei passi biblici la Chiesa ci raccomanda di usare prima di tutto l’interpretazione letterale e poi quella simbolica, il Millennio descritto in questo passo è da intendersi come un Regno della terra, non come una cosa campata in aria. Tale Regno sarà inaugurato da Gesù su questa terra in occasione della Parusia intermedia, [13] che i Profeti odierni dicono imminente.

3 - È giusto trattare da “millenarista” chi crede nel Regno di Dio in Terra?

Non è giusto. Lo spiega il fatto che la parola “Millenarismo” possiede una connotazione negativa, mentre l’espressione Regno di Dio in Terra possiede una connotazione positiva.

La connotazione negativa del termine “Millenarismo” dipende da un’interpretazione errata del testo di Ap. 20, 1-6. [14] Invece la connotazione positiva si rifà alla promessa che Dio ha fatto all’umanità quando nella Genesi ha detto al serpente infernale che proprio una donna − una donna simile a quella da lui sedotta − gli avrebbe schiacciato definitivamente la testa. Il valore positivo dell’espressione “Regno di Dio in Terra” – alias Millennio felice, alias Regno messianico – è legato al fatto che oggi con questa espressione i Profeti di Dio annunciano implicitamente un ritorno dell’u-manità alla felicità dell’Eden. [15] Il Regno di Dio in Terra è frutto della Redenzione operata da Cristo, frutto che adesso giunge a perfetta maturazione.

4 - Fine dei tempi e Fine del mondo, sono forse la stessa cosa?

 No! “Fine dei tempi” e “Fine del mondo” sono due realtà diverse, e nel Piano di Dio ognuna di esse occupa un posto a sè stante: la “Fine dei tempi” viene subito prima del Millennio felice, la “Fine del mondo” viene subito dopo. Il Millennio felice si trova nel mezzo, tra la Fine dei tempi e la Fine del mondo. Esso corrisponde alla “Nuova Creazione” tanto sospirata e annunciata dai profeti di ogni tempo, soprattutto da Isaia.

Succede che quando la rivista PROFETI DI DIO annuncia come imminente la Venuta intermedia di Gesù, la maggior parte dei Sacerdoti e dei fedeli pensano che questa rivista annunzi la Fine del mondo. Invece non è così.

5 - Nel condannare il millenarismo la Chiesa ha sicuramente voluto condannare un’eresia. In che cosa consiste tale eresia?

La Chiesa condanna il Millenarismo, ma la definizione di Millenarismo non è chiara per tutti. La confusione che ne deriva è tale che il 99,9% dei cristiani sono convinti che Millenarismo e Millennio felice siano la stessa cosa. Ciò non dovrebbe accadere. Il Millennio felice che S. Giovanni descrive in Ap 20, 1-6 non può essere condannato, essendo un passo della Bibbia, che è sacra. Ciò che la Chiesa può e vuole condannare non è il passo biblico del Millennio felice, ma le sue cattive interpretazioni. Lapalissiano, direte voi. Eppure... la confusione nasce da questa distinzione mal fatta o mal capita. 

Le interpretazioni errate del passo biblico relativo al Millennio felice sono varie. Per esempio, il millenarismo cerintiano (o “crasso”), il millenarismo mitigato, il millenarismo origeniano, e il millenarismo agostiniano sono tutte forme condannabili del testo biblico – e quindi sacrosanto – di Millennio felice (alias Regno messianico, o Regno di Dio in terra). [16]

6 - Perché la Parusia intermedia non si studia più da secoli?

La Parusia intermedia, pur essendo studiata e predicata dai Padri della Chiesa dei primi secoli, non si studia più in teologia dal tempo del grande equivoco di S. Agostino. Oggi quasi tutti i teologi seguono la posizione di S. Agostino, che in buona fede ha interpretato il testo di Ap. 20, 1-6 facendo iniziare il Millennio felice dalla Risurrezione di Gesù: un errore involontario, ma pur sempre un errore.

Sotto la spinta dei Profeti cristiani contemporanei, che da una cinquantina d’anni parlano del prossimo ritorno di Gesù nella gloria, alcuni teologi – pochi – hanno ripreso a studiare l’argomento delle Parusie. Nel fare questo si sono accorti che i Profeti cristiani contemporanei hanno ragione di dire che le Parusie sono tre (anziché due), e di annunciare come imminente la seconda Parusia, quella intermedia. I messaggi dei carismatici odierni ci avvertono che la Parusia intermedia ha per scopo di instaurare sulla Terra il Millennio felice, alias Regno messianico. Gesù ritorna nel mondo per cacciare il demonio che da sei mila anni lo governa da tiranno. [17] In questa sua Venuta intermedia (o Parusia intermedia) Gesù porterà nel mondo la vera pace, quella promessa da Dio tramite i suoi profeti. [18]

 7 - Che significa: “Essere un carismatico”? 

La parola carismatico significa “persona dotata di uno o più carismi”. I carismi sono doni soprannaturali che Dio concede a delle persone da Lui scelte. Esistono carismi ordinari e i carismi straordinari. Per esempio, i sette doni dello Spirito Santo sono dei carismi ordinari, ma il carisma di profezia oppure quello di guarigione sono dei carismi straordinari.

Se una persona ha il carisma di guarigione, significa che essa può guarire pregando per la guarigione di qualcuno. (Il defunto Padre Pio e il defunto Padre Emilien Tardif avevano ambedue questo carisma). I veggenti di Medjugorje sono dei carismatici perché sono dotati di un carisma, quello della visione. Don Gobbi [19] è un carismatico perché ha il carisma delle locuzioni interiori.

Quando noi in questo libro parliamo di “Profeti cristiani contemporanei” facciamo riferimento a persone dotate del carisma di profezia.

Esistono pure dei gruppi di preghiera che nel linguaggio comune sono chiamati gruppi carismatici. Questi gruppi sono frequentati da persone che non sempre meritano la qualifica di carismatiche. (Ma in certi casi la meritano).

8 - Che cosa insegna il Magistero sul ruolo dei mistici e dei carismatici nella Chiesa?

Parlando della Chiesa di Gesù, S. Paolo scrive: “Edificata sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù”. (Ef 2, 20).

Giovanni-Paolo II interpreta questo testo nel modo seguente: “Nella Chiesa fondata da Gesù Cristo non c’è contrasto tra la dimensione istituzionale e la dimensione carismatica. […] Ambedue queste dimensioni sono essenziali alla sua costituzione divina”. [20]

La dimensione carismatica è oggi rappresentata soprattutto da persone che possiedono dei carismi straordinari. [21] Queste persone ci trasmettono i messaggi divini, e in questo modo ci aiutano a rimanere in contatto con Dio.

9 - Che differenza c’è tra la Rivelazione e le rivelazioni dette “private”?

 La Rivelazione è costituita dall’insieme delle rivelazioni divine presenti nella Bibbia e nella Tradizione della Chiesa. [22] Invece le rivelazioni dette “private” sono quelle dei Profeti cristiani contemporanei. Quando queste sono autentiche esse non contraddicono la Rivelazione già presente nella Bibbia e nella Tradizione. Di solito non aggiungono nuove verità ma spiegano quelle che nella Bibbia meritano di essere spiegate o attualizzate. In questo modo aiutano i fedeli a fare i dovuti legami tra il passato e il presente. Questo accade perché nel Piano di Dio è arrivato il tempo di svelare anche quei passi biblici che fino ad oggi erano velati. L’unico che possa farlo con autorità e sapienza è Dio. Ma per comunicare con noi Dio utilizza i suoi portavoce, quelli che noi chiamiamo Profeti: i Profeti cristiani contemporanei.

Sappiamo che “la Rivelazione (detta pubblica) è da considerarsi chiusa con la morte dell’apostolo S. Giovanni”, ma alcuni citano questa frase in modo scorretto, come se Dio non avesse più diritto di par-lare con noi di cose “nuove”. Essi le definiscono “nuo-ve”, invece non si tratta di cose nuove ma di spiega-zioni destinate ad attualizzare i concetti “vecchi”, quelli tradizionali.

Conclusione: le rivelazioni dette “private” spiega-no i testi biblici rimasti nell’ombra, oppure annun-ciano cose future legate a promesse già fatte da Dio nel passato. (Cf. Gv 16, 13-14). Non si dovrebbero di-re “private”, ma “private con finalità pubblica” perché Dio le manda a tutti gli uomini, non solo al ricevente.

10 - Come mai esistono oggi tanti messaggi sul ritorno imminente di Gesù?

Un carismatico ha detto [23] che oggi i messaggi profetici sono abbondanti perché Dio vuol dare a tutti la possibilità di prepararsi in modo adeguato all’in-contro che ci sarà tra Gesù e il Genere umano al mo-mento della Parusia intermedia.

In Amos 3, 7 si legge: “Il Signore non fa cosa alcuna senza aver prima rivelato la sua idea ai servitori suoi, che sono i profeti”.

Ora si tratta del ritorno di Gesù, il Figlio di Dio che ci ha redenti due mila anni fa, e che ora ritorna tra noi come Re per instaurare il suo Regno terrestre (il tanto declamato e mai abbastanza compreso Regno messianico).

11 - È vero che le “locuzioni interiori” sono soltanto delle meditazioni personali?

Recentemente una personalità ecclesiastica ha creato un certo scompiglio affermando che le locuzio-ni interiori sono meditazioni personali dei carismatici. Ciò non è conforme all’insegnamento della Chiesa. La Bibbia (Cf. 1 Ts 5, 19-21), la Tradizione, e Papa Giovanni-Paolo II, dicono che le “locuzioni interiori” sono manifestazioni del Pensiero divino (qualora risultino autentiche).

12 - A che servono i messaggi dei profeti attuali?

Lo Spirito Santo ci può parlare in due modi: modo ordinario e modo straordinario. Il modo ordinario è tramite la Chiesa, il modo straordinario è tramite i carismatici. Questi, quando sono autentici, [24] parlano in nome di Dio, e meritano ascolto. I loro messaggi servono a capire il “sensus plenior” della Rivelazione. [25] Il CCC dice al n. 66: ”Anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata”.

 13 - Che cos’è il “grande mosaico” di cui si parla in tante rivelazioni attuali?

Grazie ai carismi straordinari concessi da Dio ai suoi Profeti si sta formando oggi un “grande mosaico”. È come un grande disegno che descrive il Piano che Dio ha concepito per l’Umanità, e lo spiega. Dio ci rivela il suo Piano servendosi di tante persone, non di una soltanto, e ogni persona scelta riceve una parte del progetto globale, non tutto il progetto. Per cono-scere il progetto globale, l’uomo deve ricomporre nel-l’ordine voluto i pezzetti che costituiscono il mosaico. Per fare questo ci vuole pazienza e buona volontà, ma alla fine c’è la soddisfazione di conoscere il progetto di Dio, che è bello e incoraggiante per chi ama Dio. 

Esempi di missioni particolari: i messaggi di Medjugorje hanno per scopo di fare camminare sulla via della santità la parrocchia di Medjugorje e tutte le parrocchie del mondo; quelli della carismatica che riceve i “Messaggi della Divina Sapienza” parlano al cuore delle persone che hanno bisogno di essere inco-raggiate a perseverare nel bene; quelli di don Stefano Gobbi rivelano cose che riguardano il passato, il presente, e il futuro; quelli di Maria Valtorta ripetono e sviluppano gli insegnamenti di Cristo; quelli di Luisa Piccarreta annunciano e spiegano il Regno del Divin Volere; quelli di Vassula Ryden preparano il terreno alla riunificazione delle Chiese cristiane; quelli di Mgr Ottavio Michelini guariscono le anime di buona volontà vittime del male che ha invaso la Chiesa; quelli di Françoise evidenziano e spiegano la missione che la Francia ha in seno alla Chiesa come sua figlia primogenita. E così via.

14 - Il “Regno di Dio” verrà sulla terra prima del Giudizio universale, o dopo?

Il testo di Mt 25, 31-46 dice che il Giudizio universale chiuderà tutta la storia umana. Dopo tale Giudizio rimarranno solo Paradiso e Inferno. Dunque, il Regno di Dio che deve venire sulla terra è da collocarsi prima del Giudizio universale, non dopo. I Padri della Chiesa dei primissimi tempi insegnavano che la Venuta intermedia di Gesù ha uno scopo ben preciso: quello di inaugurare il Regno di Dio sulla terra. Chi negasse la Venuta intermedia di Gesù ed il conseguente Regno di Dio in terra andrebbe contro i Padri della Chiesa dei primi secoli, e contro la Bibbia. In conclusione: se qualcuno dicesse che il Giudizio universale verrà prima del Millennio felice (che è il Regno di Dio in terra) andrebbe contro la Bibbia. E se qualcuno dicesse che il Millennio felice non verrà, direbbe una falsità ancora più grossa. [26]

15 - Che significa “Settimana universale”?

Il Piano che Dio ha concepito per redimere e santificare il Genere umano può essere chiamato “Settimana universale”, perché ha una struttura settimanale, cioè identica a quella della nostra settimana, che a sua volta ripete la struttura della Settimana creativa descritta nella Genesi. [27]

Studiando la patristica dei primi secoli della Chiesa ci siamo accorti che i sette “giorni” della Settimana universale sono sette millenni. Riflettendo sulla struttura della suddetta Settimana universale abbiamo scoperto che il millennio attuale (terzo dell’era cristiana e settimo della Settimana universale) è l’ultimo della serie. In virtù di questa sua posizione esso va considerato come se fosse una domenica: la “Domenica” [28] della Settimana universale. La domenica è un giorno festivo. Esiste come “Giorno di santificazione e di riposo”. 

16 - La Settimana universale coincide forse col Piano di Dio descritto dalla Bibbia?

Si! Il Piano divino che ci viene oggi rivelato dai Profeti cristiani contemporanei coincide con quello biblico, e in più corrisponde alla Settimana universale della Tradizione sacra dei primissimi tempi. Quindi, se qualcuno parla di Parusia intermedia e di Regno messianico non è eretico. Egli afferma una verità biblica connessa al concetto di “Millennio felice” descritto in Ap 20, 1-6.

Non bisogna confondere quello che noi diciamo con quello che dicono i Testimoni di Geova, o i fautori del New Age. Quello che noi diciamo è nelle parole del “Padre Nostro”: “Venga il tuo Regno … come in Cielo, così in terra”.

17 - Il Regno di Dio in terra è forse un ritorno al Paradiso terrestre?

Stando alla Bibbia, il Regno di Dio in terra sarà un autentico paradiso terrestre. Si tratta del Millennio felice di Ap. 20, 4-6. È un periodo storico che deve ancora venire. Esso assomiglierà al paradiso celeste ma non sarà ancora il paradiso celeste, che è lo stadio finale e definitivo del Regno di Dio. Assomiglierà piuttosto al giardino dell’Eden. Durante questo periodo gli uomini vivranno nel Divin Volere, come vivevano Adamo ed Eva prima del Peccato originale.

18 - È vero che JNSR parla di una seconda Ascensione di Gesù al Cielo?

Sì, è vero. La cosa non contraddice nessuna delle verità presenti nei libri sacri. Ritornando sulla terra in occasione della sua Venuta intermedia, Gesù instaurerà il suo Regno, e quando tale instaurazione sarà terminata, avverrà una sua seconda Ascensione. Il compito di continuare a dirigere l’umanità fino alla Fine del mondo spetterà alla nuova Chiesa rigenerata.

Secondo la Bibbia, alla fine del Millennio felice alcuni esseri umani si lasceranno ancora ingannare da Satana. [29] Il trionfo definitivo di Dio sulle potenze infernali avverrà alla Fine del mondo col Giudizio universale.

 

 



  I 

Messianismo.

 

1 - Messianismo: quello retto e quello distorto.

2 - Messianismo e Nuovo Testamento.

3 - Il Messianismo agli albori del Cristianesimo.

 

 

 

 

 

1 - Messianismo: quello retto, e quello distorto.

Il Messianismo è l’attesa del Messia. Si tratta di un concetto intimamente legato alla vita del Popolo ebreo, al suo spirito, alla sua mentalità. Per capirlo meglio conviene concentrarsi sul significato della parola Messia, che per gli Ebrei può significare sia liberatore che duce: più un liberatore se l’interpretazione è spirituale, più un duce se l’interpretazione è materiale (politica). [30]

Esempio di interpretazione spirituale:

Il Messia sarà un Giusto che sulla terra avrà la funzione di amministrare l'or­dine e la giustizia voluti da Dio.

“Un virgulto spunterà dal tronco di Yesse,

un virgulto spunterà dalle sue radici.

Su di lui si poserà lo spirito del Signore,

spirito di sapienza e di intelligenza,

spirito di consiglio e di fortezza,

spirito di conoscenza e di timore del Signore.

Si compiacerà del timore del Signore,

non giudicherà secondo le apparenze

e non prenderà decisioni per sentito dire;

ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese.

La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento; con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio.

Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia,

cintura dei suoi fianchi la fedeltà”. [31]

Esempio d'interpretazione materiale:

Il Messia sarà un Potente che sulla terra avrà la funzione di duce, o di re.

“Tu, Signore, scegliesti Davide come re su Israele. Giurasti a lui per sempre di non far cessare il suo potere regale per la sua stirpe... Ci hanno cacciati via, loro ai quali non l’avevi promesso... Hanno devastato il trono di Davide... Tu, o Dio, abbattili ed elimina la loro stirpe dalla terra... Che il tuo servo regni su Israele.” [32]

Di queste due interpretazioni, la più frequente è purtroppo quella materiale.

Da che cosa dipende? Dal fatto che il Popolo ebreo è un popolo di “dura cervice”? [33] A prescindere dal fatto che davanti a Dio il Popolo ebreo rappresenta tutta l’Umanità, di perfettamente chiaro per noi c’è soltanto una cosa, ed è questa: da quando Dio ha promesso al Popolo ebreo un liberatore, ogni Ebreo finisce per costruirsi una mentalità al centro della quale troneggia la figura del grande “Liberatore” promesso da Dio. Succede però che le vesti umane del Messia mutino secondo il cuore dell’Israelita che lo pensa. C’è chi lo pensa in modo spirituale e con vocazione universale, e chi invece lo concepisce materialmente (politicamente) e con vocazione nazionalistica.

Al tempo di Gesù, che nacque a Betlemme, in una grotta, [34] quasi tutti gli Ebrei si erano abituati a concepirlo come un liberatore in senso politico, cioè materiale, e siccome Gesù non fu come loro se l’aspettavano, fu rigettato. Il primo a rigettarlo fu Erode, che per gelosia tentò di sopprimerlo facendo ammazzare centinaia di neonati. Fu la famosa “Strage degli Innocenti”, tutti della regione di Betlemme. I secondi a rigettarlo furono quei dottori della Legge che nel Tempio discussero con lui, adolescente, e lo rigettarono perché non capirono le parole da Lui proferite in senso spirituale anziché materiale. [35] I terzi a rigettarlo furono coloro che riuscirono a farlo morire crocifisso per opera dell’autorità romana.

Come si svolsero gli avvenimenti?

Nell’anno 63 a. C. la Palestina subisce il giogo dell’Impero romano, e per gli Ebrei diventa sempre più importante la figura del Liberatore promesso da Dio. Purtroppo tale Liberatore viene concepito in chiave politica. Per esempio, l’opposizione degli Zeloti contro la forza di occupazione romana ha una componente messianica. Anziché concepire il Messia come un liberatore spirituale e universale, gli Zeloti lo concepiscono in maniera nazionalistica, come un duce politico (una specie di Mussolini a lieto fine). La predicazione di Gesù dovrebbe rimettere le cose a posto, e invece produce una divisione nel Popolo eletto: gli israeliti sensibili ai valori spirituali e universali accettano Gesù come Messia, mentre coloro che si interessano unicamente ai valori materiali e politici lo respingono. I capi del sinedrio lo respingono con grande ferocia. La maggioranza di essi non cerca i valori spirituali ma quelli materiali, non aspira alla giustizia e alla verità ma alla forza e al comando. Gesù muore all’età di trentatrè anni, crocifisso dai Romani, ma per volere dei sinedristi ebraici.

Nessun altro Messia in vista? Eccome! Tantissimi, e tutti falsi. Se applichiamo alla parola anticristo il significato di negatore del Verbo divino, possiamo dire che gli anticristi più noti nell’ebraismo sono: Menachem ben Jehudah, che a suo tempo ha capeggiato gli zeloti; Simon ben Kosiba (Kokba), che a suo tempo ha suscitato una grande ribellione contro i Romani (132-135 d. C.); il cabalista Abraham ben Shemuel Abufalia, che nel XII secolo ha addirittura tentato di convertire il Papa di Roma; ed infine il famoso Shabbetaj Zevi (2ª metà del XVII secolo) che con la sua abiura ha fatto traballare il giudaismo del mondo intero.

Visto il ruolo importante assunto negli ultimi secoli da Shabbetaj Zevi, a questo punto ci sembra opportuno accordare un po’ di spazio alla sua persona. Egli, suo malgrado, ha fondato il sabbatianismo. [36] La storia di questo anticristo ebraico ci offre un esempio di come la Parola di Dio si possa manipolare, e di quanto nocivi siano gli effetti prodotti da certe manipolazioni abusive di detta Parola.

Shabbetaj Zevi nasce a Smirne nel 1626. È Ebreo, un ebreo a tendenza ereticale. Cacciato da Smirne, da Salonicco e da Costantinopoli, finisce per rifugiarsi in quel di Gerusalemme, e nel 1655 incontra a Gaza il cabalista Nathan ben Elisha, che allora è ritenuto una specie di santo. Nathan gli dice che Dio l’ha scelto come Messia. Shabbetaj si lascia convincere ed inizia a predicare. Nathan diventa il suo profeta annunciatore, e lo presenta a tutti come Messia. [37] Per sedurre i cittadini di Smirne Shabbetaj pronuncia sulla piazza, a capo scoperto e ad alta voce, il sacro nome di Dio, senza che il fulmine divino lo stramazzi a terra. [38] In fin dei conti Shabbetaj viene arrestato dall’autorità turca e posto davanti all’alternativa di essere ucciso o di abiurare la religione ebraica a favore dell’islamismo. Shabbetaj sceglie l’abiura e passa all’islamismo. Nè questa sua abiura nè la sua morte avvenuta nel 1676 mettono fine al movimento da lui avviato, questo perché [39] Nathan ben Elisha (il suo ex annunciatore) trasforma l’apostasia di Zevi in una posizione teologica, spiegandola come necessaria al processo di redenzione: il Messia deve sprofondare nel mondo del male perché soltanto così potrà liberare se stesso e Israele.

Caratteristica principale del sabbatianismo è l’opposizione alla Legge antica allo scopo di instaurare una legge nuova, sovversiva e peccatrice. Ne deriva la totale impunità da ogni crimine, dal momento che diventa lecita ogni apostasia, e che le azioni non sono più sotoste ad alcuna legge religiosa, nè vecchia nè nuova. La dottrina e l’esempio di Shabbetaj Zevi feriscono seriamente il giudaismo vero. Le conseguenze di questa crisi sono ancora visibili là dove gli Ebrei rifiutano qualsiasi forma di attesa messianica perché, dicono essi, l’ateismo è meno complicato della religiosità.

I falsi messia, gli anticristi dell’ebraismo, con le loro azioni male ispirate hanno messo a dura prova il Messianismo, quello ebraico prima, e poi anche quello universale, perché hanno fatto cadere la fede che permette agli uomini, a tutti, sia Ebrei che Cristiani, di sperare in un futuro migliore, quello di un Regno messianico vissuto sotto l’egida del grande liberatore promesso da Dio: liberatore, salvatore, redentore, a seconda dei diversi punti di vista.

Ancora oggi, alla base dell’occultismo giudeo-massonico è possibile reperire elementi sabbatianici. Lo spirito dell'anti-Cristo sfrutta questi elementi pseudo-teologici per far credere all’Ebreo che per collaborare alla redenzione di Israele e del mondo è necessario perseguitare Cristo e la sua Chiesa.

In fin dei conti, la follia di alcuni movimenti occulti e satanici è di credere che per dare a Israele il dominio mondiale sia necessario che l’anti-Cristo prevalga su Cristo e la sua Chiesa. [40]


Riassunto schematico

Messianismo di stampo ebraico: Un grande Liberatore è promesso da Dio alla Casa d’Israele.  [41]

Interpretazione “A”

Alcuni − non molti − interpretano la parola liberatore, alias “Messia”, in chiave spirituale e universale. (Apostoli e primi discepoli di Gesù).

Interpretazione “B”

Alcuni altri parecchi interpretano la parola liberatore (alias “Messia”) in chiave materiale e nazionalistica. (Farisei, Sadducei, Scribi, Zeloti, ecc...).

2 - Messianismo e Nuovo Testamento.

La parola Cristo deriva dal greco Christòs, che vuol dire Messia. Messia a sua volta significa: “Il grande liberatore promesso da Dio e atteso dalle genti”. Una persona desiderosa di annunciare che “Gesù è il Messia”, anziché dire “Gesù”, dice “Gesù Cristo.  Dalla parola Messia deriva poi la parola messianismo, che significa: “Concetti e argomenti riguardanti il Messia, il grande liberatore promesso da Dio e atteso dalle genti”. 

Quando Gesù nasce a Betlemme, l’idea messianica (quella che implica la Venuta del Cristo, del Messia, l’atteso delle genti), esiste da secoli presso gli Ebrei, e potrebbe essere descritta in questo modo:

“Quando i tempi saranno maturi, verrà instaurato sulla terra il Regno di Dio. Colui che lo instaurerà sarà un Re di origine celeste. Il potere di questo Re si estenderà su tutti i popoli. Il suo Regno sarà un regno di giustizia e di pace. Questo Re assicurerà la prosperità, distruggerà la Morte, e ai giusti concederà la Risurrezione affinché godano anche sulla terra di quella vita alla quale erano destinati, ma della quale non hanno mai potuto usufruire pienamente a causa della presenza del Maligno sulla terra. I nemici di Israele saranno uno sgabello ai suoi piedi”.

Come risulta da questa descrizione, una persona che volesse interpretare la promessa di Dio in senso nazionalistico lo può fare (Esempio: “I nemici di Israele saranno uno sgabello ai suoi piedi”), ma una persona più sensibile ai valori spirituali e universali potrebbe interpretare la promessa per quello che veramente è, una promessa di Dio all’intera Umanità: “Io che sono il Creatore di tutto, attraverso il mio popolo − il Popolo d’Israele − manderò nel mondo un grande liberatore. Questi farà regnare la giustizia, distruggerà la Morte, ecc…”.

Gli Apostoli − che sono Ebrei − conoscono questa promessa divina, e ci credono. Essi vedono in Gesù il Messia promesso, ma non sono in grado di capire bene com’è fatta la sua Persona. Divina? Umana? Metà e metà? In essi c’è una lotta: “Gesù è umano, o divino? Il suo regno sarà umano oppure divino?” Prima di ricevere la luce e la forza del divin Paraclito essi talora lo concepiscono come un duce nazionale, e talora come un redentore universale. In essi c’è un po’ di vecchio e un po’ di nuovo. Vivono l’esperienza di una lotta interiore tra la parte materiale del loro essere e quella spirituale. La prima è sedotta dal mondo sensibile, un mondo circoscritto alla nazione ebraica, mentre la seconda, incoraggiata dai discorsi di Gesù, si lascia guidare sempre di più dai valori spirituali, che sono universali. Alla fine, dopo aver vissuto con Gesù per tre anni, constatando che Gesù è risorto si preoccupano di sapere da Lui se è giunto il momento di realizzare il “Regno d’Israele”. Chiedono a Gesù: “Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno d’Israele?” Ma Gesù risponde: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete la forza dello Spirito Santo che scenderà su di voi, e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria, e fino agli estremi confini della terra”. (At 1, 6-8).

In questa risposta Gesù promette ai suoi Apostoli che la forza dello Spirito di Dio li renderà capaci di testimoniare in favore della sua opera “fino agli estremi confini della terra”. (Questa promessa si realizzerà alla Pentecoste).

− “Ma allora, Maestro, è proprio vero che il Regno di Israele si estenderà fino agli estremi confini della terra”? 

− Sì, è vero.

Ci sembra impossibile! A meno che… A meno che… … …  Maestro, che senso ha l’espressione “Regno d’Israele”? Politico o spirituale?

A questo punto interveniamo noi. Interveniamo per dire che Gesù, con le parole e con l’esempio, ha sempre risposto “spirituale”, ma che nel corso della storia metà del mondo ebraico risponderà “spirituale”, e l’altra metà risponderà “politico”. Come il ladrone Disma, definito buono, la prima metà morirà solo di morte fisica – una morte che in realtà è una liberazione, una nascita alla vita eterna – mentre la seconda metà, composta di impenitenti, morirà sia fisicamente che spiritualmente. La vera morte, quella eterna, è la morte spirituale. Quanto agli Apostoli, dopo la Pentecoste essi intuiscono spiritualmente, in profondità, che il Nuovo Israele non è una terra, una nazione, uno stato, ma è la Chiesa fondata dal loro Maestro: la Chiesa universale. [42]

Gesù rivela agli Apostoli che grazie allo Spirito Santo essi capiranno tutto, anche quello che per ora non sono in grado di capire. Cosa rimane da capire? Per essi e per noi rimane da capire che Cristo con la sua morte e la sua risurrezione ha realizzato l’atteso “Regno messianico” non come si raccoglie un campo, ma come lo si semina. Nel dire alle folle: “Il Regno di Dio è già in mezzo a voi” Gesù diceva che il suo seme era seminato… Quanto al raccolto, c’è da dire che il seme ha bisogno di tempo per produrre il suo frutto, il tempo di spuntare, di crescere, e di maturare. Il raccolto ci sarà, ma a suo tempo, alla fine del processo di maturazione.

La tentazione per ognuno di noi è di voler sapere subito quando ci sarà il raccolto. Come dei bambini golosi o affamati noi ci chiediamo con ansia: Oh, quando dunque verrà il tempo di raccogliere? La verità, per chi la vuol sapere, è questa: prendendo come base il quadro della Settimana universale (che come ormai sappiamo è composto di sette millenni) i primissimi Padri della Chiesa sostenevano che il raccolto sarebbe avvenuto tra la fine del sesto millennio e l’inizio del settimo. I mistici odierni pur ignorando quasi tutto dei suddetti Padri e sul tempo fissato da Dio per realizzare questo suo “raccolto”, [43] dichiarano che Gesù sta per tornare sulla terra, e che il tempo presente è un tempo conclusivo, un tempo che si addice alla realizzazione del raccolto. Siamo all’inizio del terzo millennio della storia cristiana. Detto millennio, come abbiamo visto, corrisponde al settimo della storia umana. Siamo quindi arrivati al tempo della seconda Venuta di Cristo, la Parusia intermedia. [44]

Troviamo scritto negli Atti:

“Detto questo, Gesù fu elevato in alto sotto i loro occhi, e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi continuavano a fissare il cielo mentre lui se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù che dalla terra è stato assunto in cielo, un giorno ritornerà allo stesso modo in cui l’avete visto andare”. (1, 9-11).

Il “messianismo” degli Apostoli sembra qui confermato dagli angeli, che affermano: “Gesù… ritornerà allo stesso modo in cui l’avete visto andare”.

Gesù è risorto e poi è ritornato in Cielo; ma per evitare che i suoi rimangano orfani ha promesso loro la presenza dello Spirito Santo. Siccome la presenza dello Spirito Santo in noi e fra noi è la stessa presenza di Cristo, non ci sarà nessun vuoto cristologico nel primo periodo di tempo, quello che va dall’Ascensione alla Parusia intermedia che sta per venire, e ancora meno nel secondo periodo, quello dei mille anni che vanno dalla Parusia intermedia alla Parusia finale. Noi infatti crediamo alla presenza reale di Gesù nei sacramenti, nel sacerdozio, e in seno ad una comunità orante. Siamo convinti che i due suddetti periodi, soprattutto il primo, hanno per scopo di dare al grano di Gesù il tempo di maturare nel suo campo.

Nel libro dell’Apocalisse, per spiegare il posto occupato dalla Parusia intermedia – e dal conseguente Millennio felice – nel contesto globale della Settimana universale, S. Giovanni si serve di un settenario di sigilli. [45] Così tutte le profezie messianiche dell’Antico Testamento si trovano confermate nel Nuovo, mentre invece nella riflessione rabbinica posteriore a Gesù nulla appare di tutto questo.

 

3 - Il Messianismo agli albori del Cristianesimo.

Il Messianismo dei primi cristiani rimane integro fino all’epoca di Origene (un notabile del mondo culturale di Alessandria d’Egitto, 185-254 d. C.), poi le cose si guastano perché Origene riesce a convincere molti cristiani della necessità di interpretare l’Apocalisse in maniera simbolica. [46] Lo studioso Eusebio di Cesarea (265-340) riprende e sfrutta le tesi di Origene senza correggerle. Dopo di lui altri studiosi impostano le tesi bibliche allo stesso modo. Fra questi figurano S. Girolamo (347-420) e S. Agostino (354-430).

Parlando di S. Girolamo, lo studioso Gabriel Peters dice: “Girolamo fu prima di tutto un discepolo di Origene, che in seguito ripudiò; di conseguenza nella sua opera di esegesi si nota uno slittamento progressivo dal senso allegorico (cioè simbolico, ndr) al senso letterale, quello che Steinmann chiama “disintossicazione”. [47]

E a proposito di S. Agostino il professor Vincenzo Mercante scrive: “L’interpretazione simbolica e spirituale del Millennio risale a Origene e ad Agostino, ed è oggi quella generalmente sostenuta”. [48]

C’è forse un legame tra Messianismo e Parusia intermedia? Il legame c’è. Visto che il Messianismo è l’atteggiamento di chi attende il Messia, colui che non attendesse più il Messia, oppure lo attendesse soltanto per la Fine del mondo – escludendo in tal modo la sua Venuta intermedia – inventerebbe un messianismo che nella realtà del progetto divino non esiste. In poche parole, se il progetto di Dio comporta tre Parusie, il Messianismo retto è di saper attendere il Messia a ciascuna di esse. Continuando sulla stessa idea, se per molti Ebrei fu uno sbaglio quello di rigettare il Cristo della prima Parusia, noi pure sbaglieremmo, e altrettanto gravemente, se rigettassimo il Cristo della seconda Parusia, quella intermedia. Se la prima Parusia ha permesso a Cristo di venire tra noi come Redentore, la seconda, quella che oggi appare imminente, permetterà allo stesso Cristo di ritornare fra noi come Re di gloria, e di instaurare tra noi il suo Regno messianico.

Eusebio di Cesarea e seguaci non parlano mai di questione “parusiaca” nei loro scritti. La Parusia intermedia non c’è. Evacuata. Chi dunque si fida ciecamente di questi autori finisce per credere che la questione “millenaristica” sia l’unica che meriti considerazione. Il resto non esiste, o non conta. Risultato: il quadro della Settimana universale è cambiato. Essendo sparita dal quadro la Parusia intermedia, che rappresenta un dato essenziale del disegno divino, umanamente parlando non è più possibile comprendere il Piano di Dio nella sua compiutezza e nella sua bellezza. [49]

Solitamente Dio concede all’uomo di buona volontà l’aiuto necessario per correggere i dati di un problema che l’ignoranza umana o l’astuzia demoniaca hanno reso insolubile. Oggi per esempio, Dio interviene per correggere i dati relativi al problema della Parusia intermedia. Ma quanti amano Dio al punto di fare attenzione ai suoi messaggi? Per esempio, un teologo di rispetto potrebbe dire di credere ai profeti antichi. Non rischierebbe grosso. Ma come potrebbe lo stesso teologo mettersi a dire: “Credo ai Profeti cristiani contemporanei”? Se facesse questo perderebbe la sua reputazione, perché i profeti contemporanei parlano di Parusia intermedia, una cosa dimenticata, fuori moda, una cosa balorda, un soggetto tabù! Per affrontare onestamente un problema del genere ci vorrebbe eroismo, e dove trovarlo? 

In precedenza abbiamo visto che il responsabile numero uno dell’interpretazione erronea che subisce il testo di Ap 20, 1-6 a partire dal quarto secolo è Origene, ma abbiamo notato che anche S. Girolamo e S. Agostino sono un po’ responsabili di questo errore poiché in qualche modo si sono lasciati da lui influenzare. Come mai Girolamo e Agostino non hanno visto il tranello nel quale sono poi caduti? La spiegazione è la seguente. Nei suoi primi anni di vita, il Cristianesimo dipende molto dalle traduzioni ben fatte o mal fatte dei passi biblici. Le continue contestazioni dei fedeli sulle varie traduzioni inducono Origene a tradurre in greco una volta per tutte la totalità del testo biblico, che all’origine è in ebraico. Il suo lavoro incide sulla Chiesa d’Oriente, e un secolo dopo è imitato in Occidente da S. Girolamo, che non conoscendo abbastanza l’ebraico, traduce in latino quello che Origene ha tradotto in greco. S. Agostino, lui, conosce poco il greco, e ancor meno l’ebraico. Dunque si fida delle conoscenze linguistiche greche di Girolamo, il quale a sua volta si è fidato delle conoscenze linguistiche ebraiche di Origene. [50]

Nel tradurre da una lingua all’altra è facile per un traduttore cedere all’idea di aggiungere dei commenti personali ai passi tradotti. Quando ciò avviene, i commenti corrispondono al modo di pensare del traduttore. Come pensa il traduttore Origene? Egli appare oggi come un uomo capace di costruire attraenti castelli teologici con parole complesse e seducenti, ma nel suo tempo non fu percepito subito come tale. Il suo stile eloquente e la reputazione di uomo colto che si era creato lo rendevano quasi invulnerabile alle critiche sfavorevoli. Pochi si accorsero che propagava errori di interpretazione. La sua principale eresia è l’apo-catastasi, che sarà condannata dalla Chiesa, ma più tardi. [51] (Non si tratta di una verità rivelata da Dio e tramandata dai Padri, ma di un insieme di teorie che tendono a ridurre il Cristianesimo a filosofia). La distorsione è evidente, ma c’è chi non la percepisce ancora come tale, e tenta di presentare il fenomeno come un normale “processo di ellenizzazione del Cristianesimo”. Per quanto ci riguarda, una distorsione rimane una distorsione. [52]

 Si dice che Demetrio, che allora era vescovo di Alessandria, abbia convocato un sinodo diocesano che dichiarò Origene eretico. Visto il dissenso di alcuni − e siccome Origene non si dava per vinto − nel 231 lo stesso vescovo dichiarò invalida anche la consacrazione sacerdotale di Origene. [53] Ma ormai il seme dell’eresia origeniana si era già sparso all’intorno, contaminando seriamente molti scritti teologici. Nel presentarsi fantasioso e ricco di “buonismo”, il Cristianesimo di Origene otteneva grande successo. Grazie a questo “buonismo” la salvezza veniva estesa anche ai dannati dell’inferno. [54]

 

Origene

(Nato ad Alessandria d’Egitto nel 185. Morto a Tiro nel 254.)

 

Fu direttore del didascaleo cristiano di Alessandria d’Egitto. Nel 231 si stabilì a Cesarea, in Palestina. Scrisse numerosi trattati di ascesi, di dogmatica, di esegesi. Molti punti della sua dottrina furono condannati al Concilio di Costantinopoli, quello del 553.

Per mettere in guardia gli studiosi sulla “pericolosità” di Origene in campo teologico avrebbero dovuto bastare i legittimi interventi del vescovo Demetrio, invece Origene ebbe tanti ammiratori fra i cristiani. Tra questi ci fu il sopra citato Eusebio di Cesarea, e poi S. Girolamo. [55]

Il De Lubac dice che per fare dell’esegesi biblica S. Girolamo si fidò ciecamente delle traduzioni che Origene aveva fatto dall’ebraico al greco, [56] e che questa eccessiva dipendenza di Girolamo su Origene fa di lui un mediocre studioso di questioni escatologiche. Visto che per quanto riguarda l’escatologia S. Agostino dipende da S. Girolamo, anche l’autorità di S. Agostino diminuisce.  Possiamo dire che su certe posizioni essa diminuisce fino a svanire completamente.

 

 

 

 

– II –

millenarismo

 

1 -  Il Millenarismo presso i primi Padri della Chiesa.

2 -  S. Agostino: il grande equivoco sul Millenarismo biblico.

3 -  Le varie  forme di millenarismo corrotto.

 

1 - Il Millenarismo presso i primi Padri della Chiesa.

Se un oggetto sacro può essere profanato, un concetto sacro lo può essere altrettanto, ed è quanto è successo al concetto di Millenarismo. Da sacro è diventato profano, da vero è diventato falso, da ortodosso che era all’origine, ora tutti lo considerano un’eresia. Come mai?

Spiegazione:

Il Millenarismo è un concetto biblico che si presenta in Ap 20, 1-6. Il testo che lo descrive ha per titolo “Il Millennio felice”. Il testo è questo:

Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, Satana – e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta, Perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni.

Per identificare il concetto espresso in questo passo, lo studioso J. De Parvulis si serve dell’espressione “Millenarismo biblico”. [57] I Padri della Chiesa dei primissimi tempi non hanno nessuna difficoltà a credere al Millenarismo biblico, ma coloro che un po’ più tardi ruotano attorno alla figura e al pensiero di Origene stentano a crederci. Origene fa sparire dal contesto biblico sia il Millennio descritto da S. Giovanni, che la Parusia intermedia che lo deve inaugurare. Di conseguenza la parola “millenarismo” utilizzata da Origene non significa più che il “Millenarismo biblico” è vero, ma bensì che il “Millenarismo biblico” è falso. Se Origene avesse espresso questo concetto direttamente e con parole chiare non sarebbe stato creduto da nessuno – perché la Bibbia non è soggetta a condanne, e non può essere dichiarata falsa da nessuno – ma il fatto di averlo espresso in maniera indiretta, simbolica, e con parole altisonanti, gli ha permesso di essere creduto da un certo numero di persone.

Malgrado queste difficoltà, la Verità non cessa di esistere. Si fa strada un po’ a modo suo. Conoscere le tracce del suo percorso non nuoce a nessuno, anzi, in certi casi la cosa si rivela di grande utilità. Ecco dunque le suddette tracce, esposte brevemente.

Didaché.

Il più antico degli scritti patristici è un fascicolo redatto in lingua greca, e s'intitola “Didaché”. Esso risale al primo secolo dopo Cristo. S. Atanasio lo ammira talmente che lo vorrebbe ritenere un libro sacro. Detto fascicolo è usato sia come manuale per istruire i primi cristiani, sia come libro di lettura nelle assemblee eucaristiche. A proposito del il Millenarismo biblico, esso contiene un passo interessante, redatto in questi termini:

“Negli ultimi giorni aumenteranno i falsi profeti e i corruttori. Le pecore si muteranno in lupi e la carità si muterà in odio. Crescendo l’iniquità, gli uni odieranno gli altri, si perseguiteranno e tradiranno a vicenda. Allora comparirà il seduttore del mondo [l’anti-Cristo, ndr] il quale si presenterà come il Figlio di Dio, operando miracoli e prodigi. La terra sarà nelle sue mani, e farà cose scellerate mai viste dal principio del tempo. Allora arriverà per il genere umano il fuoco della prova. Molti si scandalizzeranno, e periranno. Quelli invece che rimarranno fedeli nella fede saranno salvati dalla maledizione. Allora appariranno i segni della verità: prima il segno dello squarcio nel cielo, poi il segno del suono di tromba, in terzo luogo la risurrezione dei morti. Non di tutti, ma secondo quanto fu detto: “Verrà il Signore [nella Parusia intermedia, ndr] e tutti i santi con Lui”. Allora il mondo vedrà il Signore che viene sopra le nubi del cielo”. [58]

Questo passo della Didaché riflette l’interpretazione letterale di Ap 20, 1-6, sul quale si appoggia. La patristica dei primissimi secoli di Cristianesimo utilizza l’interpretazione letterale, ma con Origene, Girolamo e Agostino, l’interpretazione letterale cede sventuratamente il passo a quella simbolica.

Lettera di Barnaba.

Questo scritto è contemporaneo alla Didaché. Nel confermare l’esistenza della Settimana universale esso conferma anche il senso letterale attribuito ad Ap 20, 1-6. Il testo dice:

«Nei dieci comandamenti, quando Dio in persona parlò a Mosè sul monte Sinai, del sabato è scritto: “Santificate il sabato del Signore con le mani pure e con il cuore puro”. E in un’altra parte dice: “Se i miei figli osserveranno il sabato, allora stenderò la mia misericordia su di loro.” Si parla del sabato al principio della creazione: “E fece Dio in sei giorni le opere delle sue mani, e nel settimo giorno si riposò, e lo santificò.” Osservate, o figli, che cosa significa “terminò in sei giorni.” Questo significa che in seimila anni il Signore compirà ogni cosa. Un giorno per lui indica mille anni. Dunque, o figli, in sei giorni, che sono seimila anni, saranno compiute tutte le cose. L’espressione “e nel settimo giorno si riposò” significa: “Il Figlio suo, quando tornerà sulla terra (Venuta intermedia, ndr)  distruggerà il tempo dell’iniquo (l’Anti-Cristo, ndr), giudicherà gli empi (nel Giudizio interiore, ndr) e muterà il sole, la luna e le stelle. Allora il riposo sarà buono nel settimo giorno”. » [59]

 Risulta che l’Apocalisse di S. Giovanni è strutturata su dei settenari. Ce ne sono tre: 1) quello delle Chiese, 2) quello dei Sigilli, 3) quello delle Coppe.

Nella Bibbia il settenario rappresenta non solo la struttura della Settimana della creazione, ma anche quella della Settimana universale. In codesta Settimana, il Millennio felice è previsto in settima posizione, la posizione del giorno domenicale. È molto probabile che lo stesso S. Giovanni abbia trasmesso queste spiegazioni interpretative ai primi Padri. Noi presumiamo che fu lui a dire loro che il 7° sigillo era quello del Millennio felice, aggiungendo che detto Millennio sarebbe stato inaugurato da Cristo al momento della Parusia intermedia, anticipatrice di quella finale. [60] L’ottavo giorno, a nostro avviso, già si trova nell’eter-nità. È il “giorno” eterno.

S. Giustino.

S. Giustino è un apologista greco del 2° secolo. La sua vita scorre tra l’anno 100 e l’anno 165. Da pagano fu filosofo: prima stoico, poi peripatetico, e infine pitagorico. Nessuna filosofia riuscì a convincerlo, ma l’onesta ricerca della verità finì per condurlo al Cristianesimo. Nel suo: Dialogo con Trifone è possibile vedere che cosa lui pensa della questione escatologica. Alla domanda dell’ebreo Trifone che gli chiede se è vero che Gerusalemme sarà riedificata e da loro abitata assieme a Cristo glorioso e assieme agli antichi patriarchi Ebrei risuscitati, Giustino risponde:

«Uno dei nostri, chiamato Giovanni, in una rivelazione a lui fatta, ha predetto che coloro che avranno creduto in Cristo trascorreranno mille anni in Gerusalemme. Trascorsi quei mille anni ci sarà la risurrezione generale, eterna, di tutti assieme contemporaneamente, e infine il Giudizio. »  [61]

In questo testo S. Giustino, che è cristiano, dimostra di accettare la Tradizione apostolica della Settimana universale, ma Trifone, che è ebreo, ha difficoltà a concepire il Messianismo in chiave cristiana. Il Messianismo non esiste più tra gli Ebrei, [62] e anche certi cristiani sono disorientati. Il clima teologico è incerto. Sorgono sette che mettono in crisi tutta la dottrina cristiana. Per esempio, i Montanisti vorrebbero sbarazzarsi dell’Antico Testamento al completo.

S. Ireneo.

Il più grande dialettico cristiano del 2° secolo è S. Ireneo da Lione, definito il “Padre della dogmatica”. Egli si domanda: «In quanti "giorni" Dio ha creato il mondo? » Noi conosciamo la risposta che ci è data dalla Bibbia. Secondo la Genesi Dio ha creato il mondo in sette "giorni". S. Ireneo continua il suo discorso dicendo: 

«In quanti giorni fu fatto il mondo, in altrettanti millenni avrà la sua durata. È per questo che la Genesi dice: “E furono compiuti il cielo e la terra con tutti i loro ornamenti. Dio compì tutte le sue opere in sei giorni, e nel settimo si riposò”. Queste parole sono storia e profezia nello stesso tempo, poiché riguardano le cose passate e le cose future. Un giorno presso Dio è mille anni. Se Dio fece tutte le opere della creazione in sei giorni, ciò significa che la durate di queste cose sarà di seimila anni”. » [63]

S. Ireneo contribuisce molto alla formulazione teologica di quanto riguarda l’anti-Cristo. Dice per esempio che l’anti-Cristo verrà per riassumere in sè l’iniquità umana di seimila anni, i sei mila anni trascorsi a partire dalla creazione di Adamo. Circa l’Anti-Cristo egli aggiunge quanto segue:

«È detto che il suo numero 666 − cioè 6 centinaia, più 6 decine, più 6 unità − è come una ricapitolazione di tutta l’apostasia perpetrata durante i 6.000 anni precedenti. Infatti questo mondo sarà portato a termine in tanti millenni quanti furono i giorni impiegati a farlo. Come dice la Genesi: “Così furono portati a termine il cielo, la terra, e tutte le cose. Dio terminò il suo lavoro in sei giorni, e nel 7° giorno si riposò.” Questo ci rivela in che modo furono fatte le cose, ma è anche una profezia del futuro! Infatti se il giorno del Signore è come 1000 anni, e il Signore ha portato a termine le sue opere in sei giorni, è evidente che alla fine del 6° millennio tutto sarà effettuato...” [64]

Lattanzio.

Lattanzio è un apologista del 3° secolo (260-325). Egli commenta: “Come in sei giorni Dio creò il mondo e al settimo si riposò, così la verità e la religione faticheranno e saranno tribolate per seimila anni dall’errore e dall’iniquità, ma nel settimo millennio godranno riposo e pace.” [65]

Eusebio Gallicano.

Eusebio Gallicano si interessa al profeta Daniele. Dice che il numero di "settimane" che rappresenta la durata dell’esilio del Popolo ebreo a Babilonia, rappresenta anche la durata del mondo calcolato in millenni: “Che significa questo numero sette? Significa i “giorni” del mondo.” [66]

Andrea di Cesarea.

Andrea di Cesarea ha vissuto nel 5° secolo, e ha scritto un commento al libro dell’Apocalisse. In esso si legge: “Dopo la sesta tromba l’Angelo che proclama che non vi sarà più tempo, dimostra che dopo i seimila anni poco o nulla resterà al mondo. [67] Ma nei giorni della voce del settimo Angelo, quando si incomincerà ad ascoltare la tromba, si consumerà il mistero di Dio svelato dai suoi profeti.” [68]

S. Pietro e S. Paolo.

Essendo Ebrei, ma Ebrei cristiani, S. Pietro e S. Paolo, come anche S. Giovanni, hanno ripreso il sabatismo ebraico in chiave cristiana. Per fare questo si sono basati sulle profezie di Isaia, di Daniele, di Ezechiele, sul salmo 89, e soprattutto sulla Settimana della Creazione. Dalla sintesi di queste fonti sacre è uscito il modulo della Settimana universale. Sulla base di tale modulo S. Pietro e S. Paolo affermano che nel settimo millennio Dio si “riposerà” dalla lotta sostenuta contro Satana.

Sappiamo che i Padri della Chiesa dei primissimi tempi − alcuni dei quali hanno ricevuto l’insegnamento dagli Apostoli − continuano la Tradizione ebraica, quella vera. La loro posizione dottrinale, di conseguenza, è sana, lineare, ortodossa. [69] Ciò malgrado quasi tutti i teologi di oggi preferiscono ignorare questi Padri. Motivo? Li accusano di essere “millenaristi”. Accusare questi Padri di “millenarismo” non è corretto. Non lo è nè sul piano morale nè su quello teologico. Sul piano morale i suddetti Padri sono tutti di fede provata, su quello teologico è bene ripetere che esiste un millenarismo non condannabile. Non è quello inventato da Origene, nè quello crasso di Cerinto, ma quello che nella Bibbia ha per contesto la Settimana universale, e che i santi Apostoli e i suddetti Padri hanno predicato prima ancora che Origene non fosse. [70]

Il creduto “ritardo” del Regno messianico non è estraneo alla defezione di alcuni cristiani della Chiesa primitiva, [71] ma a causare il crollo della Chiesa africana, e scismi a non finire, non è questo preteso “ritardo” del Messia, ma l’errore monumentale di Origene che ha fatto credere al mondo intero che il Millennio felice iniziava con la Risurrezione di Cristo. Un errore di due mila anni!

Chi è sveglio corregga questo errore. Chi è sveglio si prepari a ricevere Gesù che in questi tempi sta bussando alla porta!

Conclusione: Riassumendo il tutto, possiamo affermare che al di là del millenarismo condannato dalla Chiesa esiste un millenarismo ortodosso, che è quello biblico. È presente nel testo di Ap 20, 1-6. Detto passo si capisce soltanto nel suo contesto, che è quello della Settimana universale. I santi Padri lo hanno insegnato nei primissimi tempi della Chiesa, prima che Origene intervenisse a creare lo scompiglio.

 

2 - S. Agostino: il grande equivoco sul millenarismo.

I Profeti cristiani contemporanei dicono che è imminente la Venuta intermedia di Gesù, e che in base alle Scritture l’anti-Cristo dovrebbe precedere di poco questo importantissimo evento. Per essere accettati, questi concetti avrebbero bisogno di essere capiti, e per essere capiti avrebbero bisogno di essere inquadrati nel loro contesto, quello della Settimana universale. Siccome le conoscenze relative a questa Settimana universale si sono perse lungo i secoli – le ragioni che hanno causato questa perdita sono varie, ma si possono tutte spiegare – oggi Dio si serve dei suoi strumenti, che sono i mistici, i carismatici, i profeti cristiani contemporanei, per spiegare di nuovo all’Umanità il suo grande e meraviglioso disegno. [72]

Ma che succede a quei cuori che si chiudono al cielo (alla grazia proveniente dall’alto) per aprirsi unicamente alla terra (agli interessi provenienti dal basso)? Succede quel che succede sempre in simili casi. La loro chiusura al soprannaturale li rende sordi ai messaggi divini provenienti dall’alto, e fa di loro degli esseri spiritualmente addormenti, completamente impreparati ad accogliere lo Sposo divino che si è annunziato e che ora sta per arrivare.

Che posizione occupano i teologi contemporanei all’interno di questo quadro? In generale i teologi odierni non vogliono credere alla Venuta intermedia del Signore, e la stessa figura dell’Anti-Cristo li imbarazza. Da che dipende? Dipende dal fatto che essi cercano la verità – quando la cercano – ma solo con la mente, non con il cuore. Respingono quindi tutto quello che sembra provenire direttamente dal Cielo. Se un messaggio viene loro presentato come proveniente dal Cielo, si mettono sulla difensiva. Di conseguenza non sanno nulla dei progetti divini che riguardano il futuro dell’Umanità. Quello che Dio comunica all’essere umano di oggi è un tema che non li commuove, non li interessa. Il loro cuore è altrove.

È forse normale una situazione del genere? No, non lo è affatto. Per esempio, è forse normale che un teologo contemporaneo non sappia che cosa sia la Settimana universale? Eppure… Provate a chiedere ad un teologo laureato che cosa sia la Settimana universale, e ci saprete dire. Vi guarderà di traverso,  a causa del suo imbarazzo. L’escatologia è un campo che i teologi attuali credono di conoscere, e che qualche volta pure conoscono, ma alla rovescia.

Viste dal lato spirituale, queste lacune si spiegano con le suddette ragioni, ma sul piano didattico le cose si sono guastate a partire dal “grande equivoco” di S. Agostino. 

Spiegazione.

Nel quarto secolo non esistevano le università cattoliche, e la Congregazione per la dottrina della fede non era ancora istituita. Esistevano dei Patriarcati, i quali esercitavano una certa vigilanza sull’ortodossia degli studi riguardanti le Scritture e la Dottrina. Risulta che il Patriarcato di Antiochia, noto per praticare il metodo di interpretazione letterale delle Scritture, condannò a più riprese il metodo simbolico (detto pure allegorico) che sotto l’influsso di Origene veniva utilizzato in modo abusivo nel Patriarcato di Alessandria, ma da Origene in poi i catechisti di Alessandria fanno orecchi da mercante. Risultato: l’errore di Origene cresce, si sviluppa, diventando pure l’errore di Gerolamo e di Agostino. Nessuno osa criticare le proposizioni di Agostino la cui autorità morale presso le folle è grandissima. [73]

Come mai S. Agostino cade in un tranello del genere senza rendersene conto? Il primo sbaglio lo fa il giorno in cui decide di commentare il testo dell’Apocalisse, non partendo dalla versione greca ma da una esegesi ricevuta in prestito da S. Girolamo. In fatto di esegesi biblica S. Girolamo non è affatto una cima. Lo studioso A. Hamman dice di lui: «I suoi commenti sono poveri di dottrina e trascurati nella forma. Girolamo è un erudito, un umanista, non un teologo nè un mistico. Egli romperà definitivamente con Origene quando sarà diventato pienamente e lucidamente se stesso. »  [74] 

In seguito Agostino compie altri passi falsi, sette in tutto, identificabili nei sette punti qui sotto elencati.

Interpreta l’Apocalisse senza tener conto delle fonti greche, perché non conosce la lingua greca in modo adeguato.

2° Non cita i santi Padri della Tradizione (in ciò verrà imitato disgraziatamente da Martin Lutero, e da tanti altri).

3° Non si serve dell’Apocalisse ma del testo di Vittorino, un testo che Girolamo aveva già alterato in senso origeniano.

4° Fa l’esegesi di Ap 19 e 20 utilizzando il metodo simbolico di Origene e di Ticonio, due eretici. [75]

Si lascia condizionare dalla propria concezione filosofica del tempo, la quale dà maggior valore al passato che al futuro.

Si basa sul sabatismo ebraico anziché basarsi su quello cristiano. [76]

7° Si lascia condizionare dalla riflessione rabbinica, ormai decadente, e da quella che serpeggia fra i cristiani caduti vittime della crisi causata dal preteso “ritardo” di Cristo. (Questo preteso “ritardo” genera disagio presso alcuni cristiani, e provoca qui e là delle reazioni fuorvianti). 

Tutto considerato, Agostino non merita nessun credito in materia escatologica. Sbaglierebbe chi si appellasse a lui in questa materia. L’esegeta Martino Penasa dimostra come il capitolo 20 del libro agostiniano La Città di Dio − scritto nel 417 − rappresenti una vera e propria forzatura del testo sacro dell’Apocalisse. [77] Agostino ha un chiaro concetto della Settimana universale [78] ma ne distorce l’applicazione. [79] Anche se in precedenza aveva creduto alla Venuta intermedia del Signore, a partire dal momento in cui si lascia circuire dall’origenismo, il millenarista eterodosso è proprio lui, checché ne pensino i teologi moderni.

Un lettore che a questo punto si sentisse disarcionato da queste verità, vorrà sapere, a titolo di garanzia, come mai nessuno sia intervenuto per aiutare S. Agostino a ravvedersi. Le cose si sono svolte nel modo seguente. Al tempo in cui S. Agostino era vescovo di Ippona, esisteva un gruppo ereticale di millenaristi il cui capo si chiamava Cerinto. Cerinto predicava un millennio di felicità materiale, con abbuffate di cibi prelibati e di orge sessuali. Questo tipo di millenarismo viene oggi chiamato “millenarismo crasso”. Agostino decide di condannare, e a giusto titolo, il millenarismo crasso di Cerinto, [80] ma nel condannare Cerinto egli cancella in blocco tutto il messianismo escatologico della sacra Tradizione. Nel gettare l’acqua sporca, S. Agostino getta via anche il bambino. Così facendo toglie al cristiano la speranza di un Regno terrestre di giustizia e di pace, un Regno che nel Piano di Dio è comunque presente. Per giustificare poi la sparizione della Venuta intermedia e aggiustare tutta la faccenda, Agostino usa il modulo della Settimana universale. Lo usa, ma in maniera impropria. Per capire come avviene l’abbaglio, e a che momento si produce, è opportuno esaminare la differenza che separa S. Agostino da S. Ireneo sul modo di usare questo modulo della Settimana universale.

Siccome la posizione di S. Ireneo l’abbiamo appena esposta (vedi le pagine precedenti), esponiamo ora quella di S. Agostino. Detta posizione è ben visibile in: La Città di Dio, soprattutto in quel passo che mostra un Agostino convinto che l’Umanità sia già arrivata alla fine del sesto millennio, che secondo lui sarebbe l’ultimo. Agostino scrive:

«Riguardo ai mille anni, mi vengono in mente due interpretazioni possibili. Si possono spiegare in quanto il fatto (che Satana venga legato nell’abisso) avviene negli ultimi mille anni, ossia nell’ultimo millennio, quasi fosse il sesto giorno, di cui stanno passando ora le ultime frazioni, e a cui seguirà il Sabato senza sera, ossia il riposo eterno dei santi; per cui lo scrittore (S. Giovanni) con i mille anni definisce l’ultima parte di questo giorno, per così dire millenario, che ancora rimane prima della Fine del tempo. È qui applicata quella figura del discorso per cui una parte è indicata col tutto. [81]

S. Agostino (354-430)

Egli si convertì al Cristianesimo da adulto. Inizialmente fu un uomo di lettere, poi divenne sacerdote, e nel  395  fu consacrato vescovo. L’anno seguente divenne vescovo di Ippona (Nord Africa).

Fu sincero nel cercare la Verità, e finì per trovarla nel Cristianesimo, grazie anche alle preghiere incessanti di S. Monica, sua madre.

Fondò due monasteri, uno a Tagaste e l’altro a Ippona. Morì in quel di Ippona, fra il suo clero, integrato alla vita del suo monastero, come uno dei tanti cenobiti laboriosi.

 In questo passo Agostino propone un calcolo escatologico da lui inventato. [82] Si immagina che la Parusia di Ap 20, 1-6 sia già avvenuta con la Risurrezione. Pensa di trovarsi già nel sesto millennio, e che detto millennio sia l’ultimo (mentre invece i primi Padri parlano di sette millenni, l’ultimo dei quali è riservato alla Gerusalemme messianica, preludio a quella celeste). Le parole di questo passo mostrano un S. Agostino disorientato, un S. Agostino che si cerca. I cristiani sanno che prima del Giudizio finale deve venire l’anti-Cristo, ma Agostino cambia la cronologia profetica delle Scritture e della Tradizione. Accorcia di mille anni la Settimana universale (il Piano di Dio) e anticipa di mille anni il Regno messianico. Come se ciò non bastasse, egli introduce pure un nuovo concetto, quello della circolarità del tempo. [83] Afferma, sulle tracce di Origene, che l’inizio del Millennio felice è l’adventus della Risurrezione, e la fine del medesimo è l’adventus della Parusia finale, [84] mentre per la Tradizione le cose si svolgono in altro modo.

Chi volesse convincersi di quanto strana sia l’interpretazione agostiniana esamini attentamente il passo di Agostino che qui riproduciamo:

«Pertanto, durante l’intero periodo abbracciato dall’Apocalisse, ossia dalla prima venuta (adventus) di Cristo, sino alla sua seconda venuta (adventus), che è quella della Fine del mondo, il diavolo rimane legato, ma non nel senso che durante questo intervallo (designato col numero di mille anni) non sedurrà la Chiesa: poiché non la sedurrà nemmeno dopo sciolto. » [85]

Questa affermazione è smentita dai fatti. L’evidenza mostra che dopo la Risurrezione di Cristo il demonio non è incatenato, ma libero e operante. Incatenato lo sarà più tardi, al settimo millennio. Qui Agostino ha probabilmente tentato di spiegare – un po’ a modo suo – il “ritardo” della Parusia. Voleva dire, probabilmente, che non vi era stato nessun ritardo, ma solo una falsa attesa. L’intenzione era buona. Peccato che anziché attenersi alla sacra Tradizione, egli invece si sia lasciato abbindolare dalle circonvoluzioni verbali di Origene e di Ticonio, due eretici.

A causa della suddetta posizione agostiniana la gerarchia cattolica non cerca più di comprendere la figura dell’anti-Cristo e la Parusia intermedia. La tendenza generale, in fin dei conti, è di confondere la fine del sesto millennio con la fine del settimo, la Fine di un mondo con la Fine del mondo, la Fine dei tempi con la Fine del tempo. Che sbaglio! La maggior parte del clero cattolico crede che i messaggi di La Salette, Fatima, Luisa Piccarreta, Maria Valtorta, Mgr Michelini, Vassula, Medjugorje, JNSR, parlino della temuta Fine del mondo, mentre invece trattano della Parusia intermedia. Gesù sta bussando alla porta di casa nostra.  È la seconda volta che si presenta da noi, ma questa volta viene come Re di gloria, non più come Redentore. Viene per instaurare sulla terra il suo Regno messianico!

L’apatia e l’indifferenza che regnano ovunque ci convincono che prima di arrivare a questo grande avvenimento, l’umanità e la Chiesa di oggi avranno bisogno di una grande purificazione.

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. » [86] Un bel mistero da meditare!

 

3 - Le diverse forme di millenarismo corrotto.

Abbiamo già detto e provato che i Padri della Chiesa, quelli del primissimo tempo, insegnavano che il Piano divino di salvezza è formato da sette millenni, secondo una struttura del tutto simile a quella della Settimana della Creazione, che a sua volta è del tutto simile a quella della nostra settimana terrestre. [87] Su questa base c’è chi ha scelto in passato di dare un secondo nome al “Piano divino di Salvezza”, chiamandolo “Settimana universale”. Abbiamo poi scoperto che secondo gli stessi Padri la fine del sesto millennio corrisponde alla Fine dei tempi, e che la fine del settimo millennio corrisponde alla Fine del mondo. Sappiamo dalla Bibbia che tra la fine del sesto millennio e la fine del settimo − cioè  tra la Fine dei tempi e la Fine del mondo − ci sta un periodo di dieci secoli, un mille anni che nell’Apocalisse di S. Giovanni viene descritto come un Millennio di felicità e di pace (Ap 20, 1-6). Per finire ci siamo accorti che questo Millennio di felicità e di pace corrisponde al Regno messianico, quel “Regno di Dio” che Gesù ha promesso all’umanità, e che i cristiani invocano da due mila anni con la preghiera del “Padre nostro”.

Nel fare queste messe a punto abbiamo realizzato che da molti secoli esiste una parola che forse non significa quello che dovrebbe significare. Si tratta della parola “millenarismo”. Circa questa parola esiste una confusione linguistica impressionante che sicuramente non favorisce gli interessi di Dio ma quelli del suo Avversario. Per qual mistero tutti usano questa parola e quasi nessuno la capisce per quello che veramente essa contiene? Un latinista risponderebbe: “Usus tyrannus verborum”.

Sappiamo che la Chiesa ha condannato il millenarismo, ma nessuno sembra in grado di dire con chiarezza che cosa la Chiesa abbia condannato con tale parola. Molti dicono: “Io lo so, e mi puoi credere perché sono laureato in teologia”. Ma quando poi arriva la resa dei conti nessuno riesce a dire con precisione come stiano le cose. Le cose stanno confuse, ecco tutto. Vista la situazione, uno si domanda se il millenarismo condannato non dovesse portare un nome diverso, magari più specifico.

La spiegazione che noi proponiamo è la seguente: siccome il Millenarismo vero è un atto di fede nella parola biblica, che è sacra, il millenarismo falso, quello condannabile, dovrebbe essere associato all’abuso del concetto “mille”, non al suo uso, che è legittimo. Credere nel Millennio felice è una cosa lodevole, poiché significa credere in quello che Dio ha voluto rivelarci tramite S. Giovanni nell’Apocalisse. Credere invece nei bagordi del Millennio felice è biasimevole perché il Millennio felice non può essere fatto di bagordi e di orge sessuali. Esiste quindi un millenarismo eretico che è quello di Cerinto, e un Millenarismo ortodosso che è quello di S. Giovanni... biasimevole il primo, lodevole il secondo. Vogliamo condannare Cerinto o S. Giovanni? Se l’intenzione è quella di condannare Cerinto, l’espressione “millenarismo cerintiano” sarebbe più consona che non la parola “Millenarismo” usata da sola. Una cosa è certa: se qualcuno condanna il Millenarismo senza dire di che millenarismo si tratta, il rischio è quello di aumentare la confusione anziché diminuirla, perché un lettore normale è portato a credere che la parola “Millenarismo” usata da sola significhi “Millenarismo biblico”.

Il guazzabuglio linguistico sul millenarismo si è formato nel mondo a causa di Origene, ed oggi esistono almeno tre forme di millenarismo corrotto: origeniano, cerintiano, agostiniano. La prima è una forma corrotta di millenarismo perché Origene esclude il Millennio felice, lo cancella arbitrariamente, benché lo faccia in maniera subdola, indiretta. [88] La seconda è una forma corrotta di millenarismo perché Cerinto concepisce la felicità del Millennio felice (le “nozze dell’Agnello”) come una lunga festa mondana piena di bagordi. La terza forma di millenarismo alterato è il millenarismo agostiniano. Anch’esso risulta erroneo perché il senso letterale del testo biblico non viene interpretato da Agostino così com’è, ma estrapolato. [89]

Agostino presenta il suo millennio – quello nel quale gli è dato di vivere – non per quello che è, cioè il quinto di una serie di sette, ma come il sesto di una serie di sei, e quindi l’ultimo della serie (quello preparatorio alla Fine del mondo, tanto per parlarci chiaro). Il clero e le folle seguono Agostino con fiducia, anche perché Agostino possiede sulle folle un notevole ascendente morale. Ma le conseguenze del suo sbaglio sono altrettanto notevoli. Il suo errore finisce per provocare la grande crisi dell’anno mille, una crisi fondata sulla paura. Finché dura tale paura, l’idea della Fine del mondo fa tremare tutti, li mantiene in sospeso, e assicura con questo una certa pace al mondo occidentale. Quando però la paura si spegne perché alla fine dell’anno mille nulla è successo di quello che si prevedeva, un sentimento amaro invade i cuori e le menti. Il mondo cristiano ha l’impressione di essere stato ingannato. E da chi? Da coloro che predicano dall’alto dei pulpiti. La faccenda finisce per gettare molto discredito sulla religione cattolica e sulla teologia in generale, incapace da allora in poi di ritrovare il bandolo della matassa. [90]

Lungo i secoli queste forme corrotte di millenarismo hanno fornito munizioni a molti falsi profeti, causando inconvenienti di ogni genere. È normale che ad un certo punto la Chiesa abbia deciso di condannare la falsa religiosità legata agli abusi del concetto millenaristico. Tuttavia, anziché condannare la falsa religiosità e gli abusi, la Chiesa ha condannato il “millenarismo” senza precisare di che millenarismo si trattasse. Lodevolissima l’intenzione, ma per arginare la confusione i termini utilizzati avrebbero potuto essere più precisi.

Che dire della felicità umana predicata oggi dalla dottrina comunista? Qualcuno ha già tentato – pare – di considerare questa dottrina come una forma ulteriore di millenarismo corrotto. Benché il concetto di falso millenarismo non sia del tutto estraneo a questa dottrina, noi preferiamo parlare qui di falso messianismo, non di falso millenarismo. La felicità predicata dal comunismo ateo non è per noi una forma corrotta di millenarismo, ma una forma corrotta di messianismo. Si tratta di messianismo secolarizzato. Tale messianismo è falso per definizione.

Esistono diverse condanne ufficiali dell’ideologia comunista da parte della Chiesa, ma nelle condanne del comunismo ateo la parola millenarismo non viene mai utilizzata. [91] Detta parola è invece utilizzata nell’articolo n. 676 del CCC (il Catechismo della Chiesa cattolica) per condannare un qualcosa di abbastanza vago e confuso, un qualcosa che forse non ha nulla a che vedere col significato etimologico della parola mille.

Il suddetto articolo è redatto così:

«Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento che al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico. [92] Anche sotto la sua forma mitigata,  [93] la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del Regno futuro sotto il nome di “millenarismo”, soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato “intrinsecamente perverso».

Risulta dalla suddetta dichiarazione che Speranza messianica e Regno futuro siano la stessa cosa. Ottimo. Dalla dichiarazione risulta pure che la Speranza messianica (quindi il “Regno futuro”) sia da vedere come possibile solo al di là della storia”, non al di qua della storia. Se dunque un cristiano volesse riporre la Speranza messianica nel tempo presente (che è l’al di qua della storia), tale cristiano sbaglierebbe. Conclusione: un cristiano non ha diritto di pensare che la Speranza messianica si possa realizzare su questa terra, cioè nel tempo presente, ma solo nell’aldilà della storia… l’aldilà eterno.

Pur condividendo col CCC la condanna del messianismo secolarizzato, non riusciamo a capire come mai la Speranza messianica non si possa realizzare (non possa “essere portata a compimento”) nel tempo presente, su questa terra. Il Regno messianico è o non è un Regno destinato ad esistere su questa terra? Se la risposta è affermativa bisognerebbe avere il coraggio di dirlo, e dirlo bene. Se la risposta invece è negativa (come sembra trasparire da questo confuso articolo 676), come mai non c’è modo di dire le cose in maniera più chiara? Per esempio, il “Millenarismo biblico” non è menzionato dall’articolo suddetto, nè per essere difeso nè per essere condannato, ma allora quando mai lo si menzionerà? Il millenarismo origeniano e quello cerintiano non sono menzionati nell’articolo suddetto, nè per essere difesi nè per essere condannati, ma allora quando mai li si condannerà, e in modo semplice, chiaro, accessibile al popolo di Dio? [94]

Prima di concludere desideriamo segnalare che alcuni studiosi laici vorrebbero che oggi la Chiesa proclamasse due nuovi dogmi: quello della Parusia intermedia e quello del Giudizio interiore. Che dire? Secondo Teofilo il Siculo queste due verità sono già espresse nel Simbolo, che sarebbe il Credo niceno-costantinopolitano. All’articolo 7 di questo Credo, noi diciamo di credere nella Venuta di Cristo che verrà a giudicare i vivi e i morti, [95] nel senso di vivi e morti alla grazia divina. Di che giudizio si tratta? Di quello più piccolo e più individualizzato della Parusia intermedia, o di quello più grande e veramente universalizzato della Parusia finale? Secondo Teofilo il Siculo il giudizio della Parusia finale non è quello dell’articolo 7 ma quello dell’articolo 12, che ci invita a credere alla risurrezione della carne e alla vita eterna che verranno dopo il Giudizio universale. In maniera implicita il Simbolo ci inviterebbe dunque a credere a due Giudizi, prima a quello individualizzato, o interiore (quello della Parusia intermedia), e poi anche a quello universalizzato, o esteriore (quello della Parusia finale) previsto per la Fine del mondo. Se l’interpretazione di Teofilo il Siculo è esatta, le nuove formulazioni dogmatiche destinate a proclamare queste due verità non sarebbero del tutto necessarie. Basterebbe che il cristiano si togliesse dagli occhi le bende che S. Agostino vi ha applicate, magari senza volere. [96]

Conclusione: Benché esistano ancora grandi incertezze sui termini da usare quando il soggetto riguarda il millenarismo, risulta chiaro che la Chiesa cattolica non ha mai condannato il “Millenarismo biblico”. Se lo avesse fatto avrebbe condannato un passo della Sacra Scrittura, una cosa impossibile. Nel contempo appare chiaro che in passato la Chiesa cattolica si sia già servita della parola “millenarismo” per condannare un qualcosa che in fin dei conti non ha nulla a che vedere con la parola mille. Che cosa si è voluto condannare esattamente con questa parola “millenarismo”? Un lavoro di ricerca si impone per una eventuale messa a punto.

Si dice che il Papa attuale, Benedetto XVI, quand’era cardinale prefetto della Sacra Congregazione per la dottrina della Fede, alla domanda di un giornalista che a Città del Messico gli chiedeva di far luce sulla Parusia intermedia, abbia dato questa risposta: Su questo tema la Santa Sede non si è ancora pronunciata in modo definitivo”. Voleva forse invitare qualche studioso di buona volontà a mettere un po’ di ordine nella questione? È quanto abbiamo cercato di fare fin qui, sperando di esserci riusciti almeno in parte.

 

Padre Martino Penasa, francescano,

esegeta biblico, ed autore.

 

 


III –

parusia intermedia e mondo nuovo

 

1 -  Parusia intermedia: vuoto dogmatico.

2 -  Il Millenarismo condannato dalla Chiesa.

3 -  Voci mistiche annunzianti un Mondo nuovo.

1 - Parusia intermedia: vuoto dogmatico.

Nel dibattito teologico si è imposta di recente la questione della Parusia intermedia, una questione che sembrava risolta – o forse dimenticata – ma che ora riemerge. Quante sono le Parusie del Signore? Chi ha ragione fra chi crede e chi non crede alla Parusia intermedia?

Innanzitutto è necessario essere sicuri di ben comprendere il concetto di “Parusia”. Il termine Parusia è un termine greco che significa ‘presenza’ o ‘venuta’. Il termine ha anche un senso più specifico, che nella letteratura greca esprime il provvidenziale arrivo di una persona influente, sovrana – forse anche divina – che si presenta per soccorrere coloro che in lei hanno riposto tutta la loro fiducia. [97] Il termine Parusia non appare nella Bibbia, ma “anche se il vocabolo non vi appare, l’Apocalisse è piena di una vibrante speranza parusiaca” [98]

Anche se la Bibbia non contiene la parola Parusia, il concetto vi è presente. Per esempio, in Ap 20, 1-6 si fa riferimento alla presenza di Cristo sulla terra, un Cristo glorioso e imperante, da intendersi come risultato di una “Parusia” appena avvenuta. [99] Esistono due possibilità di interpretazione di questo passo biblico. La prima suggerisce l’impiego del senso letterale, la seconda, apparsa verso il quarto secolo d. C., suggerisce quello simbolico. [100] Chi leggesse questo passo biblico interpretandolo in senso letterale – che è quanto la Chiesa da sempre raccomanda – scoprirebbe nel testo l’esistenza larvata (sottintesa) di una Parusia, che trovandosi tra la prima e la terza andrebbe chiamata “intermedia”. C’è da dire però che per poter applicare a questo testo il suo senso letterale, il lettore ha bisogno di appoggiarsi sul contesto globale della Parusia stessa. Fuori contesto, il senso letterale non si fa vedere. Ebbene, tale contesto è quello della Settimana universale. 

Contrariamente ai teologi odierni, i primissimi Padri della Chiesa conoscevano la “Settimana universale”, ne rispettavano il significato concettuale, [101] e vivevano la loro fede orientandosi su questo credo. Nel far questo collocavano la Parusia intermedia tra la fine del sesto millennio e l’inizio del settimo. Per esempio, S. Ireneo afferma che alla fine del sesto millennio il Male sarà sconfitto (sconfitto nella persona dell'anti-Cristo), e che nel settimo millennio regnerà il Bene. [102] Anche S. Giovanni si rifà alla “Settimana universale” nello scandire il settenario dei sigilli apocalittici. Lo fa in maniera implicita. Ne deduciamo che se l’umanità è veramente destinata a vivere tanti millenni quanti sono i giorni della settimana, o quelli impiegati da Dio per creare il mondo, allora i mille anni del Regno messianico coincidono col settimo millennio, quello che corrisponde al “giorno” in cui Dio si è “riposato”, [103] e che a sua volta coincide col nostro giorno domenicale, tradizionalmente considerato giorno di riposo e di santificazione. [104]

Secondo l’autore Prigent, uno studio esegetico eseguito su Ap 20 dovrebbe prendere in esame il concetto di Millennio felice per vedere se esso può corrispondere o no al settimo millennio della Settimana universale. [105] Nell’affermativa, risulterebbero vere le recenti profezie che annunciano l’imminenza della Parusia intermedia. In base a tali profezie, questa Parusia dovrebbe avverarsi subito dopo la sconfitta del-l'anti-Cristo, ed essere immediatamente seguita dal Regno messianico (il Millennio felice). Detto Regno sarebbe instaurato da Cristo che in tale occasione verrebbe riconosciuto Re dell’Universo da tutti gli astanti.

Sul tema delle Parusie di Cristo esistono due tesi opposte, la prima è anteriore a S. Agostino, la seconda gli è posteriore. Di recente il dibattito ha preso forma sia attraverso le nostre pubblicazioni scritte, che attraverso gli interventi mediatici di Radio Maria. È nota a tutti la posizione di Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria. Padre Fanzaga dice che le Parusie di Cristo sono due, mentre noi diciamo che sono tre. La nostra posizione è quella che esisteva prima di S. Agostino, mentre la sua è quella suggerita da S. Agostino. Padre Fanzaga dice che la Parusia intermedia non c’è, non esiste. Pretende che essa non è necessaria al Piano di Dio. Insiste nel dire che la prima delle due Parusie è quella di Gesù-Redentore, e che la seconda ed ultima è quella di Gesù-Giudice, prevista per la Fine del mondo.

Questa interpretazione è un po’ quella tradizionale, benché la tradizione non sia mai riuscita a fissarsi bene su questi punti. La nostra posizione − che è conforme alla Bibbia, e sorge in noi come risposta ai messaggi che quotidianamente Dio ci manda tramite i Profeti cristiani contemporanei − dice che le Parusie di Gesù Cristo sono tre, non due soltanto. La prima si è avverata a Betlemme, la seconda sta per avverarsi adesso, la terza si realizzerà alla Fine del mondo. La prima sarebbe quella di Gesù-Redentore, la seconda quella di Gesù-Re, la terza quella di Gesù-Giudice.

Chi ama la Verità con cuore sincero considera con grande interesse la questione delle Parusie. Trovare la buona risposta è per lui di capitale importanza, e per assicurarsi di trovarla, legge e rilegge con grande attenzione il passo seguente dell’Apocalisse di Giovanni:

«Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia (Satana) e la sua statua (l'anti-Cristo) e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni. (Gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni). Questa è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione! Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni. Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra. » (Ap 20, 4-7).

Questa profezia non è l’unica, ma è la più rappresentativa fra tutte quelle che nella Bibbia annunziano il “Regno di Dio in Terra” come conseguenza della Parusia intermedia. Vi si assume che il potere mondiale di Satana – tutti sanno che Satana è l’attuale “Principe di questo mondo” – sarà rimpiazzato dal potere mondiale di Cristo. A partire da quel momento Gesù Cristo sarà considerato Re dell’umanità, e questa sua regalità effettiva durerà un millennio. Se alle parole bibliche appena riportate viene dato un senso letterale, che è quanto la Chiesa raccomanda ogniqualvolta la cosa è possibile, un millennio sono mille anni, ovvero dieci secoli. Se invece viene dato loro un senso simbolico, i mille anni sono un periodo indeterminato.

Il ragionamento che segue ha una certa sua importanza. Che significano le parole “riprendere vita e regnare con Cristo per mille anni”, presenti nel testo appena citato? S. Giovanni specifica che in questo “riprendere vita” consiste la prima risurrezione. Se Giovanni sente il bisogno di parlare di prima risurrezione, segno è che di risurrezioni ce ne possono essere più di una. Noi diciamo che ce ne possono essere due. E se questa è la prima, qual’è la seconda? Quella della Fine del mondo? Certo! Se tutto ciò è vero, ne deriva che le Parusie sono tre, non due, e che la Parusia intermedia di cui noi parliamo continuamente nella rivista profeti di Dio è quella di cui Gesù si servirà per instaurare il suo Regno temporale, il Regno messianico. S. Giovanni prosegue esclamando:

«Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione! La seconda morte non avrà potere su di loro! Saranno sacerdoti di Dio e del Cristo! Regneranno con lui per mille anni! »

In questa piccola serie di frasi esclamative S. Giovanni usa l’espressione seconda morte. Questo ci fa pensare che anche le morti da prendere in considerazione siano due, e se questa è qualificata di “seconda”, dov’è la prima? Che morte è la prima morte nel pensiero di S. Giovanni? A nostro avviso non è possibile che S. Giovanni pensi a due morti fisiche (la cosa non avrebbe senso), ma è possibile che egli pensi a due morti, una fisica e una spirituale. Già si sa che la prima morte, quella fisica, è obbligatoria per tutti. E la seconda? Chi sono coloro che saranno esonerati dalla seconda morte, quella spirituale, eterna? Di chi sarà questo insigne privilegio?

Prevenendo questo nostro interrogativo S. Giovanni afferma in anticipo che coloro che non morranno della seconda morte (quella eterna) sono i risuscitati della prima risurrezione, cioè coloro che si saranno lasciati decapitare (tagliare la testa) pur di non abiurare la loro fede in Cristo. Se Gesù intende affidare a queste persone il governo della Terra rigenerata, ciò significa che per esse non sarà possibile perdere i vantaggi spirituali già acquisiti con il martirio appena subìto. Esse avranno già guadagnato il premio eterno, e sarà per questo che Gesù le sceglierà per “regnare con lui” nel sacerdozio millenario. La ricompensa che questi esseri umani riceverebbero da Dio “regnando con Cristo per mille anni” significherebbe che Cristo li avrà giudicati degni di vita beata iniziando già dalla terra, perché questa terra sarà divenuta come un nuovo Paradiso terrestre.

Che cos’è la terra resa degna di diventare un nuovo Paradiso terrestre? È il Millennio felice descritto da S. Giovanni nel testo sopra citato, il Regno di Dio in Terra. È il Regno messianico, quello che il mondo cristiano invoca da due mila anni con la preghiera del Padre Nostro. [106]

Alla luce di queste considerazioni, noi diciamo che coloro che negano la Parusia intermedia tramite la quale Dio intende instaurare il suo Regno messianico (alias Millennio felice) rischiano grosso. Rischiano di negare la possibilità dell’azione salvifica di Dio nel mondo presente, che è l’al-di-qua della storia umana. [107] Se l’argomento non fosse così importante per la teologia e la fede dei credenti, si potrebbero usare dei toni più moderati, ma la realtà delle cose è talmente grave, che se noi non denunciassimo questo gravissimo errore ci sentiremmo colpevoli di codardia nei confronti del Creatore, che al presente ci chiede di annunciare l’avvento prossimo del suo Regno terrestre.

Molti mistici e veggenti cattolici profetizzano oggi l’avvento imminente di una Parusia intermedia, il cui scopo è proprio quello di inaugurare il Regno di Cristo sulla Terra. Sono voci numerose, e che provengano dai quattro angoli della terra. Malgrado ciò, l’effetto che fanno è quello di una sola ed unica voce. Sono voci che incessantemente, con perseveranza, ci dicono di “rileggere” i testi biblici allo scopo di capirli correttamente. E per aiutarci a capirli, soprattutto l’Apoca-lisse, ci rivelano verità sublimi, verità che col tempo erano state dimenticate, o involontariamente alterate nell’interpretazione. Queste voci si completano a vicenda, come i pezzi di un meraviglioso mosaico, al centro del quale si trova la Parusia intermedia. 

La Parusia intermedia non è mai stata un’eresia millenaristica, come qualcuno ha detto recentemente, e non ha nulla a che vedere con la mentalità dei protestanti. Il fatto di proporre un’interpretazione più chiara e più coerente delle Scritture circa la Parusia intermedia − posizione rimasta in sospeso per tanti secoli a causa del grande equivoco di S. Agostino − non potrà mai trasformare in eretici coloro che la credono vera, e come tale la propongono. Dio stesso ci chiede, e con urgenza, di avvertire tutti che essa è vera. Sta facendo con noi quello che ha fatto con Noè poco prima del Diluvio universale. Sta cercando di avvertire tutti di quello che sta per accadere. Saremmo forse eretici a causa della nostra obbedienza a Dio? [108] Chi volesse qualificare di “eretico” questo nostro credo dimostrerebbe di non sapere come stanno le cose, o di non voler essere messo al corrente di come stanno le cose. Chi crede alla tre Parusie riconosce tutti i dogmi della Chiesa, compreso quello della Parusia finale.  Dov’è l’eresia?

Torniamo a S. Agostino. L’equivoco nel quale è caduto è composto di due concetti deformati: il primo pretende che il Regno messianico sia già iniziato con la Risurrezione di Cristo, il secondo avanza l’idea che l’unico re visibile di questo Regno messianico sia il Papa (come se il Regno di Dio fosse possibile solo all’interno della Chiesa). Le conseguenze storiche e teologiche di questo equivoco non sono state ancora studiate, ma già è possibile arguire che questo concetto di “Papa-re” ha favorito nella Chiesa lo sviluppo del Cesaropapismo, per cui il Papa, al pari di qualsiasi altro monarca fornito di esercito e di burocrazia, dovrebbe curare sia gli interessi temporali del suo Stato pontificio che quelli spirituali della Chiesa universale.

Oltre a questo, affermare che il Millennio felice [109] sia già cominciato con la risurrezione di Cristo è un grave stravolgimento interpretativo delle profezie bibliche. La cosa sfugge al normale intendimento. Come si fa a dichiarare Millennio felice i due millenni che il mondo ha vissuto da quando Cristo è risorto? La storia di questi due millenni è piena di persecuzioni e di guerre. Oltre a ciò, credere soltanto alla Parusia finale significherebbe credere che il bene possa trionfare solo dopo la Fine del mondo, e non prima, cioè nel tempo. Questa sì che come tesi puzza di eretico! Non regge nè di fronte all’esame del buon senso nè di fronte alla dialettica dei fatti passati, presenti e futuri, dove tutto è legato in maniera concordante. [110]

Alle affermazioni di P. Livio Fanzaga, direttore e animatore di Radio Maria, noi contrapponiamo gli studi di Padre Martino Penasa, francescano, che come esegeta riscontra tre Parusie, e così facendo risolve ogni problema riguardante la Parusia intermedia. Lo fa con grande semplicità, sia grazie alle sue conoscenze esegetiche, sia grazie alla luce ricevuta tramite le rivelazioni dei mistici cristiani contemporanei, gli stessi che P. Livio Fanzaga ignora completamente. [111] Ma allora, di questi reverendi Padri (P. Martino Penasa e P. Livio Fanzaga) chi dei due ha ragione? Entrambi citano le Scritture e la Tradizione. Entrambi sembrano convinti di dire la verità. Per noi la risposta migliore è la seguente. Anche se per adesso il Magistero della Chiesa − col suo “vuoto dogmatico” − sembra favorire le posizioni di Padre Fanzaga, noi non possiamo dire che quanto Dio ci rivela tramite i Profeti cristiani contemporanei è falso, o non esiste. Come si fa a non credere a quello che Dio ci spiega e rispiega tramite i veggenti di oggi? Noi troviamo che gli argomenti di Dio e quelli della Madonna sono convincenti, ben più convincenti di quelli di Padre Fanzaga. Concordano tra loro e si completano a vicenda!

Al sacerdote che fosse tentato di chiedersi se per lui è un dovere quello di annunciare la Venuta intermedia di Gesù, noi risponderemmo con le parole di Gesù a JNSR: “Se voi nascondete l’annuncio del mio ritorno, la Luce vi accecherà prima ancora che Io giunga sulla vostra Terra”. [112] Questo monito non è umano ma celeste. Ci rivela quanto seria sia la questione della Parusia intermedia, e come il suo annuncio dovrebbe essere gioioso: sta per giungere lo “Sposo” divino che aspettiamo da tanto tempo! Prepariamoci degnamente a questo incontro! 

Detto questo, ripetiamo che qui non è in discussione il dogma della Parusia finale, ma la mancata presa di posizione del Magistero sul tema della Parusia intermedia. [113] Questa verità è stata largamente predicata dai Padri della Chiesa dei primi tre secoli, e ampiamente riconosciuta dai primi cristiani. Se oggi non la si vede, perché con l’equivoco di S. Agostino è finita in soffitta, nel cosiddetto “dimenticatoio”, non è detto per questo che essa non esista, o che sia proibito andarsela a prendere per rimetterla in uso, se il cuore ce lo dice. Dio stesso interviene perché questo avvenga, e con solerzia, senza troppo ritardo! 

Altro esempio: per arrivare al dogma dell’Immaco-lata Concezione sono stati necessari diciannove secoli. Anche qui è in campo S. Agostino, il quale non credeva che la Madonna fosse stata concepita senza macchia (immacolata). Se la Madonna non avesse spiegato a S. Bernardetta il significato delle parole “Io sono l’Immacolata Concezione” quanti, per fare come S. Agostino, non si sarebbero ostinati a dire che il dogma dell’Immacolata Concezione è un sogno, un’utopia? Ora succede la stessa cosa con la Parusia intermedia. Che fare? Rimanere a braccia conserte? È nostro dovere cercare di capire le cause che hanno portato alla sparizione di una Parusia, quella intermedia!

Secondo l’articolo n. 94 del CCC, l’approfondi-mento del “deposito della fede” avviene con l’assisten-za dello Spirito Santo, in tre maniere. La terza di queste maniere dice: “Tramite le esperienze spirituali dei credenti (soprattutto quelli che per il bene della Chiesa hanno ricevuto rivelazioni private come apparizioni, messaggi, locuzioni interiori, ecc…). Se il Magistero della Chiesa dice che in certi casi le esperienze spirituali dei credenti possono contribuire ad approfondire il “deposito della fede”, le rivelazioni private (che sono esperienze spirituali dei credenti) meritano considerazione e rispetto. In molti casi esse possono aiutare i fedeli e la gerarchia stessa a comprendere le Scritture sacre, non sempre chiare a prima lettura. [114] Per esempio, la dottrina della Venuta intermedia di Cristo è presente nella Bibbia, ma per penetrare a fondo i passi che la riguardano è necessario oggi l’aiuto di Dio, oltre che la buona volontà dell’umile discente.

La costituzione dogmatica Dei Verbum, n. 10, dice: “Il Magistero non è al di sopra della Parola di Dio, ma la serve, insegnando soltanto ciò che gli è stato affidato per mandato divino. Con l’assistenza dello Spirito Santo esso l’ascolta con pietà, la conserva con esattezza, e  la espone con fedeltà. Da questo unico deposito della fede esso estrae ciò che propone come verità rivelata da Dio, verità che si deve credere”.

Partendo da queste parole noi diciamo che la Chiesa non crea la Rivelazione, non la inventa, ma la riconosce e la serve. [115] Secondo l’articolo n. 88 del CCC, un concetto religioso diventa dogma quando il Magistero della Chiesa lo dichiara verità di fede. Ma da dove proviene il summenzionato concetto? Esso proviene da Dio. (Dio è presente in ogni Parola da Lui rivelata, cioè da Lui pronunciata tramite i suoi strumenti). Dunque un dogma è la risposta della Chiesa ad un annuncio che Dio ci fa tramite i suoi strumenti. Questo annuncio può essere studiato anche con l’aiuto delle Rivelazioni “private”. In questo senso, ogni dogma è un atto di obbedienza a Dio, alle sue parole, quelle che Lui pronuncia tramite i suoi strumenti, dai più antichi ai più recenti.

In virtù di queste affermazioni, può essere definita dogmaticamente solo quella verità che Dio stesso ci rivela (tramite i suoi strumenti). E di chi sono le parole che oggi ci permettono di riscoprire i dati riguardanti la Parusia intermedia e la Settimana universale che la contiene? Di chi sono se non di Dio?

C’è anche da dire che la Parusia intermedia, ben compresa, permette di fronteggiare l’aggressione di tante sette apocalittiche che oggi abbondano, e sottraggono migliaia di fedeli al gregge di Cristo. Sotto questo punto di vista, quello che noi ci sforziamo di fare ha per scopo di rifornire di munizioni i cristiani che vogliono difendersi da queste sette apocalittiche. A questo punto è bene si sappia che iniziative come la nostra non possono avere come origine il nostro “io”. Noi siamo solo degli esseri umani poveri, vecchi, stanchi, ammalati. L’origine è Dio. È Lui che ci guida in tutto, e nel contempo ci dà la forza di dire e di fare tutto quello che facciamo.

Conclusione: S. Agostino è Dottore della Chiesa, ma lo è anche S. Ireneo. A chi credere? Noi suggeriamo di credere a colui che maggiormente rispetta le Scritture sacre e la Tradizione apostolica, e qualora un lettore non riuscisse a raccapezzarsi, la reazione più logica ed efficace potrebbe essere quella di mettersi ad ascoltare con più cuore le voci profetiche attuali. [116]

Riassunto schematico

Prima di S. Agostino:

Dopo S. Agostino:

1ª Parusia: Venuta iniziale di Cristo come Redentore.

(Nascita, Morte e Risurrezione di Cristo, 2.000 anni fa).

1ª Parusia: Venuta iniziale di Cristo come Redentore.

(Nascita, Morte e Risurrezione di Cristo, 2.000 anni fa).

2ª Parusia: Venuta intermedia di Cristo come Re.

Vuoto dogmatico.

3ª Parusia: Venuta finale di Cristo, come Giudice.

2ª Parusia: Venuta finale di Cristo, come Giudice.

2 - Il Millenarismo condannato dalla Chiesa. [117]   

Per poter credere al Millennio felice bisogna anzitutto credere che le Parusie del Signore sono tre, e non due soltanto. Ma come credere al Millennio felice se la Chiesa lo condanna? Andiamo piano! È proprio vero che la Chiesa condanna il Millennio felice, come spesso si finisce per dire e per credere?

Non è vero affatto. La Chiesa non condanna il Millennio felice, poiché si tratta di un passo biblico, e quindi sacro, ma condanna il millenarismo. Che cos’è il millenarismo? Il millenarismo dovrebbe essere definito come un’interpretazione errata di detto passo biblico, ma in parecchi casi, purtroppo, succede l’inve-rosimile: il millenarismo è tutto eccetto quello che è. Alla fine uno si domanda se il concetto di millenarismo non sia fra i più travisati dell’universo biblico.

Millenarismo e Millennio felice sono due realtà ben distinte: condannabile e condannata la prima, non condannabile e non condannata la seconda; eppure molti teologi le confondono.

Nessuno può condannare il Millennio felice poiché si tratta di un passo biblico (Ap 20, 1-6). Esso descrive la visione che S. Giovanni ha avuto a proposito di ciò che il mondo vivrà negli Ultimi Tempi, che sono quelli nei quali viviamo. Il motivo per cui oggi Dio interviene a dirci di credere a questa verità sacrosanta, è che essa sta per realizzarsi. [118]

Questa verità escatologica – che per comodità linguistica noi potremmo denominare Millenarismo biblico – conduce ad altre verità escatologiche, tutte riguardanti il Regno messianico. [119] Detto Regno sarà instaurato da Gesù in occasione della sua Parusia intermedia. L’insieme di tutte queste verità – Millenarismo biblico, Parusia intermedia, Regno messianico, Regno temporale, Millennio felice, Settimana universale – risulta concatenato.

Prendiamo un altro esempio. Per credere alla Parusia intermedia noi dobbiamo ammettere anzitutto che nel Piano di Dio esistono tre Parusie anziché due. Siccome per accogliere questa verità abbiamo bisogno di appoggiarci sul millenarismo biblico, ne deriva che quello che la Chiesa ha voluto condannare con la parola “millenarismo” non è il millenarismo biblico, ma una (o più) delle sue molteplici forme corrotte, che sono quelle che noi chiamiamo “millenarismo cerintiano” (o “crasso”), “millenarismo agostiniano”, “millenarismo mitigato”, ecc...

Un esempio di come Gesù ci invita a credere al Millenarismo biblico ce lo offre il testo che qui segue. Il testo, ufficialmente, è stato scritto da Vassula Ryden, [120] ma tramite questa profetessa contemporanea è Gesù che parla. In uno dei volumi intitolati: “La vera vita in Dio”, in data 19 dicembre 1990 possiamo leggere le parole seguenti:

«Si, miei cari, vi darò la sapienza. Ve la darò affinché vi accompagni lungo la strada, e vi conduca alla santità; una santità che paralizzerà Satana per mille anni, impedendogli di mettersi tra voi e il mio Amore. Quando dunque vedrete il cielo dissolversi in fiamme, e gli elementi fondere nel calore, sappiate che questo è il segno dell’inizio della promessa che vi ho fatta di darvi nuovi Cieli e nuova Terra. Ve li darò con il rinnovamento della mia Chiesa, la rinascita della mia Chiesa, la rinascita dei nostri due Cuori.»

Tra i cattolici esistono anche quelli che rigettano la suddetta profezia. La rigettano dichiarandola falsa. Il motivo invocato è – come sempre – che “il millenarismo è stato condannato dalla Chiesa”. In tutta questa faccenda millenaristica, la miglior spiegazione è quella di Padre Martino Penasa, autore di libri importanti sul millenarismo. Per chi lo desidera, ecco ciò che Padre Penasa ha scritto sul soggetto:

«Il Millenarismo condannato dalla Chiesa ai tempi di S. Agostino riguarda non i mille anni, bensì la presenza localizzata e visibile di Cristo sulla terra, come re supremo di tutto l’orbe terracqueo, per mille anni, intento a festini di nozze, con banchetti e balletti mondani, come avveniva presso i pagani di quel tempo, comprese le sbornie degli ubriaconi e le orge sessuali. Tali “millenaristi” basavano la loro proposta del preteso “millennio” su quella frase del testo sacro che dice: “Sono giunte le nozze dell’Agnello; la sua Sposa è pronta!” “Scrivi: beati gli invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!”» [121]

Con queste parole Padre Martino Penasa spiega che il “millenarismo” condannato dalla Chiesa ai tempi di S. Agostino non è una condanna del passo biblico che parla del Millennio felice (Ap 20, 1-6), ma della sua interpretazione materialistica (o politico-materia-listica). Padre Penasa aggiunge, poco dopo, che nel 1944 la Chiesa ha pure rigettato una versione “mitigata” del millenarismo, quella che, pur conservando l’idea di un Cristo politico, proponeva di eliminare gli abusi culinari e sessuali durante il millennio. [122]

Torna in campo la domanda iniziale: “Quante sono allora le Parusie? [123] È bene credere alla Parusia intermedia, o è meglio non crederci? “ Noi ci crediamo, e invitiamo tutti a fare altrettanto. Gli argomenti per accettare questa verità ci vengono dal Cielo. Quindi il credo è legittimo. Dopo averci rivelato il suo grandioso Piano tramite i profeti antichi, Dio ce lo rispiega oggi tramite i suoi profeti moderni. E posto che le profezie del presente e quelle del passato sono in relazione le une con le altre, noi sappiamo che esse devono combaciare. Questo è proprio quanto succede.

I messaggi che seguono presentano un legame con il libro dell’Apocalisse. La Madonna li ha affidati a don Stefano Gobbi [124] nel 1992, nel 1994  e nel 1995. 

1. Messaggio MSM del 31 dicembre, 1992

«Io sono sempre con voi per dirvi che la realizzazione di questi segni vi indica con sicurezza che è vicina la Fine dei tempi, con il ritorno di Gesù nella Gloria.»

2. Messaggio MSM del 13 maggio, 1994.

«Vi trovate proprio nel cuore di ciò che vi è stato annunciato nell’ultimo libro della Sacra Scrittura. » [125]

3. Messaggio MSM del 31 dicembre,1995.

 «Sono la Regina della Pace, l’alba che annuncia i tempi nuovi che vi aspettano e che si avvicinano a grandi passi. ... Vi offro il rifugio sicuro che la Santissima Trinità vi ha preparato per questo tempo di bufera, il tempo della Grande Tribolazione. »

Posto che “Fine dei tempi” e “Fine del mondo” sono due cose distinte, la seconda Venuta di Gesù – come Re – è un’anticipazione della sua terza ed ultima venuta come Giudice. Dio Padre, nel suo Piano di Salvezza, avrebbe stabilito che Dio Figlio incontri l’Uma-nità a tre riprese: la prima come Redentore, la seconda come Re, e la terza come Giudice. Il triplice quadro seguente ha come scopo di facilitare la visualizzazione del concetto delle tre venute di Cristo.

Prima venuta.

Come Redentore

2.000 anni fa.

(Inizio dei tempi).

Seconda venuta.

Come Re

Nel tempo attuale.

(Fine dei tempi).

Terza venuta.

Come Giudice

Fra mille anni.

(Fine del mondo).

Sappiamo che ogni volta che Gesù si manifesta al mondo visitandolo di persona allo scopo di salvarlo, la sua visita è identificata col nome di “Parusia”. Le tre venute di Gesù sono quindi tre Parusie, e la seconda di esse viene pure chiamata “Parusia intermedia” a causa della sua posizione intermedia.

Constatiamo che la prima Parusia ha segnato la fine dell’Era del Padre e l’inizio dell’Era del Figlio (4.000 anni ha durato la prima era, 2.000 la seconda); che la seconda Parusia segnerà la fine dell’Era del Figlio e l’inizio dell’Era dello Spirito Santo; e che la terza Parusia (quella che dovrà sopravvenire alla fine del Millennio felice) segnerà la Fine del mondo e l’Entrata nell’eternità.

Se le profezie che ci guidano sono autentiche, la terza ed ultima Parusia dovrebbe sopravvenire dopo il Millennio felice. [126] Questa ipotesi delle tre Parusie è confermata da numerosi messaggi profetici, fra i quali figura anche il passo che qui riportiamo.

Messaggio MSM del 24 dicembre 1978.

La Madonna dice a don Gobbi: «La seconda venuta di Gesù, il suo ritorno nella gloria, sarà prima della sua ultima venuta per il Giudizio finale, la cui ora è invece ancora nascosta nei segreti del Padre. Essa assomiglierà alla sua prima venuta, la notte di Natale, [nel senso che, ndr] il mondo si troverà tutto avvolto nella tenebra della negazione di Dio, del suo ostinato rifiuto, dalla ribellione alla sua legge d’amore. Il gelo dell’odio avrà ancora reso deserte le strade del mondo. Così quasi nessuno sarà pronto ad accoglierlo. Di Lui i grandi neppure si ricorderanno, i ricchi gli chiuderanno le porte, mentre i Suoi saranno molto occupati a cercare e ad affermare se stessi. ... “Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà egli ancora la fede sulla terra?”. Verrà all’improvviso, e il mondo non sarà pronto alla sua venuta. Verrà per un giudizio che troverà l’uomo impreparato. Verrà per instaurare nel mondo il suo Regno, dopo aver sconfitto ed annientato i suoi nemici. Anche in questa seconda sua venuta, il Figlio verrà a voi attraverso sua Madre. »  

C’è un proverbio che dice: “Uomo avvisato, mezzo salvato”. Conoscere in anticipo i diversi aspetti della Parusia intermedia offre un grande vantaggio a coloro che accettano le informazioni profetiche riguardanti tale avvenimento. Il vantaggio delle persone informate è che avranno il privilegio di trovarsi “in abito di servizio” quando Gesù sarà di ritorno come Re di gloria. Ma chi non ama Gesù più di se stesso, non ha volontà sufficiente per ascoltare i messaggi che il Cielo invia alla Terra tramite i suoi strumenti, le voci profetiche. Le rivelazioni dette “private” non fanno presa su chi è troppo preso dal mondo, o da se stesso. Questo avrà come effetto di aumentare la sua vulnerabilità di fronte alla tempesta che per forza di cose precederà la Parusia intermedia, a scopo di purificazione, per separare il grano dalla pula. Succederà allora quello che succede alla battitura del frumento: il grano va da una parte, la pula se ne va dall’altra. Ma lo scopo della Purificazione non è il fracasso apocalittico, perché lo scopo della battitura non è la battitura in se stessa. Lo scopo dell’apparente sconquasso è la ricchezza che il buon grano rappresenta una volta pulito, cioè separato dalla pula e dalle varie immondezze. [127]

In conclusione, i suddetti messaggi ci confermano che Gesù sta per tornare sulla terra come Re di gloria. Ciò significa che il Regno messianico è imminente. La Tribolazione che dovrà precedere tale Regno altro non è che un mezzo. Lo scopo è la rinascita dell’umanità, una rinascita fatta di splendore e di gloria.

Che cosa dovrebbe fare ognuno di noi per avere il privilegio di essere tra gli eletti ai quali Dio dirà: “Bene, servo buono e fedele; sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto”? [128] Le anime di buona volontà sanno già la risposta.

3 - Voci mistiche annunzianti un Mondo nuovo.

Abbiamo già visto che nella Settimana universale esiste un ordine che non è umano ma divino. Secondo questo ordine divino, e quindi perfetto, Dio Creatore ha creato l’uomo sei mila anni fa, Dio Redentore lo ha redento due mila anni fa, e lo Spirito Santo, che è Dio Santificatore, si appresta a divinizzarlo nel corso del presente millennio, terzo della cristianità e settimo della storia nostra universale.  L’azione dello Spirito santificatore è già iniziata, ma esploderà in tutta la sua potenza e grandezza non appena la terra sarà purificata.

In sintesi: come l’Era del Padre è stata un’era con l’accento sulla Giustizia, e l’Era del Figlio un’era con l’accento sulla Misericordia, così l’Era dello Spirito Santo sarà un’era con l’accento sulla Santificazione. Accettare questo credo dovrebbe essere una cosa semplice, normale, perché è un credo comprovato sia dalla Rivelazione pubblica (la Bibbia), che dalle Rivelazioni “private” (i Profeti cristiani contemporanei).

Benché poco conosciuta, la profezia che segue è un vero gioiello di semplicità e di chiarezza. Ce l’ha trasmessa Magdalena Porsat, un’umile donna che nel secolo scorso visse al servizio di una famiglia della piccola borghesia francese. [129]

«Ascoltate ciò che Maria, nostra Madre, mi ha incaricata di dirvi.  Vedo la Fine dei tempi.  Vedo la fine del male e l’inizio del bene. Non si tratta di un avvenimento qualunque, ma di una grande epoca che deve cominciare: la terza.  All’inizio il Padre ci ha creati, e questo per permetterci di conoscerlo, amarlo, e servirlo.  In un secondo tempo il Figlio ci ha redenti. Adesso, per nostra consolazione, il Padre e il Figlio ci mandano lo Spirito Santo trionfatore, con Maria sua sposa. Questo è un grande miracolo.»

 Un’altra mistica, Suor Marie-Natalie, ha ricevuto da Gesù il messaggio seguente: “Non si tratta della Fine del mondo, ma della fine dei peccati. Si tratta di metter fine a questo grande flusso d’anime verso la dannazione“.  [130]

Magdalena Porsat e Suor Marie-Natalie sono due esempi di persone carismatiche. A che servono i carismatici? La signora Franca Cornado [131] soleva rispondere: “Le anime carismatiche servono a correggere gli errori dei teologi...”

I teologi, è vero, non dovrebbero sbagliare mai, eppure qualche volta sbagliano, e anche di grosso. Come mai? La sapienza divina e la “sapienza” umana non dovrebbero forse coincidere? Sì, lo dovrebbero, ma i fatti dimostrano che alle volte succede il contrario. E quando ciò avviene non è Dio che sbaglia, ma l’uomo. Dagli errori umani nasce poi la confusione.

Parlando di confusione, quella di oggi è talmente grande che per evitare il peggio Dio è costretto ad intervenire. Lo fa perché è Padre, e come tale cerca di aiutare quei figli che con buona volontà si sforzano di non cadere nei tranelli di Satana. [132] Oggi l’intervento di Dio mira a correggere un errore involontario commesso secoli fa da S. Agostino. L’errore di Agostino riguarda la Parusia intermedia. Detta Parusia non andrebbe esclusa dalla Settimana universale ma integrata ad essa.

Abbiamo già visto che la Settimana universale è quel grandioso Piano che Dio ha concepito per creare, redimere e santificare il Genere umano. Detto Piano contiene un “giorno” importante, il settimo, l’equiva-lente della domenica. A chi farebbe comodo che questo settimo “giorno” venisse obliterato? Al nemico di Dio. Lui solo ha interesse a ingannarci su questa importante verità. Ma Dio vuole che le anime di buona volontà giungano preparate a questo grandioso evento, e visto che il tempo stringe, interviene Lui stesso per aiutare coloro che hanno bisogno di aiuto e da Lui lo sperano.

I due esempi appena citati non sono gli unici. Ce ne sono tanti altri, provenienti da voci che parlano tutte in nome di Dio.

La voce di una monaca di clausura.

Messaggio del 31 agosto 1968. Nel libretto italiano: “Il Gran Messaggio d’Amore”, l’autrice del libro, monaca di clausura, testimonia del dialogo seguente avvenuto tra lei e la Voce divina:

Dialogo tra la Voce divina e una monaca di clausura.

Voce divina: «“Mia Madre, in altri tempi, aveva predetto il castigo, ma adesso l’ora è molto più vicina.  I popoli più forti demoliranno quelli più deboli.  Ogni umano diritto sarà sopraffatto.  Sangue e fuoco sopra tutta la terra.  Cose mai viste fin dalla fondazione del mondo! Il cielo non avrà che i riflessi del fuoco, non sarà più azzurro, ma carico del fumo dei mezzi di distruzione.  ... Farà buio su tutta la terra, ...  e la terra sarà avvolta in un nero mantello”.

La monaca: “O Signore! Si direbbe l’Apocalisse!”

Voce divina: “Il tempo della vera Apocalisse è molto lontano, e sarà voluto da Dio, mentre questo sarà voluto e preparato dall’uomo! Gerusalemme, Gerusalemme, quante volte ho voluto radunare i tuoi figli come la gallina raduna i pulcini sotto le sue ali, e tu non hai voluto! Questo è il messaggio di cui ti parlavo l’altra notte.  Messaggio d’amore e di dolore.  Te lo affido!”

La monaca: “Ma, Signore! Se il mondo potesse almeno sapere quel che mi dici!”

Voce divina: “Questo mondo incredulo e infedele non crede facilmente a certe cose, perché è più facile vestirsi di scetticismo che di verità. Fa più comodo! Ancora una volta ti dico che nessuno è profeta in casa sua. Il mondo ha bisogno di un segno per credere, e lo avrà”. »

Le parole suddette confermano che la vera Apocalisse (quella della Fine del mondo), è ancora lontana nel tempo.  Essa arriverà fra una decina di secoli, non ora che siamo alla Fine dei tempi (o “Fine del tempo delle Nazioni”), un periodo che corrisponde all’inizio del settimo millennio della nostra storia umana, che in tutto ne conta sette.  

La voce di J. E. Gehrer.

L’età di questa nostra umanità non ci è rivelata soltanto da Luisa Piccarreta.  Anche il libretto di J. E. Gehrer: Cœurs Unis de Jésus et de Marie”, contiene rivelazioni analoghe. Una di queste ci permette di dedurre che la Settimana universale è formata da sette periodi, o “giorni”, e che attualmente l’umanità si trova all’inizio del suo settimo “giorno”.

Quanto segue è la traduzione italiana del testo che si trova alle pagine 15 e 16 di detto libretto. 

«La voce interiore precisò: “Sì, voi vi alzate all’alba di un nuovo giorno.  Presso Dio mille anni sono come un giorno, e codesto sarà una domenica: l’era dello Spirito Santo”.  Mi sembrava che 4000 anni erano attribuiti al Padre, 2000 anni al Figlio, e 1000 allo Spirito Santo». [133]  

La voce di Ottavio Michelini.

Nel volume: “Confidenze di Gesù ai suoi sacerdoti e ai suoi fedeli”, Gesù affida a Mgr Ottavio Michelini parecchi messaggi di interesse attuale. Verso la fine del messaggio del 21 giugno del 1978, e intitolato: Nelle condizioni precedenti al Diluvio, Gesù dice a Mgr Ottavio Michelini: 

«Non è la prima volta che nella storia dell’umanità si verifica questo triste fenomeno per cui, per Volontà Permissiva di Dio, l’umanità viene distrutta nella sua quasi totalità.  Al tempo del Diluvio tutti gli abitanti della terra sono stati distrutti, salvo Noè con i figli e i figli dei suoi figli.  Siccome oggi le condizioni sono come quelle precedenti al Diluvio, l’umanità sarà distrutta ad eccezione di quelli che il Signore ha decretato di salvare.  È necessario dire che la grande maggioranza degli esseri umani sono rimasti sordi alle numerose chiamate di conversione che Dio ha indirizzato loro. ».  

La voce di Maria Valtorta.

Il brano che segue descrive il Millennio felice e fa capire che la Parusia intermedia che lo deve inaugurare sarà simile alla Parusia finale, ma non identica. Malgrado le somiglianze dovute al famoso “parallelismo storico”, [134] la Parusia intermedia e quella finale sono due cose distinte. 

– Gesù dice a Maria Valtorta:

«Quando avrò mondato il Gregge da ciò che è falso e impuro [con la Purificazione che avrà preceduto la sua Venuta intermedia, ndr], nel mio periodo di Re della Pace [il “Millennio felice”, ndr] istruirò i rimasti per l’ultima istruzione. Conosceranno Me come ora solo gli eletti mi conoscono. Saranno non dodici, ma dodicimila volte dodicimila creature chiamate alla conoscenza del Re. Cadranno le eresie e le guerre. Luce e Pace saranno il sole della Terra. Si nutriranno del germe vivo della mia Parola e non saranno più languenti della fame spirituale. Mi adoreranno in spirito e verità. 

Quando avverrà l’ultima rivolta di Satana a Dio [alla fine del “Millennio felice”, ndr] non mancheranno gli ultimi Giuda fra i chiamati alla conoscenza del Re. L’oro della Città eterna deve essere depurato per tre filtri per poter divenire turibolo davanti al trono dell’Agnello glorioso. E questo sarà l’ultimo filtro. [135]

Ma i “fedeli” resteranno fedeli, conosceranno che Io sono con essi, e che essi sono il mio popolo eterno. Ma fin da ora, o miei diletti, o anima che mi ami e che amo, sappiate che anche prima che Io venga a radunare il mio gregge per portarlo agli eterni pascoli del cielo, voi siete i miei amati agnelli. Prima degli altri entrerete nel mio Regno, perché voi siete il mio gregge ed Io sono il Signore Iddio vostro, il vostro Pastore che fra voi prende le sue delizie, e che vi chiama alla sua dimora per vivere con voi nella Pace serbata ai fedeli di Cristo.» [136]

La voce di JNSR [137]

Nel 1998, la rivista il Segno del Soprannaturale ha pubblicato una serie di articoli che fanno la sintesi dei messaggi ricevuti da JNSR sulla Parusia intermedia. [138] Questi messaggi spiegano alcuni passi oscuri delle Scritture – come ad esempio i versetti di Ap 20, 1-6 – ma anche dei passi ritenuti chiari ma contenenti delle sorprese esegetiche. Per esempio, il famoso “Venga il tuo Regno”, presente nella preghiera del Padre Nostro, andrebbe interpretato non in senso simbolico, ma letterale: discesa della Gerusalemme celeste a Dozulé, [139] e instaurazione del Regno di Dio su tutta la Terra ad opera di Cristo.

Alcuni messaggi di JNSR presentano la Venuta intermedia di Gesù come necessaria all’Umanità, che secondo il piano divino è destinata a recuperare i privilegi del primo Paradiso terrestre. In che modo? I momenti sono tre: 1) Seminare. 2) Coltivare. 3) Raccogliere. Per poter raccogliere qualcosa dalla terra bisogna prima seminare, e poi coltivare. Con la sua morte Gesù ha gettato il seme del suo Regno, e nei duemila anni successivi ha coltivato il suo campo. La prima e la seconda tappa sono quindi realizzate. Rimane la terza, quella del raccolto. Gesù ci avverte che lo vuole fare adesso, tra poco, perché la messe è pronta, i tempi sono maturi, come testimoniano i due messaggi che qui seguono.

– Gesù dice a JNSR:“Prima della parola “fine” Io fermerò il meccanismo, e vi farò saltare nel tempo vero, quello della “mia verità” come da un treno in movimento. Ai miei figli del mondo intero voglio dire che è arrivato il tempo della verità (...) Io sono l’unica verità, quella scritta da tutti i santi profeti nella Bibbia. Parole di Gesù. Amen”;

– Gesù a JNSR: “Sì, mia piccola, i tempi stanno per precipitare, e tutto si svolge come ve lo ha indicato il mio Libro santo (...) Io vi darò ancora altri segni della mia prossima venuta. Niente deve turbarvi o spaventarvi, poiché tutto ciò deve accadere. Il mondo è andato troppo in là nella disobbedienza a Dio, e più nulla lo può fermare nella sua follia satanica. Non posso lasciare l’uomo distruggersi completamente”. [140]

Negli scritti di JNSR la Parusia intermedia è come una luce che illumina di nuova speranza tutte le Scritture sacre. Non dobbiamo quindi meravigliarci se i suoi messaggi si rivolgono a tutti, non solo ai cattolici ma anche agli Ebrei, ai Protestanti, agli Ortodossi, a tutte le persone di buona volontà, qualunque sia la religione alla quale appartengono. Gesù dice tramite JNSR: ”Avverto i capi delle Chiese di tutte le confessioni che Io ritorno presto!” [141] Per quanto riguarda gli Ebrei, essi sono i nostri “fratelli maggiori”. Dio vuole essere riconosciuto come il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, e portare a tutti gli uomini il perdono e la pace, cominciando dai figli d’Israele. 

La voce della Divina Sapienza.

I due messaggi seguenti esprimono chiaramente il concetto di Parusia intermedia.

Messaggio ODS, del 7 maggio 2000. [142]

– Gesù dice: «Sposa amata, quando mai ho detto che fino alla Fine del mondo le cose resteranno stazionarie? Perché gli uomini non prestano attenzione alle mie Parole? Ho parlato spesso attraverso i miei profeti antichi e nuovi di una mia Venuta intermedia, e non in modo velato. Quanti mi attendono per farmi festa e gioire con me? Pochi, sposa amata, pochi anche di coloro che leggono e rileggono le mie parole; essi dicono: Ma… Forse… Non è ben chiaro… Chissà… Vedremo… Nessuno di questi ha il coraggio di dire: Gesù parla chiaramente di una Venuta grandiosa e intermedia. Prepariamoci tutti ad accoglierlo col cuore ardente di chi attende Colui che tanto ama, e che sta per ritornare trionfalmente e visibilmente. …

Io, Io Gesù, sto per fare tutto questo. Il mistero nascosto da secoli e millenni ora viene palesato, e tutti ne conosceranno l’essenza. La mia prima Venuta sulla Terra è stata l’inizio, la mia seconda sarà la continuazione, la terza sarà la conclusione. » 

Messaggio ODS, del 28 maggio 2000.

– Gesù dice: «Oggi, amata sposa, sono molti a scrutare nelle Scritture per capire il senso del tempo presente. Molti di costoro non capiscono ciò che più volte dico palesemente, che cioè tornerò, tornerò non solo nell’ultima Venuta (finale e conclusiva), ma che ci sarà una Venuta intermedia precedente. I miei amati piccoli, che hanno il cuore nel mio Cuore e palpitano del mio stesso amore, mi attendono perché hanno compreso, alla mia luce, e si preparano di giorno in giorno con un’adorazione continua, con una dedizione completa. I razionalisti, senza la mia luce ma solo con la loro propria, non mi attendono, non si preparano, e ripetono: “Non si parla mai nelle Scritture di una Venuta intermedia”.  

Essi non saranno pronti al mio ritorno, e non potrò dare loro i doni sublimi che ho preparato per chi si è lasciato avvolgere dalla mia luce ed ha cercato tutto da me. Amata, il mio giorno è vicino. Questo sarà anche il giorno meraviglioso e unico delle anime belle che troverò vestite a festa come piccole spose. Ecco, verranno con me al Banchetto di nozze, e nessuna di esse resterà fuori. Resteranno fuori invece coloro che in me non hanno creduto ma hanno confidato troppo in loro stessi, senza capire che le cose devono essere viste e interpretate solo alla mia luce. »

La voce di don Gobbi. [143]

Don Gobbi va in tutto il mondo per diffondere il Movimento Sacerdotale Mariano. Nel Libro dei messaggi da lui ricevuti si annuncia che Gesù sta per tornare sulla terra come re, e si parla del ripristino del Paradiso terreste. Questo Paradiso, come sappiamo, corrisponde al Regno messianico. La Madonna lo annuncia con questi messaggi:

Messaggio MSM del 24 dicembre 1978. La seconda Parusia.

– La Madonna a don Gobbi: «Simile alla prima sarà la sua seconda venuta, figli prediletti. Come la sua nascita in questa notte sarà il ritorno di Gesù nella gloria, prima della sua ultima venuta per il Giudizio finale, la cui ora è invece ancora nascosta nei segreti del Padre. Il mondo si troverà tutto avvolto nella tenebra della negazione di Dio, del suo ostinato rifiuto, della ribellione alla sua legge d’amore. Il gelo dell’odio avrà ancora reso deserte le strade del mondo.  Così quasi nessuno sarà pronto ad accoglierlo. Di Lui i grandi neppure si ricorderanno, i ricchi gli chiuderanno le porte, mentre i Suoi saranno molto occupati a cercare e ad affermare se stessi. 

“Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà egli ancora la fede sulla terra?”. Verrà all’improvviso, e il mondo non sarà pronto alla sua venuta. Verrà per un giudizio a cui l’uomo si troverà impreparato. Verrà per instaurare nel mondo il suo Regno, dopo aver sconfitto ed annientato i suoi nemici.  Anche in questa seconda venuta, il Figlio verrà a voi attraverso sua Madre. Come del mio seno verginale il Verbo del Padre si è servito per giungere fino a voi, così del mio Cuore Immacolato Gesù si servirà per giungere a regnare fra voi.»

Messaggio MSM del 1 gennaio 1990. Madre del secondo Avvento.

– La Madonna a don Gobbi: «Sono la Madre del secondo Avvento. Lasciatevi dunque formare e preparare da me, in questi anni, così che possiate essere pronti a ricevere Gesù, che verrà nella gloria ad instaurare fra voi il suo Regno di amore, di santità, e di pace.»

Messaggio MSM del 13 marzo 1990. Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà.

 – La Madonna a don Gobbi: «Voi leggete nel Vangelo: Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra? … Vi potete domandare perché Gesù ha pronunziato queste parole. Lo ha fatto per prepararvi alla sua seconda Venuta, e per descrivervi una circostanza che sarà indicativa della vicinanza del suo glorioso ritorno. Questa circostanza è la perdita della fede. … La diffusione dell’Apostasia è dunque il segno che indica ormai vicina la seconda Venuta di Cristo. A Fatima io vi ho predetto che sarebbe venuto un tempo in cui si sarebbe persa la vera fede. Questi sono i tempi. »

Messaggio MSM del 14 aprile 1990, Sabato santo. Vegliate con me nell’attesa.

La Madonna a don Gobbi: «Vegliate con me nell’attesa in questi ultimi tempi del vostro così lungo sabato santo, perché è vicino il momento in cui mio Figlio Gesù ritornerà sulle nubi del cielo, nello splendore della sua gloria divina.»

Messaggio MSM del 3 giugno 1990.  Il tempo dello Spirito Santo.

La Madonna a don Gobbi:  «Vi avvicinate al momento in cui si compirà il grande prodigio della seconda Pentecoste. … Così lo Spirito Santo adempie la sua divina missione di dare piena testimonianza al Figlio, e vi condurrà alla comprensione della Verità tutta intera.»

Messaggio MSM del 28 giugno 1990. La seconda Pentecoste.

La Madonna a don Gobbi: «Siete ormai vicini alla seconda Pentecoste. … La seconda Pentecoste verrà come rugiada sul mondo, e trasformerà il deserto in un giardino, in cui tutta l’umanità correrà incontro al suo Signore, come sposa, in un rinnovato patto di amore con Lui. Così la Santissima Trinità riceverà la sua grande gloria, e Gesù instaurerà il suo glorioso Regno di amore fra voi.»

Messaggio MSM del13 ottobre 1990. Il Paradiso terrestre sarà ripristinato.

La Madonna a don Gobbi: «È vicino il Regno glorioso di Cristo, che si stabilirà fra voi con la seconda venuta di Gesù nel mondo. È il suo ritorno nella gloria. È il suo glorioso ritorno per instaurare fra voi il suo Regno, e riportare l’intera umanità, redenta con il suo preziosissimo sangue, allo stato del suo nuovo Paradiso terrestre.

Quanto si prepara è cosa tanto grande che mai è stata dalla creazione del mondo. Preparatevi con umiltà, con fede, e con intensa preghiera.  Preparatevi raccogliendovi tutti nel Cenacolo spirituale del mio Cuore Immacolato. Preparatevi nel silenzio e nell’attesa.  ...  Con un piccolo numero di questi piccoli bambini, il Signore instaurerà presto sulla terra il suo glorioso Regno d’amore, di santità e di pace.»

Messaggio MSM del 24 dicembre 1990. Accogliete i profetici annunci.

La Madonna a don Gobbi: «Siete entrati nei tempi che vi sono stati predetti. Siete entrati negli ultimi tempi. Allora accogliete i profetici annunci che in tanti modi vi hanno indicato vicino questo secondo Natale. … Per questo, in ogni parte del mondo mi sto formando la schiera dei piccoli, dei poveri, degli umili, dei puri di cuore per preparare così una culla preziosa a Gesù che torna a voi nella gloria.»

Messaggio MSM del 15 agosto 1991. La Nuova Era.

La Madonna a don Gobbi:  «La nuova era verso cui siete incamminati porta tutto il creato alla perfetta glorificazione della Santissima Trinità. Il Padre riceve la sua più grande gloria da ogni creatura, che riflette la sua luce, il suo amore, il suo divino splendore. Il Figlio instaura il suo Regno di grazia e di santità, liberando tutto il creato dalla schiavitù del male e del peccato. Lo Spirito Santo si effonde in pienezza con i suoi santi Doni, porta alla comprensione di tutta la Verità, e rinnova la faccia della terra. La nuova era che io vi annuncio coincide con il pieno adempimento della Divina Volontà, così che finalmente si realizzi quanto Gesù vi ha insegnato a domandare al Padre celeste: “Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”. È il tempo in cui  dalle creature si compie il divino volere del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo.»

Messaggio MSM dell’8 dicembre 1991. La porta che si apre.

La Madonna a don Gobbi: «Sono la porta che si apre sulla nuova era che vi attende e che sta ormai per giungere sul mondo. Per questo nei vostri tempi sono chiamata ad essere la Madre del secondo Avvento. Come, per mezzo di me, Gesù è giunto a voi nella fragilità e nella umiltà della sua natura umana, così ancora, per mezzo di me, Gesù ritornerà a voi nello splendore della sua gloria, per instaurare il suo Regno nel mondo.»

Messaggio MSM del 31 dicembre 1991. La Fine dei tempi.

La Madonna a don Gobbi: «Vi ho più volte annunciato che si approssima la Fine dei tempi e la venuta di Gesù nella gloria. Ora voglio aiutarvi a comprendere i segni descritti nella Divina Scrittura, che indicano ormai vicino il suo glorioso ritorno. Questi segni sono chiaramente indicati dai Vangeli, dalle Lettere di S. Pietro e di S. Paolo, e si stanno realizzando in questi anni. Il primo segno è la diffusione degli errori che portano alla perdita della fede e all’apostasia. Il secondo segno è lo scoppio di guerre e di lotte fratricide … mentre si fanno sempre più frequenti le catastrofi naturali come epidemie, carestie, inondazioni, e terremoti. … Il terzo segno è la sanguinosa persecuzione di coloro che si mantengono fedeli a Gesù e al suo Vangelo. … Il quarto segno è l’orribile sacrilegio compiuto da colui che si oppone a Cristo, cioè l'anti-Cristo. Entrerà nel tempio santo di Dio e siederà sul suo trono facendosi adorare lui stesso come Dio. … Il quinto segno è costituito da fenomeni straordinari che avvengono nel firmamento del cielo. … Io sono sempre con voi, per dirvi che la realizzazione di questi segni vi indica con sicurezza che è vicina la Fine dei tempi, con il ritorno di Gesù nella gloria.»

Messaggio MSM del 24 dicembre 1997. Parusia intermedia e trionfo del Cuore immacolato di Maria.

La Madonna a don Gobbi: «Il mio Divino Bambino … un giorno ritornerà nella potenza della sua gloria divina, e porterà alla sua pienezza il tempo e la storia. … Voi vivete ora il mistero di questo secondo Avvento, che vi prepara ad accogliere Gesù quando tornerà a voi sulle nubi del cielo. Solo allora si compirà il secondo Avvento che voi state vivendo. Allora il tempo giungerà alla sua pienezza. Allora il Cuore immacolato della vostra Mamma celeste avrà il suo trionfo, nel definitivo e glorioso trionfo di suo Figlio Gesù.»

La voce di Luisa Piccarreta.

Da quanto tempo l’uomo è sulla terra? La scienza umana tenta di indovinare, ma le sue risposte variano da uno scienziato all’altro, da un’epoca all’altra. Nel brano che segue Gesù ci dice che l’uomo è sulla terra da 6.000 anni.

Messaggio del 29 gennaio 1919, sul Divin Volere.

– Gesù a Luisa Piccarreta: “Figlia mia diletta, voglio farti sapere l’ordine della mia Provvidenza: in ogni corso di due mila anni ho rinnovato il mondo.  Dopo i primi due mila anni lo rinnovai col diluvio.  Dopo i secondi due mila anni i buoni e gli stessi santi sono vissuti dei frutti della mia Umanità, e a sprazzi hanno goduto della mia Divinità.  Ora siamo al termine dei terzi due mila anni, e ci sarà una terza rinnovazione. Ecco perciò lo scompiglio generale.  Esso non è altro che un preparativo, appunto, a questa terza rinnovazione; e se nella seconda manifestai ciò che faceva e soffriva la mia Umanità, pochissimo ciò che operava la Divinità. 

Ora in questa terza rinnovazione, dopo che la terra sarà purgata ed in gran parte distrutta la generazione presente, sarò ancora più largo con le creature, e compirò la rinnovazione col manifestare ciò che faceva la mia Divinità nella mia Umanità, come agiva il mio Volere divino col mio Volere umano, come tutto restava concatenato in Me, come tutto facevo e rifacevo; ed anche un pensiero di ciascuna creatura era rifatto da Me e suggellato col mio Volere divino.” [144]

 

Luisa Piccarreta

(1865 - 1947)

 

“La Piccola figlia della Divina Volontà”.

 


– IV –

certezza del mondo nuovo

 

 

1 - Il ripristino del Paradiso terrestre. 

2 - Il diritto di governare il Mondo.

3 - Il Regno messianico annunciato dall’ODS.

 

1 - Il ripristino del Paradiso terrestre. [145] (J. De Parvulis).

Nel giro del ventesimo secolo il Cielo ha scelto un’umile donna pugliese per proporre all’umanità un nuovo ideale di vita concepito per le persone disposte a rimpiazzare la loro volontà umana con la Volontà divina. Tale donna è Luisa Piccarreta. [146] La proposta divina assomiglia ad un nuovo “contratto” spirituale [147] che il Cielo offre all’umanità per permetterle di realizzare la felicità per la quale è stata creata, ma che il Peccato originale le ha fatto perdere.

Di tutti i messaggi che il Cielo ha inviato alla terra nei secoli posteriori alla Redenzione, questo di Luisa si presenta come il più importante. Basti sapere che l’ideale che Luisa propone all’umanità trasformerebbe il mondo in un Paradiso terrestre.

Di fronte a una notizia così grande e inattesa molte persone si domandano se questo Regno è o non è, quello che Gesù ci ha promesso per questa terra. Nel riflettere a ciò mi sono chiesto: Perché Gesù ha accettato di morire crocifisso? Lui stesso ha detto che lo scopo finale del suo sacrificio era di vedere un giorno realizzato il suo Regno. Ora questo Regno, qualificato più tardi di messianico”, è forse già esistito su questa terra? Molti mi rispondono, e con ragione: “Se fosse esistito, la cosa si saprebbe”. Assumendo dunque che questo Regno deve ancora venire, è evidente che esso finirà un bel giorno per arrivare. E se quel giorno fosse domani? Nulla lo esclude. Molte profezie recenti affermano proprio questo, aggiungendo che detto Regno è un anticipo del Regno celeste.

Non è solo nel Vangelo che il Regno messianico [148] è presentato come scopo principale del sacrificio di Cristo. Maria Valtorta, [149] alla quale Gesù ha rivelato molti segreti, anch’essa ne parla. Per esempio, nel 1943 Gesù le confida le parole seguenti:

Messaggio del 27 agosto 1943, riportato da “I Quaderni”, di Maria Valtorta, vol. I, p. 228.

– Gesù a Maria Valtorta: «Come uno a cui prema di fare intendere una cosa, Io vado sempre dritto alla cosa che più importa; e qui è il mio Regno. [Regno temporale, e di riflesso anche quello eterno, ndr]. Perché nel mio Regno è la giustificazione del mio essermi incarnato e morto. Perché nel Regno è la prova della mia infinita potenza, bontà, sapienza. Perché nel Regno è la prova della vita eterna, della risurrezione della carne, del mio potere di Giudice. Perciò quando ho parlato per spiegare l’Apocalisse ho, ai singoli punti spiegati, messo quasi sempre a corona il mio Giudizio, il mio Trionfo, il mio Regno, la sconfitta di Satana in se stesso, nella sua creatura, nei suoi precursori. [150] »

Questi dati suggeriscono che è possibile, anzi probabile, che codesto Regno messianico [151] e il Regno del Divin Volere siano la stessa cosa. Il Cielo ce lo conferma tramite Luisa Piccarreta, e più recentemente anche tramite don Gobbi.

Il 15 settembre 1922 Gesù si è rivolto a Luisa Piccarreta in questi termini:

– Gesù a Luisa Piccarreta: «Anelo ardentemente a che siano conosciuti gli effetti del mio Divin Volere. Da esso mi verrà la completa gloria della Creazione ed il compimento finale e definitivo della Redenzione. Oh, quanti effetti sono ancora sospesi, tanto della Creazione quanto della Redenzione, perché il mio Volere non è conosciuto, e non tiene il suo vero Regno nella creatura, e non regnando, la volontà umana resta sempre schiava di se stessa! » [152]

Il 22 novembre 1992 la Madonna ha parlato a don Stefano Gobbi in questo modo:

– La Madonna a don Gobbi: «In questa creazione, rinnovata da una perfetta comunione di vita col Padre, Gesù Cristo instaurerà il suo Regno di gloria, perché l’opera della sua divina Redenzione possa avere il suo perfetto compimento.  Lo Spirito Santo aprirà i cuori e le menti in modo che tutti possano adempiere il volere del Padre e del Figlio, così che sulla terra sia perfettamente realizzata la Divina Volontà, come in cielo. » [153]

Se questi messaggi sono di origine celeste – e come si fa a dire che non lo sono? – essi ci permettono di affermare che l’Era nuova che qui è annunciata garantirà il compimento definitivo della Redenzione. Stando ai messaggi, inoltre, questo compimento si realizzerà col trionfo del Divin Volere. La notizia è grandiosa, anche perché la descrizione di questa Nuova Era ci fa pensare al“Millennio felice”, il millennio di cui S. Giovanni ci parla all’inizio del ventesimo capitolo dell’Apocalisse. [154] Di fronte a questi annunci profetici, una domanda appare con sempre maggior frequenza: Quando inizierà questo Regno?

Le profezie, quelle autentiche, non offrono mai date precise, ma l’interpretazione accorta del loro senso nascosto può condurre a delle rivelazioni interessanti. Nel caso attuale un attento esame del loro contenuto permette di dedurre che l’inizio del Regno messianico coincide con l’inizio del settimo millennio della storia umana, il quale a sua volta corrisponde al terzo millennio della storia cristiana. Tutto questo fa parte del Piano di Dio. [155]

Continuando il ragionamento, visto che il terzo millennio cristiano è quello che l’umanità ha appena iniziato, vuol forse dire che il Regno messianico sta per cominciare? Certamente. Questo è quanto viene annunciato dalle profezie, le quali aggiungono che prima di entrare nel Millennio felice l’umanità dovrà subire una grande purificazione, senza la quale non le sarebbe possibile realizzare la felicità che di tale millennio è la caratteristica fondamentale.

Luisa Piccarreta ci informa che le persone che desiderano vivere nel Divin Volere già si possono mettere su questa via. Le porte del Regno del Divin Volere sono aperte a partire dal momento attuale. Grazie al ritorno sulla terra del Divin Volere, i dolori e le sofferenze che il Peccato originale ci ha lasciato in eredità non esisteranno più. Spariti! L’umanità potrà vivere la felicità per la quale Dio l’ha creata. La felicità si installerà ovunque come conseguenza della comunione degli esseri, una comunione resa possibile dal Divin Volere presente in tutti coloro che saranno sopravissuti alla Purificazione.

Quante sono le persone invitate a questo appuntamento? L’invito è per tutti, ma già si sa che alcuni l’accetteranno e altri no. Tuttavia, a coloro che accetteranno di essere presenti a tale appuntamento Dio darà la possibilità di recuperare i privilegi persi al momento della Colpa originale. Questo permetterà loro di realizzare il sogno dei sogni, quello di diventare Figli di Dio in pienezza.

2 - Il diritto di governare il Mondo. (J. De Parvulis).

Il diritto di governare il Mondo, a chi appartiene? A Dio o a Satana? Ai servi del Primo, o a quelli del secondo?

È evidente per noi che questo diritto non appartiene a Satana, ma a Dio. Dio Padre, creatore di tutto ciò che esiste nel visibile e nell'invisibile, ha il diritto legittimo di governare il Mondo. Ma Dio Padre affida questo potere a Dio Figlio, che per riscattarci dalla morte si è incarnato e ha offerto la sua vita sulla croce.

In passato, certo, il Mondo è sempre stato dominato dalle forze del Male. Due mila anni fa Gesù ha confermato che il “principe di questo mondo” è Satana, e ancor oggi le forze del Male trionfano tramite la complicità degli uomini che si mettono al loro servizio.

Questa situazione è forse da considerarsi normale e irreversibile? La risposta più verosimile è “no”. Non è possibile che Satana rimanga indefinitamente alla direzione del Mondo. Cristo ci ha strappati al potere delle tenebre sacrificando la sua vita. Dunque il Mondo futuro non apparterrà più a Satana, ma a Cristo. Il diritto legittimo di governare il Mondo è di Cristo.

Dove si trova la linea che divide questi due poteri, quello di Cristo e quello di Satana? La linea di divisione è determinata dalla Fine dei tempi. L’Umanità sta raggiungendo questa linea proprio oggi. La salvezza dell’uomo è ormai vicinissima.

La salvezza è Dio. Ed essendo Dio una Trinità, pare che la nostra salvezza assuma la forma trinitaria essa pure. In che modo? Vediamolo.

Già ho parlato del Nuovo Ordine Mondiale come di un progetto concepito da uomini senza Dio. [156] Il primo risultato prevedibile di tale sistema sarebbe una terza guerra mondiale, che come regalo ci lascerebbe in eredità un bel "Cavallo di Troia": la dittatura mondiale degli "Illuminati", seguita a più o meno breve scadenza dall’auto-distruzione totale.

A questo punto mi chiedo: “Potrebbe Dio permettere che l’umanità si auto-distrugga prima che il suo Piano sia completato?” È difficile pensarlo. Se noi consideriamo il Piano di Dio nel suo insieme, ci accorgiamo che all’epoca di Noè l’umanità è stata salvata fisicamente per opera di Dio Padre, e all’epoca della Redenzione è stata salvata spiritualmente per opera di Dio Figlio. È difficile credere che le tre divine Persone vogliano abbandonare l’umanità proprio adesso. I Profeti cristiani contemporanei dicono che la salvezza ci verrà ancora concessa, e aggiungono che questa volta, la terza, ci verrà concessa in maniera definitiva per opera dello Spirito Santo. In tal modo l’Umanità sarà stata salvata tre volte: la prima nei giorni del Diluvio (salvataggio fisico), la seconda nei giorni della Redenzione (salvataggio spirituale), la terza nei giorni dell’inaugurazione del Regno messianico (salvataggio totale).

Il vero “Nuovo Ordine Mondiale”, quindi, non è quello che l’uomo si prepara ma quello che Dio ci prepara. L’uomo troverà la salvezza in Dio, non in se stesso. E Dio, questa volta, vuole salvare l’Umanità in maniera definitiva. Si servirà di questo suo terzo intervento straordinario per instaurare nel mondo il Regno messianico, quello che S. Pietro descrive con le parole: “Regno d’amore e di verità, di giustizia e di pace”, e che la Chiesa ci suggerisce di invocare con la preghiera del Padre Nostro. I Profeti cristiani contemporanei affermano che Dio ha concepito questo Regno per permettere all’uomo di vivere nella felicità che esisteva nel Paradiso terrestre prima del Peccato originale. La Tribolazione che dovrà precedere la sua venuta non ha altro scopo se non quello di purificare la Terra in vista delle meraviglie che l’aspettano.

Conseguentemente, anche se le dodici famiglie dell’anti-Chiesa, i sedicenti Illuminati, riusciranno per un po’ a dirigere il mondo, la loro supremazia non durerà più di quel tanto. È possibile che duri il tempo di una sequenza triplice, fatta un po’ all’immagine di quei “tre giorni” durante i quali Gesù è rimasto nella tomba. Alla fine, come Cristo è risuscitato glorioso, così dovrebbe accadere al suo Corpo mistico, la Chiesa. E con la Chiesa dovrebbe risuscitare l’intera Umanità. Il Regno di Dio dovrebbe iniziare sulla Terra con questa generale risurrezione.

Chi volesse saperne di più su questo argomento, e magari subito, lo può fare leggendo le profezie di Isaia nei passi intitolati La nuova Creazione. Lo stesso argomento è pure trattato da S. Giovanni in quella sezione dell’Apocalisse che nella Bibbia ha per titolo: Il Millennio felice. [157] Altre descrizioni provengono dai mistici contemporanei, soprattutto quelli più recenti, presentati e discussi in questo libro. Tra questi figurano: Maria Valtorta, Vassula Ryden, Mgr Ottavio Michelini, JNSR, don Stefano Gobbi, Françoise, Marie Sevray, Luisa Piccarreta. Il profeta Amos dice: “Il Signore non fa nulla senza prima svelare la sua idea ai suoi servitori, i profeti” [158]

Maria Valtorta. [159]

Messaggio del 16 agosto 1943, preso nell’opera “I Quaderni del 1943”, di Maria Valtorta, p. 135.

– Gesù dice a Maria Valtorta: «Il mio regno non è di questa terra, secondo quanto vuol dire regnare sulla terra. Ma è Regno della terra. Poiché Io sulla terra avrò regno. Regno palese e vero, non solo spirituale quale è ora, e di pochi. L’ora verrà in cui sarò Re solo e vero di questa terra che ho comperata col mio Sangue, della quale sono stato creato Re dal Padre, con ogni potere su di essa. »

Messaggio del 18 novembre 1943, preso nell’opera “I Quaderni del 1943”, di Maria Valtorta, pp. 565-6. 

– Gesù a Maria Valtorta: «Continuo a parlare ai miei precursori, a coloro che col loro olocausto preparano le vie del Signore e evangelizzano senza altra forma che non sia quella della loro vita santa. Gioite, o miei servi fedeli, che non vi accontentate di salvare la vostra anima ma vi offrite perché la Luce vinca sulle Tenebre e la salvezza sia data a molti che ora di essa non sono ansiosi. Quando sarà la mia ora non sarò solo a regnare. Voi sarete con Me. Fin da questa terra sarete con Me durante il mio Regno d’amore e di pace. Non ve l’ho forse promesso che voi sarete dove Io sarò, e che avrete un posto nel mio Regno? Come dignitari di una reggia, i vostri spiriti mi saranno corona sulla terra, servendomi come luminosi ministri, e erediteranno quel possesso della terra che Io ho promesso ai mansueti, e che diverrà possesso dei Cieli quando la Terra più non sarà.

Maria Valtorta

Mistica italiana, autrice dei volumi:

L’Evangelo come mi è stato rivelato,
e di altre opere dette “minori” fra le quali i tre volumi intitolati: I Quaderni”.

 

Molto prima di quell’ora, o voi, giusti, possederete il Cielo. Esso sta già aperto a ricevervi nell’ora del vostro transito fuori dal carcere attuale. Ma allora [dopo il Giudizio ultimo, ndr] sarà possesso fulgido, completo, cognito a tutte le creature, assunzione della gloria anche della vostra carne con la quale avete conquistato il Cielo facendo di essa il principale strumento di sacrificio per fedeltà al vostro Dio.

Vincitori di Satana che la carne ha corrotta, vincitori del senso che in voi si agita per eredità di peccato e per aizzamento di Satana, possederete l’Universo insieme al vostro Dio e sarete specchi di Dio che apparirà in tutto il suo splendore nelle vostre carni glorificate. Simili al Padre sarete, o figli santi. Simili a Gesù, Figlio mio santissimo. Simili a Maria, Regina nostra. Del Padre avrete la somiglianza intellettiva, e dei due gloriosissimi Viventi in Cielo la somiglianza umana. E poiché avere l’Intelletto è come avere la Parola e l’Amore, e dove è Uno sono i Due altri della Triade perfetta, voi avendo la somiglianza del Padre sarete possessori di quella Perfezione che fece l’uomo simile a Lui, e lo elesse per figlio.

Prima di quell’ora sarete i dignitari del mio Figlio. Vedrete il miracolo d’amore di una Terra immersa nella pace e volta ad udire Dio. Conoscerete quale sarebbe stato il vivere dell’uomo se non avesse avvilito se stesso col connubio di Satana. Non sarete defraudati di quest’ora [il Regno messianico, ndr], o amorosi seguaci dell’Amore fatto carne”.

Messaggio del 27 agosto 1943, preso nell’opera “I Quaderni del 1943”, di Maria Valtorta, p. 288. 

– Gesù a Maria Valtorta: «Anche nell’Apocalisse pare che i periodi si confondano, ma non è così.  Sarebbe meglio dire: si riflettono nei tempi futuri con aspetti sempre più grandiosi. [160] Ora siamo al periodo che Io chiamo: dei precursori dell'anti-Cristo. Poi verrà il periodo dell'anti-Cristo che è il precursore di Satana. Questo sarà aiutato da manifestazioni di Satana: le due bestie nominate nell’Apocalisse. Sarà un periodo peggiore dell’attuale [1943 = seconda guerra mondiale, ndr]. Il Male cresce sempre più. … L’epoca anticristiana assurgerà alla massima potenza nella sua terza manifestazione, quando vi sarà l’ultima venuta di Satana. »

Françoise. [161]

Messaggio del 13 ottobre 1997.

Gesù dice a Françoise: “I miei angeli sono al lavoro per unire e santificare i miei, quelli che devono appartenermi per l’eternità. Satana, lui, sta facendo cadere il più grande numero possibile di anime per segnarle col suo sigillo diabolico. Si tratta di un combattimento vero e proprio tra la luce e le tenebre. Maria apparirà presto, e col suo sguardo spazzerà via il male che rimane sulla terra. Satana sarà obbligato a ubbidirgli, e sarà cacciato. Resteranno sulla terra i piccoli, quelli che hanno sempre voluto il bene, la giustizia, l’equità, e che hanno messo Dio al primo posto.”

Don Stefano Gobbi.

Messaggio MSM del 13 ottobre 1990.

La Madonna dice a don Gobbi: «È vicino il Regno glorioso di Cristo che si stabilirà tra voi con la seconda Venuta di Gesù nel mondo. È il suo ritorno nella gloria. È il suo glorioso ritorno per instaurare tra voi il suo Regno, e riportare tutta l’umanità, redenta dal suo sangue preziosissimo, allo stato del suo nuovo Paradiso terrestre. »

Messaggio MSM del 1 gennaio 1995.  

La Madonna a don Gobbi: «Si avvicina il momento di un rinnovamento universale. Satana sarà sconfitto. Il potere del male sarà distrutto. Gesù instaurerà il suo glorioso Regno fra voi, e saranno così formati i cieli nuovi e la terra nuova. »

Marie Sevray.

– Gesù a Marie Sevray: «Alla Fine dei tempi [162] (...) Io mi riporto al Principio, e prima di chiudere il Tempo voglio come esaurire tutti i miei poteri di Creatore! Ci sarà un rinnovamento magnifico, come uno splendido concerto universale, ogni anima che dice la sua nota, quella che gli avrà insegnato lo spirito di Luce e d’Amore, lo spirito delle divine trasformazioni. Magnifico periodo di pace! Tutto sulla terra mi darà gloria! Ogni creatura mi dirà sulla terra ciò che i miei eletti mi dicono in Cielo!» [163]

Mgr Ottavio Michelini.

Messaggio del 21 giugno 1978.

– Gesù dice a Mgr Michelini: «Figlio mio, ti confermo ancora una volta l’ora della purificazione, dopo la quale ci saranno dei cieli nuovi, una terra nuova, ed una Chiesa nuova. Evidente apparirà l’intervento decisivo di mia madre, Regina delle vittorie, come pure la mia gloria ed il mio potere, potere e gloria di vero Dio e di vero Uomo. Un’era nuova avrà corso nella storia dell’umanità. » [164]

Vassula Ryden. [165]

Messaggio del 1998.

– Gesù dice a Vassula: «Come un tempo l’ho detto davanti a tutti, lo ridico ora: giorno verrà – e detto giorno è vicino – in cui il vostro spirito sarà in cielo a glorificare la nostra Santità trinitaria, anche se voi sarete tra gli uomini. Mentre il vostro corpo si muoverà tra gli uomini, la vostra anima ed il vostro spirito, catturati nella mia Volontà e pieni della nobiltà della mia Luce, saranno paragonabili a quelli angelici. Vi troverete a cam-minare nell’Eden, in Paradiso, tra i miei angeli e i miei santi, perché la vostra unione con Me sarà completa.

Ah! Noi gioiremo nel riconoscerci in voi. Avrete in voi l’immagine del Dio mai visto, e Noi contempleremo in voi il Cielo. Il fatto di possederci vi renderà capaci di vivere quella vita che Noi ci aspettavamo da voi, una vita che raggiungerà la conoscenza più completa della nostra Divina Volontà, e questo grazie ad una saggezza e ad una comprensione spirituale perfette.

La vita che vivrete, carissimi figli – voi che siete stati creati per le nostre Corti imperiali – sarà secondo il mio Pensiero sotto tutti gli aspetti. Vi santificherò, e sarete capaci di essere assolutamente devoti.

Anche se tutte queste cose sono già state annunciate nel Messaggio di Verità, pochissimi tra di voi hanno compreso la mia Parola. Oggi il mondo sente, ma non comprende. Vede, ma contempla delle immagini che non gli dicono niente. » [166]

Queste parole descrivono la parte conclusiva della Settimana universale, che è il Piano divino di Salvezza. Detto Piano ci appare composto di tre parti distinte: Creazione, Redenzione, Santificazione. Dette parti sono allacciate, solidari tra loro, e fanno pensare inevitabilmente al Padre, al Figlio, ed allo Spirito Santo. La parte finale, la terza, è quella che ora ci riguarda maggiormente, perché Dio la sta annunciando come imminente, e perché oltrepassa in bellezza tutto ciò che poteva essere immaginato fino ad oggi. Si tratta, nel Piano di Salvezza, del Paradiso terrestre finale, la parte conclusiva del Piano stesso. (Vedere anche, in appendice, le ultime cinque pagine del testo intitolato: "L'anti-Cristo nel suo tempo").

JNSR. [167]

Messaggio del 20 luglio 1997.

– Gesù dice a JNSR: «Dopo l’evangelizzazione del mondo, allora scenderò dai Cieli, ed il mio Nome sarà cantato anche dagli uccellini nel loro nido. La natura intera canterà il mio Ritorno glorioso. Il Vento d’Amore è già alle porte. Ecco che vengo. Amen. »

Messaggio del 28 novembre 2001.

– Gesù dice a JNSR: «Il giorno in cui verrò non aspettatevi di vedermi qui o là. Sì, vi verrà detto: l’ho visto, è nel tal posto. No. Vi ripeto che verrò dalle altezze del mio Cielo di gloria. Tutti mi vedranno. Nulla è impossibile a Dio.

La Purificazione è iniziata. Accettate la mia Croce che, unita alla vostra, vi salverà, e salverà tutti quelli che vi sono cari, perché lo sono ancora più a mio Sacro Cuore. Allora verrò a dire ad ognuno: “Vengo nella mia santa gloria. La tua vita mi appartiene. Se mi segui, cammineremo insieme affinché il mondo comprenda il valore che do ad ognuno, perché voglio salvare questo mondo con ciascuno di voi”.

Il salvataggio della vostra Terra è un affare familiare. Il Padre ve l’ha data in eredità. È adesso che gliela dovete rimettere, nella sua santa mano, bella, pulita, innocente soprattutto, perché il Male l’aveva trasformata in una massa informe e sporca. Allora i figli del Padre si metteranno al lavoro, guidati da Gesù, il Figlio unico del Padre che scende ad aiutare tutti i suoi fratelli in Dio per rimettere questa Terra bella quanto Dio ve l’aveva data all’origine.

Metterò nei vostri cuori tanto amore, tanta forza, e lo Spirito Santo vi darà tanto ardore nella fede, nella speranza, nella carità che i vostri cuori si gonfieranno come le vele di un veliero di competizione, e che voi trasformerete la vostra Terra in un giardino più bello dell’Eden. Terra nuova di Dio e degli uomini. Di che annientare l’orgoglio di Satana a cui non sarà più concesso di venire a prendervi a tradimento. L’avrò respinto in fondo all’inferno, dove si batterà coi suoi accoliti; non vi ho detto con le ‘mie anime’.

Gli uomini avranno acquistato una tale bontà, una tale intelligenza, che la pace di Dio risiederà su tutta la Terra. Non ti ho detto che non mi vedrete in mezzo a voi. Dio è ovunque. Come potrà il mio Amore scegliere un’anima? Siete tutti in Me come sono tutto in voi. Sì, mi vedrete, mi toccherete. Quando? Fra poco. Verrò nei prossimi giorni, dopo l’Evangelizzazione totale della Terra. Siete giunti ai tre quarti. Non voglio venire senza che mi si speri e mi si chiami: ‘Vieni, Signore Gesù’! La sera scende su tutta la Terra. La ricopre e la ricoprirà ancora con molte sofferenze, pene, lacrime.

Fatemi conoscere! Vi chiedo di unire le vostre forze, e di continuare a costruire la mia strada di Croci gloriose, di Croci d’amore a migliaia, e su tutta la Terra. Il canto delle Croci d’amore si alzerà verso Dio che vede la luce di queste Croci che lo chiamano, le braccia tese da est a ovest: “Vieni, Signore Gesù”! Allora, quando vedrò i cuori dei miei figli, i figli del mio Divin Cuore e della mia Croce luminosa, chiamarmi come fecero i miei beneamati Apostoli in mezzo alle onde scatenate: “Aiuto! Senza di Te, Signore, ci anneghiamo!”. Allora verrò. Perché non ci sarà più orgoglio umano nei loro cuori. I miei figli si riconosceranno piccoli e deboli senza il loro Dio: “Aiuto, Signore! Senza di Te la Terra muore!” Allora verrò. Sarà tempo di tornare, ritornare per ristabilire l’ordine e la pace nel mio Amore infinito. Verrò come un ladro che agisce in premura perché sta per spuntare il Nuovo Giorno. Già l’orizzonte cerca la luce. Il giorno che Dio si è scelto sta arrivando. Giorno di gloria, di pace, di gioia sulla Terra come in Cielo. Amen. »

Luisa Piccarreta. [168]

Messaggio del 21 settembre 1923.

– Gesù dice a Luisa: «Per questo Regno... tutto è pronto. Tutto è preparato. Non rimane altro da fare che aprire le sue porte, e farlo conoscere affinché l’uomo ne prenda possesso. »

3 - Il Regno messianico annunciato dall’ODS. [169]

Gesù verrà sulla Terra una seconda volta, non più per soffrire, ma per “regnare”. Il suo Regno terrestre sarà un anticipo di quello celeste. [170]

Quando Gesù è venuto la prima volta non è stato accolto dai suoi. I dottori della Legge ebraica e i capi del Popolo ebraico comprendevano il significato letterale delle Scritture sacre, ma non lo spirito. Di conseguenza essi aspettavano un Messia politico, nazionalistico, non un Messia spirituale e universale. Come hanno trattato Gesù? Hanno costretto i Romani a crocifiggerlo.

Noi, cristiani, popolo eletto della Nuova Alleanza, siamo forse migliori degli Ebrei, popolo eletto dell’Antica Alleanza? Siamo forse più istruiti in senso spirituale? Pare di no. Stiamo ripetendo lo stesso errore commesso due mila anni fa dai sinedristi ebraici. I nostri “grandi” della teologia non sanno leggere lo spirito dei testi biblici che parlano della Venuta intermedia di Gesù, e rifiutano tutto quello che riguarda la Parusia intermedia. Si direbbe che l’idea di vedere riapparire Gesù li mette in imbarazzo. Dovrebbero preparare il popolo all’incontro col Signore, e non lo fanno. Non entrano nel Regno messianico, e fanno di tutto per impedire anche agli altri di entrare. [Mt 23, 13]

Fortunatamente i carismatici, quelli veri, obbediscono agli ordini del Cielo. Essi annunciano senza paura il Ritorno glorioso di Cristo. Questo fa sì che coloro che ostruiscono l’ingresso del Regno messianico sono ora costretti a tirarsi in disparte per lasciar via libera a chi vuol passare.

Messaggio ODS del 17 giugno 1997. Imminenza della Parusia intermedia…

– La Madonna dice: «Dovete avvertire il mondo che il ritorno di mio Figlio è imminente…»

Messaggio ODS del 24 agosto 1999. Questo messaggio parla di “Anno zero”. Ci fa pensare al messaggio del 25 maggio 2000, sempre dell’ODS, dove Gesù afferma che la clessidra della storia sarà capovolta perché l’Umanità è matura per un nuovo inizio. Gesù parla così dell’ “Anno zero”:

 – Gesù dice: “Sposa cara, questo è un tempo assai significativo. Si appressa l’Anno zero dell’umanità. È un momento di svolta, un momento di grande cambiamento”.

Messaggio ODS del 22 novembre 1999. I Profeti cristiani contemporanei dicono che in occasione della Venuta intermedia di Gesù tutti gli esseri umani presenti sulla terra vedranno Gesù risorto, Gesù glorioso, Gesù Cristo nei suoi magnifici abiti regali. C’è chi ama Gesù e non vede l’ora di incontrarlo, e c’è chi preferirebbe non incontrarlo mai. Coloro che non ci tengono proprio ad incontrare Gesù, dicono: “Il Signore ha detto che nessuno può sapere il giorno e l’ora del ritorno di Gesù”. Alle persone che dicono questo, Gesù risponde questo.

– Gesù dice: «Così è, ma quando i miei discepoli mi interpellarono il tempo era ancora lontano. Ora tutto è mutato. I tempi grandi ed unici sono giunti. Sono questi nei quali vivete. Il momento esatto resta nascosto, ma Io continuo a ripetere con parole, con segni e con opere che esso è giunto. … Perché gli uomini chiudono gli occhi davanti all’evidenza, e gli orecchi al mio annuncio?» 

Messaggio ODS del 9 febbraio 2000. Vi trovate alla vigilia del mio grande ritorno.

– Gesù dice: «Eletti, amici cari, vengo in gloria e potenza per liberarvi da ogni schiavitù… Sposa amata, vengo in un mondo che di me si è dimenticato, non mi cerca, non mi desidera, non mi chiama. Ricorda le parole che dissi un tempo: quando tornerò, troverò la fede? C’è ora la fede sulla terra? Essa è andata sempre più scemando dai cuori, lasciandoli vuoti, aridi, senza calore. Questo la madre mia intese dire a Fatima. Preannunciò questi tempi di grande aridità, di gelo profondo, di smarrimento totale allorché disse che solo in pochi luoghi sarebbe rimasta la fede. Amata sposa, il mondo non mi cerca, non mi chiama più, non mi vuole. Tutto questo accade alla vigilia del mio grande ritorno, non più come fragile bambino, non più come piccolo tremante in fasce, ma come Re di gloria e di potenza. Quando salii al Cielo tra gli occhi attoniti dei miei amici, i miei messaggeri dissero: “Tornerà un giorno colui che è salito al Cielo. Così com’è andato tornerà, e tutti lo vedranno”. Il mondo non vuole capire che ora il giorno è vicino, non sa la grandezza di quel giorno unico e meraviglioso. Questo fatto grandioso, meraviglioso, unico, lo sto annunciando da molto. Desidero trovare tutti pronti ad accogliermi, pronti col cuore pieno di gioia e d’emozione. »

Messaggio ODS del 15 febbraio, 2000. Il Regno di Dio si avvicina a grandi passi.

– Gesù dice: «Sposa amata, l’universo intero annuncia la mia venuta. … Amata, i miei messaggi d’amore preannunciano questo avvenimento unico meraviglioso, unico irripetibile, unico definitivo. È come se dicessi con parole semplici: uomini della terra venite tutti nella mia città di luce e d’amore, venite tutti perché ho preparato un posto sublime per ognuno di voi. Venite nella mia città. In essa non c’è più il dolore ma solo gioia, non c’è più guerra ma grande armonia e pace, non c’è più alcun problema, e nessuna schiavitù. ».

Messaggio ODS del 24 marzo, 2000. Quanta gioia per gli amici di Gesù, ma quanto turbamento per i suoi nemici!

– Gesù dice: «Io verrò, verrò improvvisamente sulla terra. Non aspettato. Non desiderato. Verrò, e la mia luce sarà abbagliante. Gli amici cari gioiranno. Il loro cuore esulterà, ma resteranno turbati profondamente gli operatori di iniquità che già gridavano: “Pace e sicurezza senza Dio”, facendo dell’uomo un dio… Quando si dirà: “Pace e sicurezza”, ed il mondo crederà di avermi tolto di mezzo, allora apparirò splendente di luce, sfolgorante di splendore, e verrò a prendere gli eletti dai quattro angoli della terra. Essi saranno il mio amato popolo ed Io il loro Dio per sempre. » [171]

Messaggio ODS del 7 maggio, 2000. Gesù parla ancora della sua Venuta intermedia, e ci chiede di annunciarla.

– Gesù dice: «Tutti mi vedranno apparire nel Cielo. Come gli angeli hanno preannunciato, Io ritorno con potenza e gloria per fare nuove tutte le cose, e regnare come il più grande Re. Non continuate a pensare che Io venga solo nei cuori. Vengo visibilmente, e presto tutti mi vedrete! Preparatevi, amici cari, preparatevi e gioite. Il tempo è questo nel quale state vivendo. Annunciate con coraggio il mio ritorno affinché nessuno si faccia sorprendere impreparato e nel sonno. Voglio trovare cuori ardenti e palpitanti d’amore per me. »

Messaggio ODS del 14 maggio, 2000. Dio mantiene sempre le promesse che fa.

– Gesù dice: «Sposa amata, rasserena chi trema, chi geme, chi attende. Rassicura tutti dicendo: “Gesù viene, sta venendo prima di quanto si creda, prima di quando si aspetti, perché se il mondo vuole fare a meno di lui, Egli non si è dimenticato delle grandi promesse fatte, e le manterrà tutte. »

Messaggio ODS del 16 maggio, 2000. La stupenda festa preparata da Dio Padre è pronta.

– Gesù dice: «Un padre amoroso un giorno preparò una grande festa nel suo palazzo, e molti doni da distribuire ai suoi figli. Chiamò questi uno ad uno, con invito personale, dicendo ciò che aveva preparato. Essi dovevano fare solo la fatica di recarsi alla festa ed avrebbero avuto tutto. Alcuni corsero e videro le cose meravigliose che il padre aveva preparato. Si gettarono ai suoi piedi, lo benedirono, lo ringraziarono. Altri invece indugiarono titubanti, preferendo i godimenti vani, e così persero un tempo prezioso. Il padre attese, attese, attese. Alla fine disse ai servi: “Chiudete le porte. Chi non si è deciso a venire fino a questo momento non lo farà più”. I servi chiusero le porte del palazzo, ed alcuni figli rimasero fuori senza più speranza.

Amata sposa, questo Padre amoroso sono Io, Gesù. La festa è pronta per tutti, ma molti figli sono ancora fuori. Ho dato l’ordine di chiudere tutte le porte perché il tempo è giunto: ognuno si affretti perché l’ordine è già stato impartito ai servi. C’è solo il tempo stretto che serve per chiudere le varie porte del grande palazzo. Lo sappia bene il mondo, e si prepari. »

Messaggio ODS del 25 maggio, 2000. La grande clessidra della storia sarà capovolta.

– Gesù dice: «Sposa amata, ancora una volta, l’ultima, chiamo a me con voce possente l’intero genere umano. Tutto il mondo sentirà e capirà. Voglio che anche gli estremi confini della terra sentano il mio richiamo d’amore. Questa sarà l’ultima fase, la più grande e decisiva. Anche i sopiti, i superficiali, i distratti sentiranno la potenza del mio richiamo. Nessuno potrà dire: “Nulla ho capito perché nulla ho sentito”.

Sentirai, amata sposa, che tremendo rimbombo! Pensa ad un forte tuono che all’improvviso scuote cielo e terra e fa destare le popolazioni intere. Ognuno si affaccia alla finestra. Tutti accorrono sui balconi. Il cuore trema. Ecco, voglio che il risveglio sia generale, e che tutti capiscano che ciò che avviene non è opera d’uomo ma di Dio offeso e dimenticato, Dio creatore di tutto, Dio salvatore di ogni uomo, Dio Spirito d’Amore che non vuole perduta una sola anima…

Amata, ripeti alle anime che seguono il cammino di luce che possono donare ancora molto ai fratelli nel buio, fino al momento del mio “Basta”. Ecco, allora tutto si fermerà, e la grande clessidra della storia sarà capovolta. Farà scendere il primo nuovo granello. Del passato nulla resterà, nulla si ricorderà, perché Io avrò fatto nuove tutte le cose. »

 

La clessidra sarà capovolta

Messaggio ODS del 27 maggio, 2000. Prima, seconda, e terza Parusia.

– Gesù parla a sua Madre, e le dice: «Rallegrati, Madre santissima: … Il mistero nascosto da secoli e millenni ora viene palesato, e tutti ne conosceranno l’essenza. La mia prima Venuta sulla Terra è stata l’inizio, la mia seconda sarà la continuazione, la terza la conclusione. »

Messaggio ODS del 28 maggio, 2000. I razionalisti dicono: “Nelle Scritture non si parla mai di una Venuta intermedia di Gesù”.

– Gesù risponde: «Oggi, amata sposa, sono molti a scrutare nelle Scritture per capire il senso del tempo presente. Molti di costoro non capiscono ciò che più volte dico palesemente, che cioè tornerò. Tornerò non solo nell’ultima Venuta finale e conclusiva, ma ci sarà una Venuta intermedia precedente. I miei amati piccoli che hanno il cuore nel mio Cuore e palpitano del mio stesso amore, mi attendono perché tutto hanno compreso alla mia luce. Si preparano di giorno in giorno con un’adorazione continua, con una dedizione completa. I razionalisti, senza la mia luce ma solo con la loro propria, non mi attendono, non si preparano. Ripetono: “Non si parla mai nelle Scritture di una Venuta intermedia”. Essi non saranno pronti al mio ritorno, e non potrò dare loro i doni sublimi che ho preparato per chi si è lasciato avvolgere dalla mia luce, ed ha cercato tutto da me. » 

Messaggio ODS del 29 maggio 2000. Ultimo appello…

– Gesù dice ancora: «Ecco, ora chiamo a me con voce possente tutti i miei figli. Come un padre che desidera rimettere ordine nella sua casa e richiamare tutti al loro dovere. Questo è il mio ultimo appello. Ciascuno vi può rispondere oppure no, perché è libero. Chi risponderà subito avrà il perdono e la gioia per sempre. La sua vita diverrà un meraviglioso sogno che mai immaginava di vivere. Ma guai, sposa amata, guai a chi non vuole darmi risposta, e dopo essersi ribellato continua a farlo, continua a girarmi le spalle! Porto al mondo il mio perdono, sposa amata, ma porto al mondo anche la mia giustizia, la perfetta giustizia alla quale nessun ribelle può sfuggire. »

Messaggio ODS di del 21 aprile 2000. Si tratta di un incontro d’amore tra Dio e l’uomo.

– Gesù dice: «Ogni uomo della terra tra non molto vedrà il mio volto, e tutto cambierà. Beato colui che non ne sarà sconvolto perché si è preparato con cura al meraviglioso incontro d’amore. »

Messaggio ODS del 30 maggio, 2000. L’occasione è unica…

– La Madonna dice: «Oggi mio Figlio mi ha detto: “Madre santissima, si affrettino i figli a percorrere la via luminosa che indico. Si affrettino senza perdere un solo istante. Tutto avverrà con massima rapidità. Il cambiamento sarà repentino come durante una splendida giornata di sole, quando in un baleno si addensano nubi da ogni parte del Cielo e si scatena una forte pioggia che non lascia scampo. Oggi è tempo di grazia e di misericordia. Nel Cielo brilla un magnifico sole. Domani potrebbero già addensarsi da ogni parte le nubi della mia perfetta giustizia. Oggi offro il perdono. Colgano tutti questa meravigliosa occasione, perché al tempo di grazia segue quello di giustizia perfetta”. 

Queste le parole sublimi di mio figlio Gesù. Vedete quant’è grande il suo amore! Non vuole condannare nessuno ma salvare tutte le anime. Siate decisi nel bene. Io sono con voi e vi amo immensamente. Maria santissima. »

Negli ultimi decenni molte sette diaboliche si sono messe a predicare che sta per venire la “Fine del mondo”. È una bugia enorme, nata da un errore di interpretazione del Piano di Dio. Detto Piano è semplice da capire per chi conosce lo schema della Settimana universale, e vi aderisce, ma oggi esistono molti presunti conoscitori della Bibbia che non conoscono questo schema, oppure lo rifiutano. Detto schema ci permette di affermare che la Fine dei tempi arriverà immediatamente prima del Millennio felice, mentre invece la Fine del Mondo arriverà subito dopo. Possiamo dunque affermare con sicurezza che  questi due eventi (Fine dei tempi e Fine del mondo) sono due cose distinte. Esse non sono da confondere, anche se si assomigliano, avendo ciascuna uno scopo diverso. La Fine dei tempi ha per scopo di rinnovare la Terra e l’Umanità in vista del Regno messianico che Gesù verrà ad instaurare, mentre la Fine del mondo avrà per scopo di mettere un termine definitivo all’esistenza umana. Di conseguenza, la Fine dei tempi non comporta la distruzione del mondo ma soltanto la distruzione del male che da sei millenni lo tormenta.

Oggi ancora Dio ci parla attraverso i suoi strumenti. Ci avverte che per noi è necessaria una purificazione. Sotto certi aspetti questa purificazione apocalittica assomiglierà a quella del Diluvio universale. Anche a noi, come a Noè, Dio manda un previo avvertimento, contenente le istruzioni su cosa fare per trovarci preparati.

Come la disinfezione di un ascesso presente sul nostro corpo fisico comporta delle sofferenze, così sarà per la disinfezione dei numerosi ascessi presenti sul nostro corpo sociale. La purificazione sarà dolorosa, ma solo per coloro che non vorranno accettarla a causa del male al quale si sono radicalmente votati.

Messaggio ODS del 20 giugno 2000.

– Gesù spiega:  «Non sarà la Fine del mondo, ma sarà la fine di un mondo vecchio. Non sarà la conclusione della storia ma di una fase lunga e dolorosa della storia, che ha visto l’uomo ribellarsi a Dio come mai in precedenza. … Eletti, amici cari, siete i miei strumenti d’Amore. Andate per il mondo a portare la mia parola. Testimoniatemi davanti agli increduli. Siate gioiosi perché servite me. Ecco, è entrato il nuovo tempo, quello del grande rinnovamento. Come quando vedete sull’albero crescere le nuove gemme e dite “Ecco, è giunto il tempo nuovo”, così vedendo i germi della nuova terra siate pieni di viva speranza. Anche se ogni rinnovamento porta prima un po’ di disordine, poi vedrete compiute le meraviglie del mio Amore. »  [172]

Messaggio ODS del 27 giugno 2000. Oggi quasi nessuno attende Gesù. Questo capita proprio quando “l’atteso dalle genti”dovrebbe essere atteso da tutti.

– Gesù dice:  «Il mondo non mi attende. Il mondo grida “Pace e sicurezza” senza di Me. Ma Io verrò all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, un fulmine che colpisce e scompare. Verrò come luce sfolgorante che abbraccia tutti i suoi figli amati. » [173]

Messaggio ODS del 12 luglio 2000. Non turatevi le orecchie quando vi parlo. Sono Gesù, colui che vi ha redenti.

Gesù dice: «Nessuno parla apertamente del mio ritorno. Voi, amati fedeli, tutti miei, gridatelo sulle piazze. Non abbiate paura di parlare. Ognuno sappia che il meraviglioso evento è vicino, imminente, e si prepari. Ho avvertito in tempo ogni invitato. Ho mandato i miei messaggeri ovunque, ma non sono stati creduti. Ho sentito ripetere: “La Rivelazione è conclusa con Gesù, e nulla di nuovo si può aggiungere”. … Non è proprio così: Io, Io Gesù, voglio parlare ancora agli uomini per annunciare i nuovi eventi prima che essi si compiano. Ho parlato per bocca di Paolo, mio figlio diletto. Ho detto: “Non spegnete lo Spirito! Ascoltate sempre la sua voce!” Così dicendo ho voluto far capire che Io, Io Gesù, non ho parlato una volta per tutte, ma che sono sempre in dialogo intimo con le mie creature predilette. » 

Messaggio ODS del 16 luglio, 2000. Anche la Madonna ci parla dell’ “Anno zero”.

– La Madonna dice: L’Anno zero è ormai giunto, e dovrà accadere ciò che gli uomini hanno voluto”.  

Messaggio ODS del 29 luglio 2000. Splendido cambiamento per chi lo merita…

– Gesù si esprime: «Ho detto a me stesso: grandi cose mi sto preparando ad offrire alle mie creature predilette, ma molte di queste non sono affatto pronte ad accoglierle. Mando quindi nel mondo la creatura più bella, quella più santa, più amabile, affinché agisca sui cuori umani. Ho mandato la mia Madre santissima. Ella parla ai suoi figli, prega con loro, li aiuta a percorrere il tratto così decisivo del proprio cammino. Sposa amata, quale figlio non ascolta le parole di una Madre così amorosa? Solo un figlio stolto e ribelle che non pensa al suo bene ma prepara la sua rovina. La dolcissima Madre opera con la mia potenza. Ella vuole stringere al suo cuore meraviglioso ogni figlio, e vuole che nessuno si perda. Ogni giorno appare visibilmente, ogni giorno si fa sentire in modo percettibile. Già la terra tutta dovrebbe bruciare d’amore e di desiderio del mio ritorno, ma vedo ancora tanti cuori gelidi ed impreparati. E l’ora del mio ritorno è vicina. Essa non può essere spostata più in là. Tornerò, tornerò presto, sposa mia, come più volte ti ho detto. Tornerò presto, e la mia luce abbaglierà il mondo. Ma non accoglierò tutti. Accoglierò soltanto i preparati, quelli dal cuore ardente per me. »

– Gesù prosegue: «Il mondo deve prepararsi al cambiamento. Che lo voglia o che non lo voglia, il grande cambiamento ci sarà; vuole o non vuole, Io ritornerò con potenza per regnare sulla terra come il più grande Re. Che lo voglia o che non lo voglia, i fatti si succederanno in rapidissima sequenza. Chi si è preparato godrà e capirà che ciò che accade non è opera umana ma divina. È opera mia. Porta il mio messaggio d’amore al mondo. Guai a chi indugia e non si prepara. Guai a chi vive come se nulla fosse, perché in un solo attimo tutto accadrà! »

– Gesù continua: «In questo grande momento storico i santi messaggeri sono dovunque. Essi annunciano le mie meraviglie che già si stanno dispiegando. Da anni sto preparando gli uomini della terra ad un cambiamento unico e repentino come mai c’è stato nella storia umana. Amata sposa, in parte ho rivelato ciò che accadrà di splendido, e in parte l’ho taciuto, perché voglio fare ai miei prediletti una grande sorpresa. »

Messaggio ODS del 1 agosto 2000. Si appressa l’ “Alba del terzo millennio”.

– Gesù dice: “Ecco, amati, si avvicina l’alba del terzo millennio, alba nuova, magnifica, luminosa come mai ce n’è stata in precedenza. Figli amati, i dubbiosi si chiedono perché proprio in questo tempo deve accadere ciò che mai è avvenuto in passato. Figli cari e tanto amati, il Padre santissimo ha deciso che tutto deve avvenire proprio ora. Non è quindi la decisione di un uomo, ma quella di Dio”.

– Gesù dice: “Ancora poco manca. Ripetilo al mondo, e con decisione. Poco manca ad un grande cambiamento, non operato da uomo ma da Volontà divina. Lo sappia bene il mondo, perché la mia luce non lo sorprenda improvvisa, e nessuno abbia più scampo. Amata sposa, ognuno capisca che misericordia si accompagna sempre in me a giustizia, ma se la prima non viene accolta resta implacabile la seconda”.

Messaggio ODS del 12 agosto 2000. Il progetto d’amore concepito per noi dal Creatore è in tre fasi.

– Gesù dice: «Il mio progetto d’amore per l’umanità si svolge in tre fasi: la mia prima Venuta sulla terra è stata per redimere le anime, la mia seconda Venuta è per la restaurazione delle cose, la mia terza Venuta è per la conclusione di tutta la storia umana che avverrà con il Giudizio universale. »

Messaggio ODS del 4 settembre 2000. Come nella parabola delle dieci vergini…

– Gesù dice: «Pensa, amata, alle vergini sagge e a quelle stolte. Queste ultime trovarono le porte chiuse, e rimasero fuori perché insipienti. Così le anime stolte di questo tempo resteranno fuori, e busseranno dicendo: “Fateci entrare! Fateci entrare!”. Ma Io, Io Gesù, dirò: non vi conosco! Dico alle anime di tutto il mondo: indossate la veste candida che il mio amore vi porge. Nessuno può entrare nel mio Regno di pace e d’amore se non la indossa. [174] Occorre affrettarsi perché le porte si stanno chiudendo. »

Messaggio ODS del 5 giugno 2005. Tutto avverrà in modo inaspettato…

– Gesù dice: «Eletti, amici cari, vivete bene in me questo tempo conclusivo. Siate aperti al mio amore, e permettete che Io regni nella vostra vita come Signore assoluto. Voi, amici cari, non siete più del mondo. Esso vi respinge perché non gli appartenete. Con la mia forza sarete sempre vittoriosi, e vedrete con gioia sorgere il nuovo giorno di felicità. Servitemi ogni giorno con tanto zelo, come se fosse l’ultimo della vostra vita. Non ponetevi domande, tipo: “Quando, come, dove avverrà?” Siate sempre pronti e ben desti, perché tutto avverrà in un giorno qualunque, in un momento qualunque, in un’ora che non vi aspettate. »

 

 

 


– V –

Fenomeni connessi

alla Parusia intermedia.

Johannes De Parvulis

 

 

1 - Introduzione.

2 - Sulla Fine dei tempi. (Garabandal)

3 - Sul Giudizio interiore.

4 - Sulla Pentecoste universale.

5 - Sui tre giorni di oscurità.

6 - Sulla Prima Risurrezione.

7 - Sul Rapimento degli eletti.

 

 

1 - Introduzione.

Tramite i Profeti cristiani contemporanei Dio ci chiede di credere alla Parusia intermedia e ai fenomeni ad essa concatenati. (Grande Avvertimento, Grande Miracolo, Grande Castigo, Giudizio interiore, Pentecoste universale, Tre giorni di oscurità, Prima risurrezione, Sollevamento degli eletti, Trasfigurazione degli eletti, ecc… )

Sul piano teologico questi avvenimenti non presentano ostacoli. Anche se ufficialmente non sono ancora considerati verità di fede, ciò non significa che essi siano contrari alla fede cristiana. Allora, chi crede alla Parusia intermedia è tenuto a credere anche a questi fenomeni, che sono concatenati tra loro ed uniti ad essa. Per esempio, il Giudizio interiore e la Parusia intermedia sono legati perché il Giudizio interiore ha per scopo di prepararci alla Parusia intermedia. Tale Giudizio, secondo JNSR, avrà per effetto di purificare gli esseri umani nelle loro tre componenti essenziali: corpo, anima, e spirito. [175] Coloro che saranno così purificati passeranno ad uno stadio superiore. Saranno trasfigurati… Poi sulla terra inizierà l’Era messianica, quella del Regno di Dio. 

Siccome non mi è possibile fissare in anticipo la cronologia esatta degli avvenimenti che qui sto per descrivere (è una cosa che per il momento non riuscirei a fare con sufficiente sicurezza) mi limito a presentare gli avvenimenti profetizzati lasciando al lettore la libertà di costruire lui stesso la loro cronologia, là dove gli sembra di poterlo fare con sicurezza sufficiente. Sarà quindi il lettore ad avere l’ultima parola per quanto riguarda la cronologia esatta degli eventi qui sotto riportati.

2 - Sulla Fine dei tempi. (Garabandal).

Dal 1961 al 1965 la Madonna è apparsa numerose volte a quattro fanciulle del paese spagnolo di Garabandal. Sulla base delle rivelazioni ricevute, le veggenti di Garabandal hanno detto che alla “Fine dei Tempi” ci saranno tre avvenimenti successivi, e cioè:

a) Il Grande Avvertimento.

b) Il Grande Miracolo.

c) Il Grande Castigo

a). Il Grande Avvertimento è stato descritto dalle veggenti di Garabandal nel modo seguente:

– Concita: “L’Avvertimento sarà una cosa che incuterà timore. Attirerà i buoni più vicino a Dio, e avvertirà i cattivi che la Fine dei Tempi si avvicina. L’Avver-timento sarà dato al mondo intero perché si converta”.

– Giacinta: “L’Avvertimento sarà qualcosa che si vedrà prima di tutto nell’aria, nel mondo intero, e che subito sarà trasmesso all’interno delle nostre anime. Il fenomeno durerà poco tempo, ma ci sembrerà lunghissimo a causa dell’effetto che produrrà in ognuno di noi. L’Avvertimento sarà dato per il bene delle nostre anime, per permetterci di vedere lo stato della nostra coscienza come se fossimo già davanti a Dio...  così da permetterci di vedere il bene che per negligenza non abbiamo fatto, e il male che abbiamo fatto”.[176]     

– Una delle veggenti ha detto di aver visto in visione che: “Nel momento dell’Avvertimento il Papa fuggiva da Roma”. [177]   

– Il fratello di Concita, ben piazzato per ricevere le confidenze della sorella, ha detto nel 1965: “L’Avverti-mento non è imminente, esso si produrrà più tardi, quando nella Chiesa inizierà uno scisma”. 

b). Il Grande Miracolo: in base alle testimonianze delle veggenti si dovrebbe produrre sopra dei Pini, meno di un anno dopo l’Avvertimento.  Lascerà un segno visibile permanente, e le persone presenti saranno tutte guarite dalle loro malattie. 

c). Il Grande Castigo è l’ultimo degli avvenimenti profetizzati a Garabandal dalla Madonna. Che sarà? Qualche anno prima di morire, dopo i numerosi discorsi ascoltati in Concilio Paolo VI ha gridato al mondo: “Il fumo di Satana è entrato nel Tempio santo di Dio”. Sono parole dense di significato. È possibile che un giorno il Papa sia costretto a fuggire dal Vaticano? Che un falso papa sia nominato irregolarmente? Che l’abominio si installi nel Santuario? E che la desolazione invada la terra? Se è vero che il Papa fuggirà da Roma, e che l’Avvertimento si produrrà in quel frangente – come sembrano dire le veggenti di Garabandal – questo fatto potrebbe servire da conferma e da preavviso per gli avvenimenti successivi, Grande Miracolo e Grande Castigo inclusi.

A mio avviso, ciò che qui importa maggiormente di sapere è la natura dei tre avvenimenti annunciati, e la loro ragion d’essere. Tutti e tre appaiono in relazione con la Parusia intermedia nel senso che potrebbero servirle da preparazione, come le doglie di un parto servono da preparazione al parto stesso. In questo modo essi riassumerebbero in sè la famosa Tribolazione, quella che secondo i Profeti cristiani contemporanei dovrebbe precedere la Parusia intermedia. L’Avvertimento potrebbe allora essere l’equivalente del Giudizio interiore, il Grande Miracolo l’equivalente della Pentecoste universale, e il grande Castigo l’equivalente dei tre giorni di oscurità.

Schematicamente:

Giudizio interiore = il Grande Avvertimento?

Pentecoste universale = il Grande Miracolo?

Tre giorni di oscurità = il Grande Castigo?

 

3 - Sul Giudizio interiore.

Sappiamo che sarà la Parusia intermedia a dare inizio al Regno messianico, [178] e che prima della Parusia intermedia ci sarà la seconda Pentecoste – una Pentecoste universale – e che durante questa Pentecoste tutti gli abitanti della Terra subiranno un giudizio, denominato Giudizio interiore. Come sarà questo fenomeno? Dai passi che qui riportiamo – quasi tutti ripresi dai Profeti cristiani contemporanei – il lettore si accorgerà che esso è una specie di esame di coscienza destinato ad illuminare lo spirito di tutte le persone che in quell’istante saranno presenti sulla Terra. [179]

JNSR (sul Giudizio interiore).

– Gesù dice: «Questo Giudizio, con i miei santi Arcangeli e i miei santi Angeli, sarà benedetto da ognuno di loro, e il canto del trionfo salirà fino al cielo... Questo giudizio sarà la gioia di tutte le mie anime sante, delle vostre anime sorelle che vi accompagnano nel vostro pellegrinaggio terreno. Figlia mia, questo giudizio non è il Giudizio finale, perché il mondo non muore, non si distrugge. Anzi, al contrario, questo mondo sarà nella dimensione divina, perfetto, come le mie anime divenute divine con la Grazia di Dio, lavate, purificate, santificate da questa purificazione, la più grande delle confessioni, il pentimento totale di aver offeso Dio, e l’assoluzione completa accordata da Dio stesso, la remissione dei peccati concessa dal Sacerdote per eccellenza, Gesù Cristo. » [180]

Opera Divina Sapienza (sul Giudizio interiore). [181]

– La Madonna dice: “Obbedite alle mie parole, quelle che vi ho detto in questi anni. Rileggete i messaggi, e ripetetevi bene ogni cosa perché questo è il momento di metterli in pratica tutti. Gesù vi ha parlato di esame. Tale sarà per ciascuno di voi, figli cari che vi siete preparati in questi anni: un esame che prepara alla grande gioia della promozione, del cambiamento di vita. » ODS: messaggio del 3 maggio 2000.

Don Gobbi (sul Giudizio interiore).

– La Madonna dice: «Lo Spirito Santo verrà per instaurare il Regno glorioso di Cristo, e sarà un Regno di grazia, di santità, di amore, di giustizia e di pace.  Col suo divino Amore aprirà le porte dei cuori e illuminerà tutte le coscienze. Ogni uomo vedrà se stesso nel fuoco bruciante della divina Verità.  Sarà come un giudizio in piccolo. Poi Gesù Cristo porterà il suo glorioso Regno nel mondo. » [182]  

S. Pietro e S. Paolo (sul Giudizio interiore).

S. Pietro e S. Paolo pongono il Giudizio interiore in relazione alla Parusia intermedia, ma senza usare la parola intermedia. “Nel giorno della Parusia di Cristo la nostra fede sarà purificata col fuoco dello Spirito” (1Pt 1, 7). “Nel giorno della venuta gloriosa del Signore verranno svelati i segreti dei nostri cuori”. (1Cor 4, 4).

Maria Valtorta (sul Giudizio interiore).

– Gesù dice: «Quest’ira delle nazioni [1943: seconda guerra mondiale] è il prodromo dell’ira mia, poiché così deve avvenire. Ora penosa, poveri figli miei che la subite, ma è inevitabile che ci sia perché tutto deve essere compiuto, di Bene e di Male, sulla Terra, prima che venga la mia ora. Allora dirò: “Basta” e verrò come Giudice e Re ad assumere anche il Regno della terra [Parusia intermedia, ndr] , e a giudicare i peccati e i meriti dell’uomo.[Giudizio interiore, ndr] »  [183]

– Gesù dice: «Il mio sorriso ai miei benedetti nell’ora della mia venuta di Re e Giudice [Giudizio interiore + Parusia intermedia, ndr] accenderà un sole di sette volte tanto il comune sole, e splenderanno i miei cieli di esso, mentre i cori angelici canteranno le lodi mie e dei miei servi che avranno in quell’ora proclamate da Me, contro il mondo stolto e cieco, le loro virtù che li fanno miei figli. » [184]

– Gesù dice: «Verrò, con la mia carne glorificata, a radunare le creature per l’ultima battaglia contro il Nemico. Giudicherò, con la mia veste splendente di Carne glorificata, i corpi dei riviventi per l’estremo giudizio. Tornerò per sempre al Cielo dopo aver condannato alla morte eterna le carni che non vollero divenire spiriti, e vi tornerò Re fulgido. … »  [185]

4 - Sulla Pentecoste universale.

Madre C. Venturella (sulla Pentecoste universale).

Qualche anno fa Gesù ha predetto a Madre Carolina Venturella, [186] che in preparazione della sua Venuta intermedia ci sarà sulla terra una Pentecoste universale. Se il Regno di Dio dovrà venire su questa terra (e tutto sembra confermare tale ipotesi) è normale che esso sia preceduto da questa grande Pentecoste.

I due testi seguenti parlano dell’urgente necessità di una Purificazione generale destinata a preparare l’umanità per il ritorno di Cristo. 

– La Voce divina:  «Ora il mondo corre alla sua perdita. ...  Ciò rende necessaria una Nuova Pentecoste, una nuova ondata di fuoco dello Spirito Santo, che con il suo calore penetri e riscaldi il cuore degli uomini.» [187]

 

CAROLINA VENTURELLA

++ 1984

Madre Venturella, di Palestrina (provincia di Roma) ha profetizzato la Pentecoste universale.

In relazione a questa profe-zia, Mgr Spallanzani, vscovo della diocesi di Palestrina, si è espresso in favore della cos-truzione di un Tempio da con-sacrarsi allo Spirito Santo.

Il successore di Mgr Spal-lanzani (Mgr Tomassetti) ha continuato l'opera del suo pre-decessore.

 

– La Voce divina: «È per la carità del Padre e del Figlio che gli uomini sono ritornati a delle relazioni filiali con Dio. Tutto ciò si è prodotto negli ardori ineffabili dello Spirito Santo.  ...  È ancora per lo stesso Spirito, che sostiene e governa tutto, che le cose visibili e invisibili continuano ad esistere. Ecco dunque l’obbligo di un omaggio giustamente dovuto all’eterno Divino Spirito: omaggio d’una più grande adorazione, benedizione e amore. ... Ci si accorgerà d’avere aperto all’umanità una via nuova, nella quale le anime saranno più portate a riconoscere e ad amare Dio, loro Creatore e Redentore. E una Nuova Era si aprirà per tutta l’umanità. » [188]    

Don Gobbi (sulla Pentecoste universale).

– La Madonna dice: «Una effusione dello Spirito Santo, nuova e universale, è necessaria per giungere ai tempi nuovi tanto attesi. Bisogna che la seconda Pentecoste venga presto. Essa non può arrivare che nel Cenacolo spirituale del mio Cuore Immacolato. È per questo che oggi tutta la Chiesa è invitata ad entrare nel Cenacolo che la vostra Mamma celeste ha preparato per gli ultimi tempi. Vi potete entrare attraverso l’atto di consacrazione al mio Cuore Immacolato. Chiedo che questa consacrazione, che vi ho proposta con tanta insistenza e ansietà, sia fatta da vescovi, preti, religiosi, e fedeli. E che tutti la facciano per accorciare i tempi della grande prova che ormai è arrivata.

Lo Spirito Santo vi condurrà allora alla comprensione della Verità intiera. Lo Spirito Santo vi farà comprendere i tempi che vivete. Lo Spirito Santo sarà la luce sul vostro cammino, e farà di voi dei testimoni coraggiosi del Vangelo nell’ora tremenda della grande apostasia. Lo Spirito Santo vi farà capire quanto vi rivelerò di ciò che è contenuto nel libro ancora sigillato. Lo Spirito Santo darà la sua testimonianza perfetta al Figlio preparando i cuori e le anime a ricevere Gesù che ritornerà a voi nella gloria. … “Vieni, Spirito Santo. Vieni per la potente intercessione del Cuore Immacolato di Maria, tua diletta Sposa”. E aprite i vostri cuori alla speranza perché sta per arrivare su di voi il più grande prodigio, quello della Seconda Pentecoste..» [189]

– La Madonna dice: «Sarà lo Spirito d’Amore, con la sua potente azione di fuoco e di grazia, a rinnovare dalle fondamenta tutto il mondo. Sarà Lui, lo Spirito d’Amore, con la sua grande forza di santità e di luce a portare a nuovo splendore la mia Chiesa, a renderla perciò umile e povera, evangelica e casta, misericordiosa e santa. Sarà lo Spirito d’Amore, attraverso il fuoco di innumerevoli sofferenze, a rinnovare tutto il creato, perché torni ad essere quel giardino di Dio, nuovo Paradiso terrestre, in cui Gesù sarà sempre con voi, come un sole di luce che ovunque rifletterà i suoi raggi. » [190]

– La Madonna dice:  «Allora lo Spirito Santo opererà il nuovo miracolo della trasformazione universale nel cuore e nella vita di tutti.  I peccatori si convertiranno, i deboli saranno sostenuti, gli ammalati otterranno la guarigione, i fuorviati ritorneranno alla casa del Padre. Le vittime della separazione e della divisione ritroveranno la piena unità. Sarà così che si compirà il prodigio della Seconda Pentecoste.  Essa verrà col trionfo de mio Cuore Immacolato nel mondo. » [191]

Marthe Robin (sulla Pentecoste universale).

Nel primo incontro che Marthe Robin [192] ebbe con Padre Finet, suo futuro direttore spirituale, la mistica gli disse: «Dopo la sconfitta materiale dei popoli, assisteremo all’unità dei cristiani.  (...) Gli errori diabolici saranno distrutti.  Ne seguirà una risurrezione, una grazia immensa: la Nuova Pentecoste d’amore.  (...) I laici assumeranno un ruolo molto importante, e bisognerà formarli.»    

Vassula Ryden [193] (sulla Pentecoste universale).

– Gesù dice: «Io che sono l’autore di inestimabili meraviglie, sto per aprire i cieli, e farvi conoscere il mistero del mio disegno: l’effusione del mio Spirito Santo. Questa promessa è nelle Scritture. Il mio Spirito agirà sulla creazione come mai l’avrà fatto prima. La solleverà verso il Cielo in tutte le maniere.  Porterà vicino al Cielo tutto ciò che è sulla terra, lo porterà il più vicino possibile. Vassula, Io che dirigo ogni cosa, e decido secondo la mia Volontà, non ho mai tradito una promessa. (...) Come ti ho detto, sto per mandare a pezzi le barriere delle vostre divisioni, e questo tramite la potenza e la grazia del mio Spirito Santo. Sto per unirvi in un solo Corpo, e questo per il mio onore. »

5 - Sui Tre Giorni di oscurità.

Durante la grande Tribolazione vi saranno tre giorni di oscurità totale. Questi tre giorni, profetizzati e descritti da numerosi carismatici, compreso Padre Pio da Pietralcina, fanno parte di un tema profetico che si rifà alle tre ore di buio calato sulla terra poco prima della morte di Cristo.

È probabile che i tre giorni di oscurità sopraggiungano al momento della peggior desolazione, quando la Chiesa di Cristo non potrà più celebrare con legittimità il sacrificio eucaristico a causa delle persecuzioni dei suoi nemici. Per la Chiesa sarà come una crocifissione e una morte. Prima di morire essa rivivrà misticamente l’abbandono del Padre, come Cristo lo visse sul Golgota. Le tenebre saranno, quindi, sia esteriori che interiori.

In quel periodo gli uomini dovranno rimanere chiusi in casa ed evitare di guardare fuori. Chi lo facesse morirebbe, come morì la moglie di Lot quando si fermò a guardare il fuoco distruttivo cadere sulle città di Sodomia e Gomorra. I tre giorni di buio dovrebbero concludere la grande Purificazione. Alla fine dei tre giorni di buio ci sarà una nuova Terra e un Cielo nuovo.

In vista dei tre giorni di buio, i provvedimenti da prendere per fronteggiare la situazione senza farsi prendere dal panico sono di due tipi, spirituale e pratico.

JNSR (sui tre giorni di oscurità, consigli spirituali).

Tramite JNSR Gesù ci dà dei suggerimenti spirituali, che qui riportiamo:

Gesù dice: «Vi chiedo di prepararvi con fede per resistere a questo terribile confronto con il male, che si scatenerà da ogni parte. Ci sono le vostre preghiere, e il vostro Amore per Dio Padre e per i vostri fratelli:

– Invocate i nomi benedetti di Gesù, Maria, e Giuseppe.

– Invocate i santi nomi del Padre, del Figlio e dello Spirito, facendo ogni volta su di voi il segno della croce.

– Invocate il nome di Maria, Regina e Vergine, terrore dei demoni: “Salvaci! Allontana da noi il Male!”

– Invocate il nome di S. Michele Arcangelo: “Difendici da tutti gli attacchi del maligno!”.

– Portate lo scapolare della Madonna del monte Carmelo e la croce di S. Benedetto;

– Recitate delle Ave Maria. Le vostre armi siano il santo Rosario e la santa Croce.

– Portate su di voi la medaglia miracolosa. Baciatela spesso.

– Recitate ogni giorno la preghiera di Dozulé. È tempo di dire: “ O Croce che salvi, salvaci!”.

– Raccogliete le sante Ostie abbandonate e rimaste in pericolo. Raccoglietele prima che subiscano la profanazione. Nascondetele devotamente. Dio vi ricompenserà. Dio sarà accolto come il Bambino del presepe, santo innocente, protetto da Giuseppe e da Maria.

Dio permetterà che questi tormenti durino un po’ di tempo, poi farà scendere dal Cielo un Fuoco che brucerà tutte le cose impure. Colui che in cuore avrà il nome del salvatore Gesù Cristo sarà salvato. » [194]   

Padre Albert J. Hebert (sui tre giorni di oscurità, consigli pratici).

Padre Albert J. Hebert, S. M., americano, suggerisce dei provvedimenti pratici, che sarebbero i seguenti: «L’umanità sarà certamente spoglia di tutto, anche delle cose basilari, e saprà quanto dipenda da Dio: cosa che molti hanno dimenticato. Molte profezie dicono che non ci potremo servire di nessuna luce artificiale, per cui sarà necessario, sia per l’illuminazione che per la protezione, che ci siano a portata di mano delle candele benedette, con dei fiammiferi! Sarà bene fare rifornimento di acqua, in contenitori o bottiglie, e magari riempire anche la vasca da bagno. Ci dovrebbe essere un secchio d’acqua per pulire ogni tanto la toilette. Le medicine che ci occorrono dovrebbero essere a portata di mano, specialmente quelle importanti. Siccome è previsto un freddo intenso, saranno utili alcune coperte e un isolamento di emergenza alle porte e alle finestre. Per quanto riguarda cibo e bevande, sarà bene fare rifornimento di succhi di frutta, di latte in polvere, di succhi in bottiglia o in scatola, di frutta, e persino di vino. Abbiate liquidi in abbondanza per rifornirvi di acqua... Per il resto, tenete a mente le parole di Cristo: “Guardate gli uccelli dell’aria: non seminano, non raccolgono e non mettono il raccolto nei granai; eppure il Padre vostro che è nel cielo li nutre! Ebbene, voi non valete più di loro?” » [195]

6 - Sulla Prima Risurrezione.

S. Giovanni.  Sulla Prima Risurrezione S. Giovanni scrive: «Beati e santi coloro che saranno ammessi alla prima risurrezione! La seconda morte non avrà nessun potere su di loro, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo, con chi regneranno per mille anni». 

Questo testo di S. Giovanni solleva nuvole di domande nello spirito dei lettori dell’Apocalisse. La più frequente sembra essere:  Che significa “Prima” Risurrezione ?

Mi sembra che la risposta sia presente nel testo stesso di S. Giovanni, là dove dice: «Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua, e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. COSTORO ripresero vita, e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. » [196]

Stando a queste parole di S. Giovanni, saranno ammesse alla Prima Risurrezione le anime che saranno decapitate a causa della testimonianza di Gesù, e le anime di coloro che rifiuteranno di adorare la bestia e la sua statua, o che rifiuteranno il suo marchio. Se veramente questo – cioè la decapitazione di molti – è quanto dovrà accadere durante la Tribolazione, l’umanità attuale sta per rivivere le peggiori scene della rivoluzione francese, ma… nessuno lo sospetta. [197]

S. Paolo (sulla Parusia intermedia, la Prima risurrezione, e il Sollevamento degli eletti).

Il rapimento celeste degli eletti in cielo è un tema della dottrina di S. Paolo. Si tratta dei morti in Cristo che poi vengono risuscitati. S. Paolo dice che quando il Signore discenderà dal cielo [Parusia intermedia, ndr] essi saranno sollevati sulle nubi assieme ai superstiti rimasti vivi:

«Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato. Così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti, perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. Prima, risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste parole. » [198]

Lucie (sulla Nuova Pentecoste, la Prima risurrezione, la Trasfigurazione degli eletti, la nuova Gerusalemme).

«Ti ho scelta per aiutare le mie anime a percorrere questo cammino di gloria: dal Golgota al monte Tabor. La Nuova Pentecoste sarà un nuovo monte Tabor. Questo cammino lo facciamo insieme, perché il mio amore, la mia presenza, e la mia grazia vi accompagnano. Quando il momento sarà venuto, vi lascerò ai piedi del monte Tabor, il che significa che non vi parlerò più, ma vi chiederò di alzare gli occhi al cielo, scrutandolo, finché vedrete apparire il Figlio dell’uomo nella gloria del Padre. ... Appena lo vedrete vi alzerete da terra senza nemmeno rendervene conto, e verrete davanti a Me, assieme agli angeli ed ai santi. Il percorso finale fino alla cima [del Tabor, ndr], lo farete trasportati dalla mia gloria, che si sarà impadronita di voi!

Ancora non potete capire tutte queste cose perché ho legato la vostra immaginazione. I miei messaggi conservano un certo mistero, perché non è bene che Dio riveli tutto agli uomini. Vi alzo il velo un po’ alla volta, lasciando che vediate l’opera di Dio mentre si svolge sotto i vostri occhi. ... Faccio questo per fortificare la vostra fede, la vostra speranza, e la vostra carità, o miei cari. Così vi rendete conto di come vi amo tutti, e di come desidero accogliervi tutti sulla mia alta montagna, nello splendore della mia gloria che vi trasfigurerà. Udrete allora il canto degli angeli, e le vostre voci si uniranno alle loro per cantare: “Santo, santo, santo, Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria”. In quel momento vi accorgerete di essere entrati nella nuova Gerusalemme.  Tu portami molte anime ai piedi della mia montagna gloriosa, e da là le attirerò a Me. » [199]    

Qualcuno potrebbe chiedersi: Allora la “Prima risurrezione” è come un biglietto d’entrata che permette di essere ammessi al Paradiso terrestre dell’Era nuova?

Maria Valtorta. Senza parlare di biglietto d’entra-ta, Maria Valtorta conferma quanto fin qui è stato detto.

Gesù dice a Maria Valtorta: «Continuo a parlare ai miei precursori, a coloro che col loro olocausto preparano le vie del Signore, e evangelizzano senza altra forma che non sia quella della loro vita santa.  Gioite, o miei servi fedeli, che non vi accontentate di salvare la vostra anima, ma vi offrite perché la Luce vinca sulle Tenebre, e la salvezza sia data a molti che ora di essa non sono ansiosi.  Quando sarà la mia ora, non sarò solo a regnare. Voi sarete con Me. Fin da questa terra sarete con Me durante il mio Regno d’amore e di pace.  Non ve l’ho forse promesso che voi sarete dove Io sarò, e che avrete un posto nel mio Regno?

 Come dignitari di una reggia, i vostri spiriti mi saranno corona sulla terra servendomi come luminosi ministri.  Essi erediteranno quel possesso della Terra che Io ho promesso ai mansueti, [200] e che diventerà possesso dei cieli quando la Terra più non sarà. Molto prima di quell’ora, voi, o giusti, possederete il Cielo. Esso sta già aperto a ricevervi nell’ora del vostro transito fuori dal carcere attuale. Ma allora [dopo il Giudizio Universale, ndr] sarà possesso fulgido e completo, cognito a tutte le creature, assunzione alla gloria anche della carne con la quale avete conquistato il Cielo facendo di essa il principale strumento di sacrificio per fedeltà al vostro Dio.

  Vincitori di Satana che la carne ha corrotta, vincitori del senso che in voi si agita per eredità di peccato e per aizzamento di Satana, possederete l’Universo assieme al vostro Dio, e sarete specchi di Dio che apparirà nelle vostre carni glorificate in tutto il suo splendore.  Simili al Padre sarete, o figli santi. »

 [Una nota di Maria Valtorta ci avverte che qui interviene Dio Padre, e che è lui che continua il discorso, ndr]

“Simili a Gesù, Figlio mio santissimo. Simili a Maria, Regina nostra. Del Padre avete la somiglianza intellettiva e dei due gloriosissimi Viventi in Cielo la somiglianza umana. E poiché avere l’Intelletto è come avere la Parola e l’Amore, e dove è Uno sono i Due altri della Triade perfetta, voi avendo la somiglianza del Padre sarete possessori di quella Perfezione che fece l’uomo simile a Lui e lo elesse per figlio. Prima di quell’ora sarete i dignitari di mio Figlio, vedrete il miracolo d’amore di una Terra immersa nella pace e volta ad udire Dio. Conoscerete quale sarebbe stato il vivere dell’uomo se non avesse avvilito se stesso col connubio di Satana. Non sarete defraudati di quest’ora, [il Regno messianico, ndr] o amorosi seguaci dell’Amore fatto carne”. » [201]

 Tutto questo mi dice che il campo che Gesù ha seminato due mila anni fa è veramente giunto a maturazione! Il frutto germinato dalla Redenzione è pronto, e sta per essere raccolto! Sta arrivando il giorno della mietitura!

7 - Sul Rapimento degli eletti.

Abbiamo già visto che la Parusia intermedia, la Prima risurrezione, e il Sollevamento degli eletti in cielo sono temi presenti nella dottrina di S. Paolo. S. Paolo ha detto:

«Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti, perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. Prima, risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell’aria, e così saremo sempre con il Signore. Confortatevi dunque a vicenda con queste parole. » [202] 

In base a queste parole, i morti in Cristo risusciteranno, e i superstiti ancora vivi si uniranno ad essi per essere “trasportati” in cielo. Chi sono i morti che risusciteranno per “andare incontro al Signore nell’aria” assieme ai superstiti? E chi sono i superstiti, coloro che S. Paolo identifica come: “noi, i vivi, i superstiti” ? S. Giovanni dice che coloro che si uniranno ai superstiti vivi per andare incontro al Signore nell’aria sono i risorti della “Prima Risurrezione”. [203] I superstiti ancora vivi, all’evidenza, sono coloro ai quali la sorte ha permesso di sfuggire alla terribile persecuzione dell'anti-Cristo.

Secondo l’Apocalisse di Giovanni, la “Nuova Gerusalemme” discenderà dal cielo e si poserà sulla terra, in un punto prescelto da Dio. [204] Io qui mi chiedo: questa “Nuova Gerusalemme”… ce la potremmo noi immaginare come composta da quelle persone che in precedenza sono state rapite “nell’aria”, e che ora stanno per ridiscendere in terra assieme a Cristo? L’idea mi sembra plausibile, ma preferisco lasciare al lettore la risposta finale. Sappiamo che gli angeli raduneranno numerosi cristiani, e che li trasporteranno fuori dal mondo, in una sezione dell’atmosfera. Sappiamo che le persone “trasportate” vivranno questa esperienza singolare non solo in senso spirituale (con la loro anima) ma anche in senso materiale (con il loro corpo). In tal modo essi saranno preservati dalla Tribolazione in atto sulla terra. Alla fine, cioè dopo la purificazione dell’umanità, essi dovranno tornare sulla Terra, che non sarà più la Terra di prima, ma un pianeta Terra completamente rinnovato.

I due messaggi che qui seguono sembrano offrire un po’ di aiuto supplementare a quanti cercano di rispondere alle numerose domande che inevitabilmente si presentano alla mente quando si pensa al Rapimento degli eletti. Il primo di essi proviene dagli scritti della veggente dell’Opera della divina Sapienza per gli eletti degli ultimi tempi, il secondo proviene da Lucie. Nel primo si parla di trasformazione istantanea degli esseri umani, che da umani diverrebbero simili a Cristo: umani nella forma e divini nella sostanza. Il secondo va persino oltre...

Opera Divina Sapienza.

Messaggio ODS del 10 ottobre 1999.

– Gesù dice alla mistica dell’ODS: «Amati, mi verrete incontro tra le nubi del Cielo, felici, esultanti: Io vi trasformerò in un attimo, e sarete simili a me. Siate tutti pronti, non fatevi cogliere impreparati. Cogliete l’istante. Vivete come se ogni giorno fosse l’ultimo. 

Amata sposa, leggete bene e meditate le mie parole attraverso quelle che dice Paolo, il mio fedele strumento d’Amore che ora è qui nella più grande felicità accanto a me. Per ogni anima fedele ci sarà una grande, immediata, profonda trasformazione. Avverrà in un istante. Il processo, cominciato per scelta libera, continuerà per mio dono, per mio sublime dono, e l’anima diverrà libera, completamente libera da ogni genere di schiavitù.

Amata sposa, leggo nel tuo cuore l’immensa gioia di sentire queste mie parole. L’attimo che Paolo preannunciò non era per i suoi tempi ma per i vostri tempi.  Il sogno accarezzato da questo mio figlio prediletto lo vivranno alcuni di questo tempo, e le mie promesse per loro avranno pieno compimento. »

Lucie. Il messaggio che qui segue è quello già apparso nella sezione intitolata “Sulla prima risurrezione”. Vista le sue qualità, penso sia bene riprodurlo qui per la seconda volta.

– Gesù dice a Lucie: « Ti ho scelta per aiutare le mie anime a percorrere questo cammino di gloria: dal Golgota al monte Tabor. La Nuova Pentecoste sarà un nuovo monte Tabor. Questo cammino lo facciamo insieme, perché il mio amore, la mia presenza, e la mia grazia vi accompagnano. Quando il momento sarà venuto, vi lascerò ai piedi del monte Tabor, il che significa che non vi parlerò più, ma vi chiederò di alzare gli occhi al cielo, scrutandolo, finché vedrete apparire il Figlio dell’uomo nella gloria del Padre. ... Appena lo vedrete vi alzerete da terra senza nemmeno rendervene conto, e verrete davanti a Me, assieme agli angeli ed ai santi. Il percorso finale fino alla cima [del Tabor, ndr], lo farete trasportati dalla mia gloria, che si sarà impadronita di voi!

Ancora non potete capire tutte queste cose perché ho legato la vostra immaginazione. I miei messaggi conservano un certo mistero, perché non è bene che Dio riveli tutto agli uomini. Vi alzo il velo un po’ alla volta, lasciando che vediate l’opera di Dio mentre si svolge sotto i vostri occhi. ... Faccio questo per fortificare la vostra fede, la vostra speranza, e la vostra carità, o miei cari. Così vi rendete conto di come vi amo tutti, e di come desidero accogliervi tutti sulla mia alta montagna, nello splendore della mia gloria che vi trasfigurerà. Udrete allora il canto degli angeli, e le vostre voci si uniranno alle loro per cantare: “Santo, santo, santo, Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria”. In quel momento vi accorgerete di essere entrati nella nuova Gerusalemme.  Tu portami molte anime ai piedi della mia montagna gloriosa, e da là le attirerò a Me. »

I due messaggi che qui precedono si completano a vicenda. Il primo parla di trasformazione, e il secondo di trasfigurazione, che è una trasformazione più importante perché d’ordine soprannaturale. I due messaggi riuniti sembrano dire che le persone rapite in cielo subiranno una trasfigurazione definitiva, non provvisoria. Non saranno trasfigurati temporaneamente (come avvenne a Pietro, Giacomo, e Giovanni sul monte Tabor), ma definitivamente.

Allora mi chiedo: «È forse questa la famosa “restaurazione di tutte le cose” di cui S. Pietro parla negli Atti degli Apostoli? » [205] La Scrittura dice che dopo aver guarito lo storpio, S. Pietro spiegò al popolo la Parusia intermedia con queste parole: «Pentitevi dunque, convertitevi, affinché vi siano perdonati i peccati, e venga il tempo della consolazione da parte del Signore, il tempo in cui dovrà tornare [sulla terra, ndr] colui che vi è stato destinato come Messia: Gesù Cristo! Per ora è necessario che egli rimanga in Cielo fino al tempo della restaurazione di tutte le cose, come Dio l’ha detto fin dall’antichità per bocca dei suoi santi profeti. »

Origene pretendeva che questa restaurazione di tutte le cose fosse da situare alla Fine del mondo, e a modo suo pensava di poterla applicare ai dannati dell’inferno. Su questo è stato condannato dalla Chiesa. Oggi la babele delle interpretazioni non è finita, anzi continua in maniera ancora più stravagante: ci sono “esegeti” che interpretano la restaurazione di tutte le cose come applicabile al cosmo materiale. (!) Essi dicono che detto cosmo sarà restaurato, per poi durare in eterno. Aberrazioni...! Altri dicono che il ritorno di Gesù si dovrebbe intendere come una venuta invisibile, tutta spirituale, o come una specie di apparizione, diciamo… mistica. Nessuno di costoro si accorge che così facendo si mette in stridente contrasto col testo evangelico, quello degli Atti, [206] dove gli angeli – sono in due – dichiarano agli Apostoli: “Uomini di Galilea … questo Gesù che dalla terra è stato assunto in cielo, un giorno ritornerà allo stesso modo in cui l’avete visto andare”. Gli angeli dicono che Gesù ritornerà sulla terra “allo stesso modo” in cui gli Apostoli l'hanno visto partire. Significa che prima del Giudizio finale Gesù ha in progetto di ritornare sulla terra. Per che fare? Per instaurare quaggiù il suo Regno, restaurando tutto secondo l’ordine che le tre divine Persone avevano già concepito fin dai primordi. [207]

 

 

 



appendicE N. 1

 

dell'anti-Cristo nel suo tempo

 

 

Il 25 gennaio 1982, a Nazzano, in provincia di Roma, la mistica mamma Gemma riceve un messaggio da Gesù, che le parla dell'anti-Cristo nel modo seguente.

– Gesù a mamma Gemma: «Si perderà il senso del Dio vero nella confusione di quei tempi e ciò preparerà la sua venuta. Verrà con grande potenza, e tanti lo crede­ranno perché si farà vedere pieno di grazia... Si presenterà come l’incar­nazione dello Spirito Santo... La forma del fuoco e la fiamma sarà il suo simbolo. Il suo volto è un volto radioso, ma i suoi occhi sono di ghiaccio, e fermi nel tempo. Si farà vedere quasi come disceso dal cielo, e porterà in sè tanta luce, ma non è luce vera. Toglierà il Pane del Padre e si farà pane egli stesso, ma pieno di serpi sarà quel pane!

Ecco perché lo Spirito Santo si sta manifestando in tante anime: per rafforzare la devozione a Maria e all’Eucaristia: i due alberi – gli unici – che daranno frutto, e sazieranno chi ne mangerà.

Verrà facendo tanto scalpore, e sarà tanto amato nella confusione che regnerà. Sarà di un’intelligenza unica, controllerà ogni potenza, e si avventerà con­tro la Chiesa accusandola di essere rimasta ferma nel tempo. Vorrà por­tare nuove riforme, vorrà cancellare tutto il clero dicendo che il popolo ormai deve camminare da solo verso Dio, senza l’aiuto di nessuno. Ben poche volte farà il Nome di Dio, nominerà soltanto il “Grande Spirito”. » [208]

S. Giovanni, nell’Apocalisse ci parla di una statua, quella della Bestia: statua che parla e fa mettere a morte chi non l’adora. [209] In base ai recenti messaggi della Madonna a don Stefano Gobbi, [210] codesta statua “viva” è l'anti-Cristo nella sua fase finale di evoluzione storica. La Madonna si esprime con questi termini:

– La Madonna dice a don Gobbi. «La bestia simile a un agnello (Massoneria ecclesiastica, ndr) esercita tutto il potere della prima bestia, in sua presenza, e costringe la terra ed i suoi abitanti ad adorare la prima bestia. (Massoneria laica, ndr).  La Massoneria ecclesiastica giungerà al punto di costruire una statua in onore della bestia per costringere tutti ad adorare questa statua.Questo grande idolo... è un falso CristoLa statua, o idolo, costruito in onore della bestia per essere adorato da tutti gli uomini, è l'anti-Cristo”. » (17 giugno 1989).

Nello stesso messaggio la Madonna rivela a don Gobbi che la cifra 666 ha un significato specifico. La spiegazione fornita è la seguente. Intorno all’anno 666 d. C. l'anti-Cristo si manifesta attraverso il fenomeno dell’Islam, che nega sia mistero della SS. Trinità che quello della divinità di Cristo. Attorno all’anno 1332 (= 666 x 2) la Chiesa si smembra. L'anti-Cristo si manifesta con un radicale attacco alla fede nella parola di Dio, e da questa crisi nascono numerose confessioni cristiane, orientate tutte verso la libera interpretazione della Sacra Scrittura. Nella nostra epoca, che è quella dell’anno 1998 (= 666 x 3), l'anti-Cristo avrà la sua statua.

– La Madonna spiega a don Gobbi: «Il 666 indicato tre volte, cioè per tre, esprime l’anno 1998. In questo periodo storico la Massoneria, aiutata da quella ecclesiastica, riuscirà nel suo grande intento: costruire un idolo da mettere al posto di Cristo e della sua Chiesa. ... Allora sarà aperta la porta per la comparsa dell’uomo, cioè della persona stessa dell'anti-Cristo! »

La parte finale del messaggio contiene un incoraggiamento:

– La Madonna a don Gobbi. «Siate forti, miei piccoli bambini. A voi tocca il compito, in questi difficili anni, di restare fedeli a Cristo ed alla sua Chiesa, sopportando ostilità, lotte e persecuzioni. Ma siete parte preziosa del piccolo gregge che ha il compito di combattere, e di vincere alla fine, la forza potente dell'anti-Cristo. »

Per aiutare il suo “piccolo gregge” a riconoscere i seguaci dell'anti-Cristo, il giorno 8 settembre 1989 la Madonna detta a don Gobbi [211] il messaggio seguente.  

– La Madonna a don Gobbi. «Il marchio sulla fronte e sulla mano è espressione di una totale dipendenza. … La fronte indica l’intelligenza, perché la mente è sede della ragione umana. La mano esprime l’attività umana, perché è con le sue mani che l’uomo opera e lavora. … La persona segnata con il marchio dell'anti-Cristo è segnata nella sua intelligenza e nella sua volontà. »

Il 19 maggio 1991 la Madonna ci rivela che i tempi nei quali viviamo sono proprio quelli dell'anti-Cristo, e detto Anticristo, secondo le Scritture, precederà di poco la Parusia intermedia.

– La Madonna a don Gobbi. [212] «Questi tempi sono quelli della grande apostasia e della venuta dell'anti-Cristo, come già predetto dalla divina Scrittura. »

Nel messaggio del 1 gennaio 1995 la Madonna ci parla ancora dell'anti-Cristo. Lo fa con le parole seguenti:

– La Madonna a don Gobbi. «Sono la Madre della Misericordia. È stato affidato a me il compito materno di assistere la Chiesa nell’ora del suo più grande patire, poiché essa deve salire il Calvario della sua immolazione e del suo martirio. Questa mia azione misericordiosa si eserciterà nell’aiutarla a portare la Croce del tradimento e dell’abbandono, quando l’apostasia si farà generale ed in essa entrerà l’uomo iniquo, predetto dalla divina Scrittura, il quale porterà nel suo interno l’abominio della desolazione. La mia azione misericordiosa si farà ancora più forte, quando i miei figli verranno perseguitati ed imprigionati, tormentati e condotti al martirio. »

Il giorno 11 marzo 1995 don Gobbi si trova a Fatima. La Madonna coglie l’occasione per parlargli del Segreto di Fatima e dell'anti-Cristo. Lo fa con le seguenti parole.

– La Madonna a don Gobbi. «Nello stesso luogo dove sono apparsa [cioè a Fatima, ndr], oggi voglio manifestare a voi il mio segreto.

Il mio segreto riguarda la Chiesa. Nella Chiesa sarà portata a termine la grande apostasia, che si diffonderà in tutto il mondo; lo scisma verrà compiuto nel generale allontanamento dal Vangelo e dalla vera fede. In essa entrerà l’uomo iniquo, che si oppone a Cristo, e che porterà al suo interno l’abominio della desolazione, dando così compimento all’orribile sacrilegio [si tratta dell’abolizione della santa messa, ndr] di cui ha parlato il profeta Daniele. [213]

Il mio segreto riguarda l’umanità. L’umanità giungerà al culmine della corruzione e dell’empietà, della ribellione a Dio e dell’opposizione aperta alla sua Legge d’amore. Essa conoscerà l’ora del suo più grande castigo, che vi è già stato predetto dal profeta Zaccaria. [214] »

In precedenza ci siamo già resi conto di quanto numerose e importanti siano le rivelazioni che il Cielo ci offre tramite la mistica Maria Valtorta. Parlando con lei, il 20 agosto 1943 Gesù le descrive l'anti-Cristo nel modo seguente. [215]

– Gesù dice a Maria Valtorta: «Sarà persona molto in alto, in alto come un astro. Non un astro umano che brilli in un cielo umano, ma un astro di un sfera soprannaturale. Cedendo alla lusinga del Nemico, egli conoscerà la superbia dopo l’umiltà, l’ateismo dopo la fede, la lussuria dopo la castità, la fame dell’oro dopo l’evangelica povertà, la sete degli onori dopo il nascondimento.

  Meno pauroso il ve­dere piombare una stella dal firmamento che non vedere precipitare nel­le spire di Satana questa creatura già eletta, la quale del suo padre di elezione copierà il peccato. Lucifero, per superbia, divenne il maledetto e l’oscuro. L'anti-Cristo, per superbia di un’ora, diverrà il maledetto e l’oscuro dopo essere stato un astro del mio esercito.

  A premio della sua abiura, che scrollerà i cieli sotto un brivido di orrore e farà tremare le colonne della mia Chiesa nello sgomento che susciterà il suo precipita­re, otterrà l’aiuto completo di Satana, il quale darà ad esso le chiavi del pozzo dell’abisso perché lo apra. Ma lo spalanchi del tutto perché ne escano gli strumenti di orrore che nei millenni Satana ha fabbricato per portare gli uomini alla totale disperazione, di modo che da loro stesi invochino Satana Re, e corrano al seguito dell'anti-Cristo, l’unico che potrà spalancare le porte d’abisso per farne uscire il Re dell’abisso, così come il Cristo ha aperto le porte dei Cieli per farne uscire la grazia e il perdono che fanno degli uomini dei simili a Dio e re di un Regno eterno in cui il Re dei re sono Io. »

Il 25 gennaio 1944, Gesù parla ancora a Maria Valtorta dell'anti-Cristo. Lo fa per affermare quanto segue: [216]

– Gesù dice a Maria Valtorta: «Esso sarà il figlio della lussuria dell’uomo, nato dal connubio della stessa con la Bestia... Esso Anticristo, perfezione dell’orrore come Io fui perfezione della perfezione, con le sue infinite armi (simboleggiate nelle dieci corna, nelle mascelle dentate di ferro, nei piedi feroci, e in­fine nel piccolo corno, simbolo dell’estremo livore di cui Satana do­terà il suo figlio per intossicare l’umanità mentre con la bocca di men­zogna la sedurrà facendosi adorare per dio), tormenterà a dismisura co­loro che, piccolo gregge fedele, mi resteranno seguaci. D’ora in ora il piccolo corno crescerà per nuocere, crescerà l’intelligenza satanica per far dire alla bocca le più turbatrici menzogne, crescerà in potenza come Io crescevo in sapienza e grazia, armato di occhi per leggere il pensiero degli uomini santi e ucciderli per esso pensiero... Dopo i precursori dell'anti-Cristo verrà l'anti-Cristo stesso. Il periodo anticristiano simbo­leggiato dalla Bestia armata di dieci corna ... culmi­nerà nella nascita e crescita, fino alla sua potenza massima, dell’undice­simo corno, ragione della caduta di tre precursori, e sede del vero Anticristo, il quale bestemmierà Dio come nessun figlio d’uomo mai fece, calpesterà i santi di Dio e torturerà la Chiesa di Cristo. Crederà, poi­ché è figlio del connubio della superbia demoniaca con la lussuria uma­na,“di poter fare grandi cose, di mutare i tempi e le leggi”, e per tre anni e mezzo sarà l’Orrore regnante sul mondo. »     

In un testo di Padre Martino Penasa troviamo scritto che il mistero del vero Cristo è quello della pietà, mentre il mistero dell'anti-Cristo è quello dell’empietà. La pietà porta alla pratica devota e fervorosa di ciò che si riferisce al culto di Dio (fede, preghiera, devozione, sacra­menti), mentre l’empietà cerca il contrario. Siccome il Sacerdozio – e soprattutto il sommo Sacerdozio, che è il papato – è il sacramento che assicura l’esercizio del culto sacro, esso verrà considerato dall'anti-Cristo come un intralcio alla sua manifestazione pubblica. Di conseguenza l'anti-Cristo farà di tutto per sopprimerlo. Che cos’è dunque l’ostacolo di cui parla S. Paolo quando dice: «Il mistero dell’iniquità è già in atto (per l’attività nascosta di Satana, ndr), ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l’empio… ». Tale ostacolo è il sacerdozio. E siccome il sacerdote per eccellenza è il Papa, l'anti-Cristo farà di tutto per eliminarlo, onde poi usurparne il trono. Usurpato che avrà il trono papale, egli cercherà di dimostrare che quel trono gli spetta di diritto. A tale scopo farà dei miracoli diabolici, strepitosi al massimo. Farà di tutto per convincere l’umanità di essere il vero Cristo. Alla fine salirà sull’altare per essere adorato come Dio, e colui che si rifiuterà di adorarlo sarà condannato a morte, come succedeva a Babilonia col re Nabucodonosor (ai tempi di Daniele), e come più tardi avveniva anche a Roma con certi imperatori romani.

J. De Parvulis [217] dice che il nostro tempo umano è scandito dalle settimane. Alla fine di ogni settimana esiste un giorno chiamato “domenica”, e alla fine della settimana creativa – quella descritta nel libro della Genesi – esiste un giorno equivalente. Questo settimo giorno, che secondo la Genesi è quello in cui “Dio si riposò”, risulta l’ultimo della serie, composta in tutto di sette periodi, o “giorni”. Dopo averci fatto notare che la nostra domenica ha un corrispondente nella “Domenica” del Creatore, e viceversa, il De Parvulis dice che i due suddetti piani settimanali si assomigliano nella struttura, la quale potrebbe essere rappresentata con la formula matematica [6 + 1 = 7]. [218] Fin qui, dice il De Parvulis, nulla di nuovo. Quello che si presenta come nuovo è l’esistenza del terzo tipo di settimana, la Settimana universale. Essa pure è formata da sette tempi. Si tratta di sette millenni. Riflettendo sulla struttura della Settimana universale, il De Parvulis dice che il millennio attuale, settimo della storia umana, è l’ultimo della serie. In virtù di questa sua posizione, detto millennio si presenta come la “Domenica” della Settimana universale. Siccome la struttura della Settimana universale è identica a quella delle prime due strutture settimanali, il De Parvulis si accorge che riunendo assieme queste tre strutture si ottiene una formula che “parla” con grande eloquenza. Esempio:

6 + 1 = 7

6 + 1 = 7

6 + 1 = 7

Il discorso che il De Parvulis capta in questa formula triplice è il seguente:

Verticalmente, la prima fila di numeri risulta composta da tre “6”. Questi tre 6 rappresentano indubbiamente la pienezza del male [666]. [219]

Verticalmente, la seconda fila di numeri risulta composta da tre “1”. Questi tre 1 rappresentano indubbiamente la pienezza del bene [111].

Verticalmente, la terza fila di numeri risulta composta da tre “7”. Questi tre sette dovrebbero rappresentare qualcosa. Ma cosa? Il De Parvulis lo ha capito grazie a Padre Martino Penasa, che gli ha detto che il numero 7 ripetuto tre volte [777] rappresenta la perfezione della Pietà alla quale l’uomo deve tendere per meritare la vita eterna. [220]

A questo punto il De Parvulis si chiede: Questo settimo “Giorno” della Settimana universale (l’equivalente della sua “Domenica”) è forse il Millennio felice di cui S. Giovanni parla nell’Apocalisse? Se la risposta è affermativa il suddetto Millennio potrebbe essere da noi considerato come un Millennio domenicale, festivo, un Millennio di santificazione spirituale e di riposo fisico: tempo propizio per un “Incontro” tra l’uomo e Dio. Il De Parvulis fa notare che durante questo Millennio felice Dio e l’uomo si incontrerebbero per diventare misticamente quello che l’uomo e la donna diventano umanamente nel loro amplesso nuziale. In verità – prosegue l’autore suddetto – che cos’è un connubio nuziale se non un pallido riflesso di questo più grande e splendido Connubio mistico? Il Piano di Dio sarebbe quindi triplice, e ogni sua terza parte avrebbe la stessa struttura settimanale. Schematicamente egli riassume il tutto in questo modo:  

Settimana

della genesi

Sette periodi

nel Piano creativo.

Settimana

umana

Sette giorni

nel tempo umano.

Settimana

universale

Sette millenni

nel Piano divino.

 

Siccome i tre Piani suddetti hanno la stessa struttura, presente nell’espressione [6+1=7], se per comodità noi volessimo riassumere questo concetto facendolo entrare in una specie di “capsula matematica”, il De Parvulis dice che una equazione proporzionale triplice lo potrebbe contenere, e che la sua formula sarebbe:

R : C = D : S = M : U

da leggersi nel modo seguente:

Il giorno di riposo di Dio sta alla Settimana creativa,
come la Domenica sta alla nostra Settimana umana
e

come il Millennio felice sta alla Settimana universale.



Sorpresa! Questa proporzione triplice sembra concepita all’immagine del Creatore trinitario.

Un matematico la potrebbe riscrivere nella forma seguente: [221]

R :  C = 1 : 7

D :  S = 1 : 7

M : U = 1 : 7

Chi può dire, sostiene De Parvulis, che l’ordine presente in questa triplice equazione proporzionale non sia un riflesso della Triade santissima? [222] Detto ordine ci rivela che il millennio attuale, settimo della storia umana, essendo il settimo (ed ultimo) del Piano divino universale, che è settimanale, andrebbe considerato come la Domenica di detto Piano. E che scopo ha la domenica nella settimana di cui fa parte? La Chiesa insegna che il giorno domenicale esiste per la nostra santificazione (individuale e collettiva) e per consentire anche al corpo un po’ di riposo fisico. Santificazione spirituale e riposo fisico sono dunque la ragion d’essere del giorno domenicale. Il De Parvulis conclude che il “giorno” che sta bussando alla porta del nostro mondo sarà formato da dieci secoli, tutti consacrati alla santificazione della collettività umana, un ideale che porta con sè la pace, la felicità, il benessere. L’umanità si accorgerà che questo Millennio è quello che S. Giovanni descrive all’inizio del ventesimo capitolo del libro dell’Apocalisse, un “Millennio di felicità e di pace”. Attraversando con successo la Purificazione attuale (il cui scopo è di farci guadagnare l’ammissione al Millennio felice), cioè nel vincere l'anti-Cristo, il mondo sopravvissuto si accorgerà di essersi guadagnato il biglietto d’entrata nel Regno messianico, l’Era dello Spirito Santo, e di aver così superato anche l’ultima tappa della Redenzione. [223]

 

 

 


Appendice n. 2

 

Parusia intermedia e Millennio felice

Rassegna dei passi biblici che parlano di queste due realtà.

 

 

Padre Martino Penasa, esegeta di spicco, e Mgr Aldo Gregori si sono preoccupati di raccogliere i passi biblici che parlano della Parusia intermedia [224] e del Millennio felice. Ambedue hanno poi pubblicato il loro lavoro. [225]

Lo scopo delle pagine seguenti, dodici in tutto, è di offrire al lettore di questo libro la quintessenza di questi due lavori, e qualche piccola testimonianza personale, come quella relativa al passo biblico n. 1, che qui segue.

Passo biblico n. 1

Mt 6, 9-10. Nella preghiera del “Padre Nostro” noi diciamo: Sia santificato il tuo Nome, venga il tuo Regno; sia fatta la tua Volontà come in cielo così in terra”. 

Un giorno la Provvidenza mi ha permesso di udire un vescovo cattolico dire ad un suo confratello: « Non è possibile che le parole del Padre Nostro si riferiscano alla Venuta finale di Gesù, quella del Giudizio universale, perché in quel momento la storia della terra sarà già conclusa. » Ne ho dedotto che le espressioni della preghiera del Padre Nostro ci rivelano che prima di attuarsi nell’eternità il Regno di Dio si attuerà sulla terra. (Johannes De Parvulis).

Passo biblico n. 2

– Mt 24, 21-22: “Vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino ad ora, nè mai più ci sarà; e se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati”. 

Commentando questo passo Mgr Gregori scrive: «È impossibile che questo testo si riferisca alla distruzione di Gerusalemme, quella del 70 dopo Cristo ad opera dei Romani, della quale si parla nei versetti precedenti (Mt 24, 15-20). La tribolazione grande di cui parla il testo si riferisce sicuramente a qualcosa che riguarda il mondo intero. … Inoltre, nei versetti seguenti (Mt 24, 23-41) si parla di un periodo di tribolazioni che “per amore degli eletti sarà abbreviato”. Ne si deduce che la storia dell’umanità dovrà continuare anche dopo tale periodo. Si dice infatti: “nè mai più ci sarà. Da questo “nè mai più ci saràsi capisce che la suddetta tribolazione riguarda tutta l’umanità, e che non va collocata alla Fine del mondo, ma molto prima. (Gregori op. cit. p. 15):

Passo biblico n. 3

– Mt 24, 37-39. « Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. »

Commentando questo passo, Mgr Gregori scrive: «Non avrebbe senso riferire queste righe alla rovina del Tempio e a quella di Gerusalemme; tanto meno è possibile riferirle alla Fine del mondo. … L’esempio del Diluvio lo fa escludere, perché dopo il Diluvio la vita sulla terra ha continuato con Noè. Quindi la venuta del Figlio dell’uomo alla quale si fa riferimento è un’altra da quella finale. » (Gregori, op. cit., p. 13).

Passo biblico n. 4

Lc 19, 11-14:  «Essi [i discepoli di Gesù, ndr] credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro. Allora Gesù disse: "Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano allo scopo di ricevere il titolo di re, e poi ritornare. … Quando fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi... »

Padre Penasa scrive: «Con l’Ascensione Gesù parte. E il ritorno come avverrà? Avverrà “allo stesso modo…”, e questo suppone una Parusia che sia intermedia (gli angeli la predicono in At 1, 11). La partenza di Gesù è per prendere il titolo di “Re”, e il suo ritorno avverrà quando sarà l’ora di prendere possesso effettivo del “Regno”. »  (Penasa, op. cit., p. 31).

Passo biblico n. 5

– Lc 21, 28 : “Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina".

Mgr Gregori commenta: «È evidente che si tratta di una liberazione che deve avvenire su questa terra, durante la nostra vita terrena. La nostra terra sarà liberata dalla malvagità di Satana, che sarà neutralizzato per mille anni. » (Gregori, op. cit., p. 86-98). 

Passo biblico n. 6

– Lc 22, 17-18: «Preso un calice, rese grazie dicendo: “Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il Regno di Dio”. »

Mgr Gregori scrive: «È evidente che questo passo fa riferimento ad un Regno di Dio che esisterà in questo mondo, come anticipo di quello che poi dovrà esistere nell’eternità. » (Gregori, op. cit., p. 86-98). 

Passo biblico n. 7

– At 3, 19-21 ss. «Pentitevi dunque e convertitevi, affinché vi siano rimessi i peccati, e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore, ed egli  mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. Per ora è necessario che egli rimanga in Cielo fino al tempo della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall’antichità, per bocca dei suoi santi profeti. Mosè..., e tutti i profeti, da Samuele in poi. »

Padre Penasa commenta questo passo nel modo seguente: «L’apostolo Pietro constata la risurrezione di Gesù, e assiste poi all’Ascensione. Le parole di Gesù prima dell’Ascensione, e quelle dell'angelo dopo l'Ascensione, gli fanno capire che la nuova Gerusalemme non si realizzerà nell’immediato futuro, ma in un futuro remoto. Capisce pure che questa grandiosa “restaurazione” inizierà con una “Ascensione” identica a quella alla quale ha già assistito, ma in senso inverso: in “discesa” anziché in “salita”. Spiega alle folle che le promesse fatte da Dio al suo Popolo parlano di una restaurazione attuabile in questo mondo. La nuova Gerusalemme, secondo lui, prima ancora di realizzarsi nel mondo futuro (quello eterno) dovrà realizzarsi nel mondo presente. » (Penasa: op. cit., p. 45).

È normale che la nuova Gerusalemme abbia inizio con una Parusia, alla quale si dovrà dare un nome. Padre Penasa la chiama: “Parusia intermedia”. 

Passo biblico n. 8

At 1, 11. «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù che è stato di tra voi assunto al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo. »

Commentando questo passo biblico Mgr Gregori scrive: «Il Regno di Dio verrà instaurato il giorno in cui Gesù ritornerà sulla terra “allo stesso modo in cui è partito”. Chi dice che il ritorno prossimo di Gesù si deve intendere come una venuta invisibile e tutta spirituale (o magari come una specie di apparizione carismatica, o di esperienza mistica) non si accorge di mettersi in stridente contrasto col Vangelo. Gli angeli dicono ai discepoli: “Quel Gesù che avete visto salire… ritornerà allo stesso modo…”. Le parole degli angeli appaiono come una prova della Venuta intermedia di Gesù. » (Gregori: op. cit., p. 25).

Passo biblico n. 9

– Ebr  9, 28 «Cristo, essendo stato offerto una volta per togliere i pec­cati di molti, apparirà una seconda volta senza rapporto al peccato, a salvezza di coloro che l'aspettano. »

Mgr Gregori commenta: «Gesù dovrà apparire una seconda volta. Quando? Alla Fine del mondo? In questo brano non troviamo alcun accenno alla Fine del mondo, nè alla risurrezione dei morti, nè alla glorificazione degli eletti. Quando Cristo tornerà da noi per la secon­da volta, non sarà più per redimerci dal peccato (per la sua opera redentrice il peccato è già stato debellato) ma per sal­vare “coloro che l'aspettano”. Chi sono “coloro che lo aspettano”? Non certo i beati del Cielo che già lo posseggono, ma coloro che debbono essere salvati, cioè coloro che si trovano ancora nel combattimento di questa vita. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).

Conclusione: Il secondo ritorno di Gesù è un ritorno che non chiuderà la storia, ma libererà definitivamente coloro che com­battono le insidie del Maligno, al quale Gesù si è già riferito una volta definendolo: “Il principe di questo mondo”.  

Passi biblici n. 10 e n. 11

– 1 Ts 5, 2-4: «II giorno del Signore viene come un ladro nella notte. E quando diranno “Pace e sicurezza”, allora improvvi­samente la rovina si abbatterà su di essi come i dolori del parto sulla donna incinta, e non sfuggiranno. Ma voi, o fra­telli, non siete nelle tenebre, perché questo giorno vi sorpren­da come un ladro. »

– 2 Ts 2, 1-10: «Per quanto riguarda la ve­nuta di nostro Signore Gesù Cristo e il nostro adunarci con Lui, vi preghiamo, o fratelli, di non lasciarvi turbare così presto ... come se il giorno del Signore fosse imminente. Che nessuno vi il­luda in alcun modo. È necessario che prima si verifichi l'apo­stasia, si manifesti l'iniquo, … colui che si esalta al di sopra di tutto ciò che porta il nome di Dio o è oggetto di culto, fino a insidiarsi nel tempio di Dio e a procla­marsi Dio. ...

Voi già conoscete l'impedimento attuale, per cui l'av­versario non può manifestarsi che nel momento assegnatogli. Il mistero d'iniquità infatti già esercita la sua azione nefasta; solo c'è chi per ora lo trattiene, fino a che non venga tolto di mezzo. Allora l'iniquo si manifesterà, ma Gesù lo distruggerà col soffio della sua bocca, l'annienterà con lo splendore della sua venuta. La manifestazione dell'empio, per l'azione di Sa­tana, sarà accompagnata da ogni sorte di portenti … »

Mgr Gregori dice che qui S. Paolo descrive i prodromi del­ grandioso ritorno di Gesù. Aggiunge che il pensiero di S. Paolo non è fisso all'ultima Parusia, ma ad una Parusia destinata ad avverarsi in un futuro più vicino nel tempo, una Parusia che teoricamente potrebbe cogliere di sorpresa anche i suoi contemporanei.

Noi diciamo che si tratta della Parusia intermedia. Il motivo che ci spinge ad affermare questo è che l'annientamento dell'anti-Cristo di cui S. Paolo ci parla non è collocabile alla Fine del mondo. Alla Fine del mondo si parlerà di Satana, non dell'anti-Cristo.

I segni precursori del ritorno di Gesù, quelli di cui S. Paolo fa menzione, oggi sono già presenti in mezzo a noi: incredulità, abbandono delle pratiche religiose, apostasia, disorientamento teologico e morale. È riconoscibile anche l’ “impedimento” che trattiene l'anti-Cristo. Benché esso sia volutamente ignorato dagli esegeti, noi diciamo che tale “impedimento” è il Papato. Il Papato è l'unica fonte di verità e di giustizia che riesca anco­ra a trattenere la generale catastrofe. Questo baluardo di verità e di giustizia ver­rà purtroppo abbattuto. Allora apparirà l'anti-Cristo, e non solo come movimento, ma come persona fisica. Malgrado questa durissima prova, Dio concederà alla sua Chiesa il privilegio di rinascere dalle sue ceneri in vista del Millennio felice.

Se è vero che le porte dell’Inferno non prevalsero contro Cristo, perché risuscitò glorioso, esse non prevarranno nemmeno contro il suo Corpo mistico, la Chiesa. Il destino di questa è di camminare sulle tracce del suo Fondatore: da Betlemme al Calvario, e dal Calvario alla Risurrezione pasquale.

Passo biblico n. 12

– 1 Ts 1, 9-10: «Tutti raccontano ... come vi siete convertiti a Dio allontanandovi dagli idoli ... per attendere dai cieli Gesù, suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti affinché ci liberi dall'ira ventura. »

«Gli esegeti non vanno d'accordo sul significato da dare a queste parole. L'ira che si approssima è per loro imba­razzante, e qualcuno tra essi pensa alla distruzione di Gerusalem­me. [226] Ma S. Paolo non pensa alla distruzione di Gerusalem­me. Pensa invece a Gesù che deve ritornare sulla terra scendendo dal cielo. Ciò appare dal v. 13 del cap. 3 della stessa lettera. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).

Passo biblico n. 13

– Rom 13, 11-12: «È ora che vi scuotiate dal sonno, essendo la nostra salvezza ormai più vicina di quando abbracciammo la fede. La notte è avanzata e si avvicina il giorno. »

«L'accenno di S. Paolo alla salvezza che ormai è più vicina di quanto non lo fosse al momento della loro conversione [quella dei fedeli ai quali S. Paolo sta parlando, ndr] non può essere una salvezza personale, quella già ottenuta col battesimo. Si tratta invece della salvezza completa, suprema, che dovrà venire il giorno della Parusia intermedia. » (Gregori, op. cit., p. 86-98).

«Quando spunterà questo giorno, esso porterà con sè la “luce universale”, concepita da Dio per scacciare la “notte universale”. » (J. De Parvulis).

Passo biblico n. 14

– II Tim 3, 1-5: «Sappi che negli ultimi giorni sopraggiunge­ranno tempi difficili. Infatti gli uomini saranno pieni d'amor proprio, amanti del danaro, millantatori, orgoglio­si, diffamatori, ribelli ai genitori, ingrati, empi, senza cuore e senza pietà, calunniatori, incontinenti, spietati, senz'amo­re per il bene, delatori, temerari, gonfi, amanti del piacere più che amanti di Dio, simulanti una pietà la cui forza di­sprezzano. Anche da costoro allontanati. »

A proposito dell’espressione "negli ultimi giorni" che qui è usata, Mgr Gregori dice che non è possibile che si tratti dei giorni della Fine del mondo, altrimenti non avrebbe senso la raccomandazione dell'Apostolo al suo discepolo: "anche da costoro allonta­nati".

Dato che l’espressione "negli ultimi giorni" viene spesso usata dai profeti antichi per indicare l'Era messianica, noi diciamo che qui si tratta di un futuro indeterminato (un futuro che teoricamente potrebbe riguardare anche lo stesso Timoteo). Questi “ultimi giorni” noi ora li stiamo vivendo. Sembra che S. Paolo li descriva per noi, uomini d’oggi. La descrizione è applicabile al mondo attuale. (Gregori, op. cit., p. 86-98).

Passo biblico n. 15

Ap 19, 11-20: “Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava "Fedele e Verace": egli giudica e combatte con giustizia. I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. E’ avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti. Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa del Dio onnipotente. Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re, e Signore dei signori. … Vidi allora la bestia e i re della terra con i loro eserciti radunati per muover guerra contro colui che era seduto sul cavallo e contro il suo esercito. Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva operato quei portenti con i quali aveva sedotto quanti avevano ricevuto il marchio della bestia e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco, ardente di zolfo.

Padre Penasa dice che in questo passo è descritta la Parusia intermedia al completo. (Penasa: op. cit., p. 25).

Passo biblico n. 16

– Ap 20, 1-8: «Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico  cioè il diavolo, satana  e lo incatenò per mille anni;  lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni”. Quando i mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magog, per adunarli per la guerra… »

Padre Penasa afferma che questo passo descrive il Millennio felice, e precisa: «Il particolare dei mille anni posteriori a detta Parusia è ripetuto sei volte, questo affinché a nessuno venga in mente di dubitarne. » (Penasa, op. cit., p. 25).

Mgr Gregori, dal canto suo, dice che il dramma umano è destinato a svolgersi intieramente su questa terra. Siccome il Millennio felice fa parte integrante di questo dramma, è evidente che esso corrisponde a quel Regno che Dio vuole avere anche sulla terra, e con diritto. Detto Regno va dunque inserito nella storia dell’uomo presente sulla terra. Non è possibile pensarlo altrimenti.

Per Mgr Gregori le conclusioni sono tre: 1) Il Regno di Dio non può essere collocato nel Vecchio Testamento perché esso avviene dopo l'immolazione dell'Agnello. 2) Il Regno di Dio non può essere collocato subito dopo la Redenzione perché il libro dei sette sigilli verrà aperto molto tempo dopo, e parla di guerre, di ca­lamità, e di castighi che presuppongono l’esistenza di precedenti infedeltà umane. 3) Il Regno di Dio non può essere collocato nell’eternità celeste perché sta scritto che i giusti regneranno sulla terra. Si tratta dunque di un Regno di Dio, ma di un regno terrestre, di un regno che dovrà avvenire dopo gli sconvolgimenti conseguenti all'apertura dei sette sigilli, e dopo l'imprigionamento di Satana.  (Gregori, op. cit., p. 86-98).

Passo biblico n. 17

– Ap 20 4-6 :  «Poi vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi coloro che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni. »

Secondo Mgr Gregori, le anime di “quanti ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni”, sono anime sopra le quali la secon­da morte (la dannazione) non ha potere. Ciò significa che a loro è già stata resa giustizia. Sono anime che già godono della ricompensa eterna.

Che senso hanno le parole: “Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni” ? Mgr Gregori dice che si tratta di una risurrezione corporale, come corporale è la risurrezione dei morti alla fine del mondo. Tale risurrezione è riservata a pochi. Sono i martiri e i santi della Grande Tribolazione. Se la seconda morte – la dannazione – non ha potere su di loro, è perché davanti al nemico di Dio, l'anti-Cristo, essi hanno preferito lasciarsi decapitare piuttosto che tradire la loro fede in Cristo.

Passo biblico n. 18

 – I Tim 6, 14: “Custodisci il tuo mandato immacolato, irre­prensibile, fino alla manifestazione del Signore Nostro Gesù Cristo”.

Senza commento.

Passo biblico n. 19

– Fil 4, 5: “Gioite nel Signore, sempre! Di nuovo ve lo dico: gioite! La vostra clemenza divenga manifesta a tutti gli uo­mini. Il Signore è vicino".

Senza commento.

Passo biblico n. 20

– I Cor 1, 7-8: “Non manca dono alcuno di grazia a voi mentre siete in attesa della manifestazione del Signore no­stro Gesù Cristo. Sarà lui, appunto, che vi renderà saldi fino alla fine, affinché siate irreprensibili nel giorno del Si­gnore nostro Gesù Cristo".

Senza commento.

Passo biblico n. 21

– II Pt 3, 8-10. "Una cosa però non dimenticate, o carissimi, che un gior­no solo presso il Signore è come mille anni e mille anni sono come un solo giorno. Il Signore non ritarda il compimento della promessa. Egli porta pazienza verso di noi, non vo­lendo che alcuno di noi perisca, ma che tutti si volgano a penitenza. Verrà però il giorno del Signore, come un ladro".  

Senza commento.

 

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N.B. In modo velato anche il Vecchio Testamento parla della Parusia intermedia.

Cf. per esempio:

Isaia: 2, 1-5; 9, 5-6; 11, 4-9; 14, 9 ss.; 65, 17-25; 66, 14 ss.

Daniele: 7, 9-14; 7, 23-27.

Ezechiele: 37.

 

 

 

 

 


CONCLUSIONE FINALE

 

I testi biblici ci permettono di affermare che la Venuta intermedia di Gesù avrà per scopo di inaugurare il Millennio felice. Durante questo Millennio gli uomini della terra vivranno per dare gloria a Dio, in pace con i fratelli. Si compiranno le parole profetiche del Padre Nostro: “Venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua Volontà, come in Cielo e così in terra”.

Il Millennio felice non ha nulla a che vedere col Millenarismo, che è un concetto eretico, condannato dalla Chiesa. Il Millennio felice fa parte del meraviglioso Piano che Dio ha concepito per l’uomo vivente sulla Terra. S. Giovanni evangelista predica a tutti e fa capire a tutti – a tutti gli interessati – che il Regno di Dio non è una realtà riservata esclusivamente al mondo eterno, quello che verrà dopo la morte, ma è un Regno che dovrà venire anche sulla terra. Anzi, sulla terra prima, e in Cielo subito dopo. La durata di questo Regno terrestre è indeterminata (S. Giovanni, nella Bibbia, usa l’espressione “mille anni”).

Con la Venuta intermedia di Gesù e l’inaugura-zione dell’Era nuova si attuerà un’altra profezia di Gesù: “Ho altre pecorelle che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, sotto un solo pastore”. Dopo la Venuta intermedia di Gesù ci sarà dunque “Un solo ovile, sotto un solo pastore”. Non si tratta di un “sogno”, come ha detto un qualcuno di recente, ma di una realtà. Lo Spirito Santo farà l’unità. Tutti formeranno un’unica Chiesa, con a capo Pietro (Mt 16, 18).

Prima della Venuta intermedia di Gesù, Dio manderà tanti segni in cielo, sulla terra, e nelle coscienze. Questi segni avranno per scopo di far capire a tutti che Cristo è l’unico Salvatore del mondo. Ognuno di noi sceglierà liberamente il campo che più lo interessa: o con Gesù o contro. Chi sceglierà di essere contro Gesù, andrà col demonio. È evidente che chi sceglierà il demonio non entrerà nell’Era nuova.

Pochi teologi hanno saputo finora approfondire i testi biblici che parlano della Parusia intermedia (la Venuta intermedia di Gesù). La maggioranza dei teologi odierni non si interessa ai messaggi che il Cielo manda alla Terra tramite i Profeti cristiani contemporanei, che sono persone dotate di carismi straordinari. In mancanza di questo aiuto essi finiscono per fare lo stesso errore che i Capi del Sinedrio giudaico hanno fatto alla prima Venuta di Gesù. Detti “Capi” hanno respinto Gesù, non lo hanno accolto, non hanno voluto saperne di cambiare pensiero in favore di un’interpretazione più spiritualistica delle antiche profezie.

Questa loro mentalità materialistica li ha allora resi schiavi − e altrettanto schiavi li rende oggi − di un’utopia letale, che li spinge a concepire il “Regno di Israele” (il Regno messianico, diremmo noi oggi) come un Governo mondiale fatto di potere politico.

Secondo il Vangelo, questa contestazione di idee è segno che la Venuta intermedia di Gesù è imminente.

Noi ci siamo preoccupati di scrivere queste pagine con spirito di servizio a Dio e alla Chiesa. Circa i risultati di questi nostri studi ci rimettiamo al giudizio della Chiesa cattolica.

Signore Gesù, noi ti aspettiamo. Vieni, e portaci in dono lo Spirito Santo paraclito! 

 

Johannes De Parvulis

E-mail: parvulis@parvulis.com

 

 

 

 

NOTE E COMMENTI

 



[1] Il concepimento del Regno messianico non deve essere confuso con la sua nascita. (Prima di nascere ogni essere umano è concepito nel seno della propria madre. Dato che la nascita del Regno messianico è prevista per il tempo attuale, possiamo dire che la sua gestazione avrà durato … due mila anni).

[2] La fine del Regno messianico coincide con la fine del Piano divino di Salvezza, che segnerà pure la Fine del Mondo.

[3] La seguente domanda fa parte delle mie curiosità speculative: Se gli ultimi 2.000 anni rappresentano il periodo di gestazione del Regno messianico, quanti anni potrebbe durare la vita dello stesso Regno mantenendo le dovute proporzioni? Un calcolo veloce mi permette di scoprire che la vita di questo Regno potrebbe durare dai 200.000 ai 250.000 anni. (Questo è molto di più dei 1.000 anni che S. Giovanni evangelista menziona all'inizio del ventesimo capitolo dell'apocalisse. Ma S. Giovanni non dice se gli anni futuri avranno la stessa durata degli anni attuali. Con i cieli nuovi che Dio ci ha promesso, è probabile che il tempo futuro non sia identico al tempo attuale. Il tempo è determinato dalla rotazione degli astri che circondano il Pianeta sul quale viviamo. Una cosa è certa: leggendo Maria Valtorta ho avuto l'impressione che la Fine del Mondo potrebbe sopraggiungere tra 230.000 anni. (V. Maria Valtorta, I Quaderni, vol. 3, p. 124).

[4] L’autore è un professore canadese di origine italiana. Ha pubblicato alcuni studi che riassumono le verità bibliche esaminandole alla luce delle Rivelazioni private (quelle dei Profeti cristiani contemporanei). Fra i libri pubblicati da De Parvulis c’è anche: “Il Regno dei giorni felici", disponibile su Internet all’indi-rizzo: < http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-01.html >. Pubblicato in edizione cartacea col titolo: “Mondo nuovo, vita nuova”. (Edizioni Gamba, Verdello, BG).

[5] Il termine Parusia è un termine greco che significa ‘venuta’ o‘presenza’. Nella letteratura greca il termine è usato per esprimere il provvidenziale arrivo di una persona influente, sovrana – anche divina – che si presenta per soccorrere coloro che in lei hanno riposto la loro fiducia. 

[6] Aldo Gregori: “La Venuta intermedia di Gesù”, Terni, 1993. (Questo libro è esaurito).

[7] Cf.: “Catechismo della Chiesa cattolica”, articolo n. 94. (CCC = Catechismo della Chiesa Cattolica).

[8] Medjugorje: vedere i messaggi del 25 dicembre 1999 e del 25 dicembre 2000.

[9] Il 29 ottobre 2005 si è concluso a Corato, diocesi di Trani, la parte diocesana del processo di beatificazione di Luisa Piccarreta.

[10] Chi dice “Venuta intermedia di Cristo” è come dicesse “Parusia intermedia”.

[11] Cf.: Lc 19, 11-14.

[12] Mgr Aldo Gregori:“La Venuta intermedia di Gesù”, Terni, 1993.

[13] La seconda Venuta di Cristo (o seconda Parusia), è chiamata “intermedia” perché è situata tra la prima e la terza.

[14] All’inizio del cap. 20 dell’Apocalisse di S. Giovanni ci sono sei versetti che annunciano il Regno di Dio in Terra, quel Regno che dovrebbe durare mille anni. Di solito nella Bibbia questi sei versetti hanno per titolo: Il Millennio felice.

[15] Questo Paradiso terrestre ripristinato offrirebbe un vantaggio rispetto a quello dell’Eden iniziale: la condizione umana non sarà semplicemente uguale a quella precedente alla Colpa, ma superiore. Il motivo è che in virtù dei meriti acquistati da Cristo, i privilegi degli esseri umani redenti dal sangue di Cristo superano quelli che Adamo ed Eva possedevano prima della Colpa. Quindi coloro che accetteranno Cristo per amore della Verità saranno divinizzati in Lui, Figlio primogenito di Dio. S. Paolo dice di essi che saranno “figli nel Figlio”. A tale proposito, il n. 420 del CCC dice: «La vittoria sul peccato riportata da Cristo ci ha donato beni migliori di quelli che il peccato ci aveva tolto: "Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia”.» (Rm 5, 20).

[16] La prima forma, quella del millenarismo crasso, fin dai primissimi secoli interpretava il Millennio felice come un bengodi di piaceri carnali. La seconda, quella del millenarismo mitigato, è stata respinta anch’essa dal S. Ufficio – la messa in guardia è del 1944 – perché ripeteva lo stesso errore, benché in forma più mitigata. I millenarismi origeniano e agostiniano sono anch’essi da rigettare perché inventano un millenarismo immaginario.

[17] Mgr James Ussher, che fu vescovo di Armagh nel XVII secolo, è considerato uno dei più grandi conoscitori della Bibbia. Dice che la creazione d’Adamo ed Eva è da situarsi nell’anno 4,004 prima di Cristo. Le sue conclusioni sono all’origine delle date che dopo di lui sono state inserite ai margini della Bibbia. Si consulti, volendo: “Annales veteris e novi testamenti” , di Mgr James Ussher (1581-1656).

[18] I Profeti cristiani contemporanei, quelli veri, sono dei veri carismatici. Alcuni di essi hanno un nome che si riconosce facilmente, come per esempio: Mélanie Calvat, Bernadette Soubirous, Lucia di Fatima, JNSR, l’anonima della Divina Sapienza, don Stefano Gobbi, Maria Valtorta, Luisa Piccarreta, Madre Carolina Venturella, Mgr Ottavio Michelini, Vassula Ryden, ecc…

[19] Per mezzo di don Stefano Gobbi la Madonna ha fondato il Movimento Sacerdotale Mariano. Su don Stefano Gobbi, vedere la nota n 124.

[20] Queste parole fanno parte del “Discorso al Congresso mondiale dei Movimenti ecclesiali”, cfr: L’Avvenire, 28.5.1998, p. 17.

[21] Esempi di carismi straordinari sono il dono di Guarigione, quello di Profezia, quello delle Visioni (apparizioni di Gesù o di Maria Vergine con relativi messaggi), e quello delle “Locuzioni interiori” che Dio affida a persone da lui scelte, e da noi qualificate di “Profeti di Dio”.

[22] Cf.: “Dei Verbum”, n. 10.

[23] A.S.G.: Novissimum Verbum, anno 2, n. 4, 2003, p. 29.

[24] Ci sono carismatici che all'inizio sono autentici ma che poi abusano dei loro carismi, e così diventano falsi. Raspoutine era carismatico, ma in che modo ha usato i suoi carismi? I falsi carismatici si possono riconoscere tramite un dettaglio. (Cf. Johannes De Parvulis: “Agone Mistico”, cap. II, sezione n. 3: «Falsi mistici: il “dettaglio” da sorvegliare». Cf. http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-02.htm#c2sez3 ).

[25] La perfezione intellettiva non si ferma solo alla mente (ma raggiunge anche il cuore).  

[26] Il Regno di Dio in terra, il Regno messianico, e il Millennio felice sono la stessa cosa.

[27] Tale struttura si può esprimere nel modo seguente: 6+1=7, dove il numero “6” rappresenta i sei giorni lavorativi, e il numero “1” rappresenta la domenica. (Cf. la parte finale dell’Ap-pendice n. 1, alla fine del libro).

[28] La tradizione vuole che la Domenica sia destinata al riposo del corpo e alla santificazione dell'anima. Stando le cose come stanno, il millennio attuale corrisponde al Regno temporale di Dio, cioè al Regno messianico, quel Millennio felice che S. Giovanni descrive in Ap 20, 1-6.  

[29] Ap. 20, 7-10: “Quando i mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magog, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare. Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d’assedio l’accampamento dei santi e la città diletta. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per il secoli dei secoli”.

[30] La parola Messia dice in lingua italiana quello che la parola Mashiah dice in lingua ebraica. Essa significa: “consacrato”, oppure “che ha ricevuto l’unzione”. Bisogna sapere che nella tradizione ebraica il re riceveva un’unzione in virtù della quale la sua autorità diventava sacra davanti a Dio e davanti agli uomini. L’equivalente greco di Mashiah è la parola Christos, che in italiano si pronunzia Cristo. Di conseguenza, dire “Gesù-Cristo” è come dire “Gesù-Messia”.  

[31] Cf.: Is 11.